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Cult Fiction puntata 2.19 – 29 ottobre 2019

Scary Stories to Tell in the Dark, Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo e Halloween gli argomenti della diciannovesima puntata

Su Unica Radio è andata in onda la diciannovesima puntata di Cult Fiction. Tore Seduto, dalle 20 alle 21, è stato alla guida del programma meglio del 3d che vede il prezioso contributo di Diari di Cineclub. Il magazine online di divulgazione cinematografica ha permesso una chiacchierata con l’ospite della puntata. Trattasi Costanza Quatriglio, regista e documentarista e dallo scorso gennaio Direttore artistico e coordinatore didattico della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicata al cinema documentario. Per quanto riguarda invece la recensione in apertura di puntata, si è parlato di Scary Stories to Tell in the Dark, diretto da André Øvredal, Con lo zampino in qualità di produttore di Guillermo Del Toro la pellicola halloweeniana è l’adattamento cinematografico dell’omonima serie di libri per ragazzi nata dalla penna di Alvin Schwartz. Oggetto della riduzione radiofonica di fine puntata, sempre a tema halloween, è infatti Halloween del 1978 con Donald Pleasence e Jamie Lee Curtis sotto la guida alla regia di John Carpenter. Denise, ha provato a fare una zucca di halloween utilizzando una pannocchia di mais e il risultato son nozioni riguardo l’organizzazione del set cinematografico tra piano di lavorazione e unità mobile.

Ospite di Diari di Cineclub

Costanza Quatriglio è stata l’ospite che ha concluso il mese di ottobre di Cult Fiction. Durante la puntata, Direttore artistico e coordinatore didattico della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicata al cinema documentario ha raccontato la sua esperienza come documentarista e il valore del racconto per immagini attraverso il linguaggio del documentario. Così come l’importanza di tale linguaggio rivolto ai più giovani. La Quatriglio ha raccontato anche della sua esperienza come Presidente della Giuria durante la scorsa edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Classici e Documentari sul Cinema, dove è stata alla guida di 22 giovani studenti (indicati dai docenti) dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

La recensione: Scary Stories to Tell in the Dark

Mill Valley, 1968. Durante la notte di Halloween Stella, studentessa sociopatica aspirante scrittrice, insieme agli amici Auggie e Chuck, hanno la loro vendetta tirando un brutto scherzo al bullo Tommy. In fuga, i tre trovano riparo nell’auto di Ramon, solitario al drive in che diventa loro nuovo amico. Insieme andranno a curiosare nella casa infestata della famiglia Bellows. Qui un tempo viveva Sarah, una ragazza tenuta segregata dai familiari e che raccontava storie dell’orrore ai bambini che origliavano alle pareti della casa. Bambini che poi facevano una brutta fine. Quando Stella trova il libro dei racconti di Sarah il film prenderà una piega decisamente cupa.

Sulla scia dei ragazzini che affrontano il male, come It o la serie Stranger Thing anche Scary Stories to Tell in the Dark riesce a comunicare moltissimi messaggi. Il film ha valenze sociopolitiche e per questo riesce a emergere nel panorama horror. Questo dettaglio è probabilmente frutto dello zampino di Guillermo del Toro, alla sceneggiatura e alla produzione, che ha sempre a cuore questo tipo di missione all’interno della sua filmografia (vedi Il labirinto del fauno, La spina del diavolo, Shape of Water). C’è da dire che il film non è originalissimo, ma le atmosfere cupe sono ben orchestrate e molto affascinanti. La storia si sviluppa con un crescere della tensione che, con un briciolo di intuizione, sappiamo già in che modo andrà a finire. Quando Stella chiude il libro, però, è come se avessimo terminato un racconto troppo presto e vorremmo leggere altre storie. E se resta questa sensazione, probabilmente il film ha vinto.

Scary Stories to Tell in the Dark – una scena del film

Pop Corn

In questa diciannovesima puntata Denise, la nostra pop corn maker, ha messo su una faccia felice, in realtà un ghigno tipo Joker, per poi sparare a raffica nozioni riguardo il piano di lavorazione e la differenza tra regia cinematografica e regia mobile. Ricordiamo ai nostri ascoltatori che i pop corn preparati da Denise sono stampati in 3D e ottenuti da filamenti di chicchi di mais inesplosi alla prima cottura in padella.

Il Racconto sonoro: Halloween

Un criminale condannato per l’omicidio della sorella commesso nel 1963 all’età di 6 anni, scappa di prigione dopo 15 anni e torna nella città natale alla ricerca della prossima vittima, durante la notte di Halloween del 1978. John Carpenter offre un gioiellino dell’horror che entra a mani basse tra i cult movie. Sullo schermo vediamo Donald Pleasence e Jamie Lee Curtis alle prese con Michael Meyers interpretato in un solo film da ben tre attori (un Michael Meyers per ogni stagione e ogni esigenza di copione) Nick Castle, Tommy Lee Wallace e Tony Moran (quest’ultimo ci mette proprio la faccia, senza maschera). Con la riduzione radiofonica di un film che trasuda Halloween da ogni fotogramma si chiude la diciannovesima puntata di Cult Fiction.

Halloween – Trailer

L’appuntamento con Cult Fiction è settimanale: martedì h 20:00 su Unica Radio. Tramite l’App di Unica Radio è possibile seguire il format su smartphone e i-Phone. Attraverso i social è possibile restare aggiornati sulle novità di Unica Radio e di Cult Fiction.

Cult Fiction puntata 2.19 – 29 ottobre 2019
Cult Fiction

 
 
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About Tore Seduto

Tore Seduto
Classe 1989. Appassionato cinefilo a 360°, degustatore di birre e di pizze. Amante dei bei film, ma anche di quelli brutti, davvero brutti. Si è cimentato come regista in lavori discutibile fattura. Irriducibile cacciatore di interviste agli addetti ai lavori della settima arte.

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