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piante da cocco invasive nell’atollo di Palmyra

Piante da cocco invasive, “curioso” caso nell’atollo di Palmyra

Un nuovo caso di piante invasive viene registrato sulle isole dell’atollo di Palmyra.

Nellatollo di Palmyra si è registrato un caso di piante da cocco invasive. Tuttavia, si tratta di una storia molto particolare, infatti tutto è partito con l’invasione da parte dei topi di queste isole. Questi roditori, arrivarono nell’arcipelago attraverso le imbarcazioni della US Navy durante la seconda guerra mondiale. Non trovando predatori naturali hanno preso il sopravvento e rischiavano in poco tempo di portare all’estinzione un po’ di tutto. Dalle piante agli uccelli. 

La situazione era così preoccupante che Fish and Wildlife Service, The Nature Conservancy e Island Conservation, che gestivano l’atollo, decisero di “eliminare” i ratti dall’isola.

Dal 2012 tutti o quasi tutti i roditori presenti vennero eliminati. Grazie a questa soluzione l’ambiente iniziò a riprendersi e ci fu una buona ripresa in termini di biodiversità. 

Tuttavia, Ana Miller-ter Kuile, ricercatrice nonché autrice di un nuovo studio apparso su Biotropica, spiega che a causa dell’assenza dei ratti c’è stata una crescita esponenziale di palme da cocco. Le piante da cocco non sono autoctone e la loro presenza è aumentata di circa il 10%. Una percentuale non bassa se paragonata al piccolo gruppo di isole. 

I ratti infatti, mangiavano velocemente le noci di cocco sul terreno, prima che questo potessero attecchire. Con la loro scomparta, i ricercatori hanno rilevato un aumento di 14 volte nella biomassa delle giovani piante. Una proliferazione che è diventata bene presto incontrollata. Per ovviare il problema, i gestori delle isole, hanno dovuto “eliminare” le piante da cocco. Che per isole così piccole e con ecosistemi sensibili, possono rappresentare un grave problema. 

Come spiega la stessa Miller-ter Kuile: “Le noci di cocco hanno un profilo ‘nutrizionale’ molto diverso dalle specie arboree native di quest’isola, con molto più carbonio e meno azoto”. Quando le piante da cocco muoiono influenzano il suolo, diversamente dalle piante autoctone, e portano una quantità inferiore di nutrienti rispetto alle altre piante. Inoltre le piante da cocco non sono usati dagli uccelli per nidificare. Ciò significa che il suolo da loro occupato toglie la possibilità ad altri alberi adatti per la nidificazione di nascere e crescere.

Il progetto di rimozione delle piante da cocco da queste piccole isole è ancora in corso ed è stato interrotto a causa della pandemia.

Tuttavia, questa vicenda mette in luce come gli esseri umani possano causare squilibri tali da mettere in moto eventi a catena negli ecosistemi poi non più controllabili. 

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About Nadia Dessì

Nadia Dessì
Nata e cresciuta a Carbonia, dopo il diploma in Ragioneria ho proseguito gli studi presso l'Università di Cagliari, sono Dottoressa in Scienze Politiche e specializzanda in Relazioni Internazionali. Appassionata di politica e di attualità.

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