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Eco-sostenibilità indagine

Post Millennials littering, sfiducia per un futuro sostenibile

Il sondaggio: Quanto Sei Green Quando Esci? Sei per il sostenibile?

 

 

Il concetto di “sostenibile”fa parte della nostra cultura, ma ultimamente ha preso un significato più ampio. Infatti dopo tre mesi di lockdown (in cui si era gridato al miracolo ambientale) e con la stagione estiva in pieno corso, si torna a parlare di littering. Un concetto di cui solo 3 italiani su 10 conoscono il significato, ma che nonostante questo, rappresenta un problema serio per 9 su 10. Questi sono i risultati del sondaggio condotto da Save The Planet per lanciare la campagna di sensibilizzazione #IoLaButtoLi di Save the Planet e di JTI Italia (Japan Tobacco International Italia), con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

Quanto Sei Green quando Esci?

La onlus ha lanciato, in collaborazione con l’azienda operante nel settore del tabacco, il sondaggio “Quanto Sei Green quando Esci?” , per misurare la percezione del fenomeno littering e valutarne l’impatto sul giudizio dell’opinione pubblica in Italia.

Dai dati emerge, che sono i giovani che hanno più a cuore il concetto di sostenibile e risultano intolleranti quando trovano spazzature negli spazi naturali o nelle aree pubbliche – ovvero, appunto, il littering – con il 44% corrispondente alla fascia 18-34 anni, rispetto al 33% dei 35-44 e al 23% dei 55-65 anni. Di questo primo cluster, il 52% riguarda la Generazione Z, tra i 18 e i 24 anni, con una netta rappresentanza al femminile (71%) e una propensione alle buone condotte, che non si limita al solo rispetto individuale delle regole per il corretto smaltimento dei rifiuti.[…] Non solo, sono i 18-24enni a dichiarare di intervenire, se vedono qualcuno gettare cartacce per terra, andando dal responsabile per redarguirlo.

Sei sostenibile tu?

Per il 64% dei Post Millenials, si tratta di una questione di non curanza delle conseguenze ecologiche e ambientali. La restante parte, si divide tra mancanza di educazione civica (21%) e poco rispetto per il decoro urbano (15%). A ciò si lega un sentimento di prevalente disillusione, almeno tra i più giovani, riguardo la speranza di superare il problema con l’impegno personale.

Le conclusioni

Se per una discreta metà di tutto il campione preso in esame (46%), il littering è una questione risolvibile con l’impegno del singolo, per i 18-24enni è una cosa impossibile da pensare. Nonostante questo, il 54% di questi confida in una maggiore presa di coscienza a lungo termine, grazie a percorsi di responsabilizzazione e sensibilizzazione, soprattutto legati alle regole di civiltà in generale.

I risultati del sondaggio parlano chiaro

Nella classifica dei rifiuti più intollerabili, c’è certamente la plastica, più nello specifico le bottigliette (21%, dato che però potrebbe potenzialmente aumentare se si considera plastica anche una parte di quel 15% che ha indicato l’imballaggio di cibo da asporto). Al secondo posto, una new entry palesemente legata al momento di emergenza sanitaria[……] ovvero le mascherine di protezione, con il 20%, a cui non si può non considerare direttamente legato l’8% che vede nei guanti in lattice un rifiuto intollerabile da trovare sulla propria strada. Chiudono la classifica i mozziconi di sigarette (16%), le cartacce (8%), i chewing gum e il vetro, entrambi con il 6%. Sul luogo in cui è più percepito il fastidio di trovare questo genere di rifiuti, sono spiagge e montagna (91%) a staccare – e di tanto – marciapiede (6%) e parchi (3%).

About Alessandro Podda

Laureando in scienze della comunicazione presso la facoltà agli studi di Cagliari. Forte interesse per il giornalismo, spettacolo, musica e sport.

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