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ACIT CAGLIARI

L’ACIT Cagliari presenta: Verriegelt Zeit di Sibylle Schönemann

Martedi  5 novembre alle 21 presso la Cineteca Sarda in Viale Trieste 126, il film Verriegelt Zeit (Tempo bloccato) di Sibylle Schönemann

Rassegna CINEMA TEDESCO OGGI 2019 – FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco, l’ACIT Cagliari ricorda la caduta del Muro di Berlino con la proiezione del film documentario Verriegelte Zeit di Sibylle Schömemann. La regista, originaria della Germania est, arrestata e poi espulsa dal suo paese, una volta caduto il Muro torna a visitare il suo carcere e a incontrare coloro che sono stati coinvolti nel suo caso.

Il film è presentato da Alessandro Del Re, critico cinematografico e curatore della rassegna 1989-2019: TRENT’ANNI SENZA MURO, distribuita dalla Reading Bloom.

L’ingresso è libero e gratuito. La rassegna è organizzata col contributo di Goethe-Institut, Regione Sardegna e Comune di Cagliari. In collaborazione con Cineteca Sarda-Società Umanitaria, Spazio 2001, Reading Bloom, Circola nel Cinema Alice Guy, CELCAM-Università degli Studi di Cagliari, con il gentile contributo di Goethe-Institut Italien. Regione Autonoma della Sardegna – Promozione del Cinema in Sardegna Comune di Cagliari – Assessorato Cultura e Spettacolo.

Per informazioni e proiezioni per le scuole rivolgersi alla segreteria organizzativa: ACIT Cagliari, Via Palomba 64, 09129 Cagliari, tel. 07042965 / 330317376, [email protected], www.acitcagliari.it

SCHEDA DEL FILM

Verriegelte Zeit (trad. lett.: Tempo bloccato, titolo intern.: Locked up Time). Regia: Sibylle Schönemann, RFT/RDT 1990, b/n, 94 min. Soggetto: Sibylle Schönemann , Interviste di S. Schönemann. Produzione: DEFA-Studio für Dokumentarfilme.

“Dalla fine degli anni Ottanta ma soprattutto con la caduta del Muro, la realtà si fa talmente urgente anche sul piano personale da spingere alcune cineaste a intraprendere delle indagini storico-politiche a partire dal proprio vissuto. È quanto fa Sibylle Schönemann in Verriegelte Zeit, documentario che a tratti ricorda il cinema di Claude Lanzmann.

Nel 1984, la regista e il marito, che all’epoca lavoravano presso gli studi della DEFA, avevano fatto domanda per emigrare ad Ovest e per ciò furono arrestati  con l’accusa di “interferenza con le attività dello Stato”, beneficiando solo dopo un anno di una sorta di “amnistia”.

Caduto il Muro, la regista torna a visitare il suo carcere e lì, nella cella che condivisero, con una compagna rievoca le angosce della prigionia. Inoltre, documenti alla mano, si mette sulle tracce di tutti coloro che furono coinvolti nel suo caso: giudici, poliziotti, secondini, informatori della Stasi, il suo capo alla DEFA Hans Dieter Mäde e l’avvocato Wolfgang Vogel, che favorì il suo rilascio e trasferimento ad Ovest.

Ciascuno fu a proprio modo un ingranaggio della macchina che le sconvolse la vita, ma in pochi sono disposti a un confronto diretto con lei e a riconoscere le proprie responsabilità. Schönemann utilizza gli strumenti espressivi a propria disposizione per ricercare la verità su quanto avvenne e per rielaborare un trauma profondo all’epoca ancora bruciante.” (Da SILVIA NUGARA, Autodeterminate. Prospettiva di cineaste, in Il Nuovo Manifesto Società Coop. Editrice, 2019)

 

Rassegna Significante

About Giannalisa Giorri

Giannalisa Giorri
Nata e vissuta a Cagliari, laureata in Giurisprudenza e attualmente studentessa del 3 anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione a Cagliari. Amante dello sport, della natura e degli animali. Appassionata di cinema e di fotografia.

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