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SPAZIO MISICA

Spaziomusica 2018 – REWRITE

Dal 3 al 7 ottobre a Cagliari la trentasettesima edizione del Festival Spaziomusica. REWRITE è il tema portante della cinque giorni all’insegna della musica contemporanea negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari.

 

Si rinnova a Cagliari l’appuntamento con il FestivalSpaziomusica, la rassegna dedicata alla musica di ricerca e di improvvisazione, acustica ed elettronica, quest’anno alla sua trentasettesima edizione, che da domani (mercoledì 3) adomenica 7 ottobre popolerà gli spazi del Teatro Massimo di Cagliari inserendosi nelle attività più ampie di 10 nodi, la rete dei festival d’autunno a Cagliari, nata in seno alla candidatura di Cagliari Capitale Europea della Cultura 2019 e che fino al prossimo 10 dicembre, prevede un cartellone poliedrico e dinamico, in cui la cifra caratterizzante trova la sua linfa vitale nella molteplicità dei linguaggi, attivata da soggetti artistici radicati nel territorio.

Rewrite è il tema portante di questa trentasettesima edizione, nata con la spiccata volontà di indagare la riscrittura nella musica contemporanea, intendendo per “riscrittura” quella di una composizione musicale che attinge esplicitamente da materiali derivanti da composizioni musicali preesistenti. “Riscrittura – spiega il direttore artistico Fabrizio Casti – come termine in grado non solo di circoscrivere correttamente il fenomeno, ma anche di stabilire un rapporto paritetico tra l’opera riscritta e quella preesistente. Nella musica d’arte occidentale degli ultimi vent’anni si è assistito, infatti, a una sorprendente fioritura di riscritture, che ha interessato e coinvolto una pluralità inedita di compositori, configurandosi come fenomeno creativo trasversale e poliedrico, difficile da congedare sotto una tendenza, un movimento, un “partito”. La riscrittura musicale contemporanea, infatti, sfugge alla semplificazione dei concetti, all’accorpamento delle esperienze, all’attribuzione di etichette a priori; si sottrae per natura al ruolo ancillare assunto nel discorso musicologico dalle sue sorelle neoclassiche e postmoderne, e reclama un’indagine che sia condotta nella e dalla musica, e la collochi in prima linea nell’impresa arrischiata ma irrinunciabile di tracciare una cartografia interpretativa della creatività musicale più recente.”

 

Spaziomusica si aprirà ufficialmente mercoledì 3 ottobre nella sala M3 del Teatro Massimo di Cagliari, dove alle 21 è atteso il flautista Enrico di Felice per un concerto in collaborazione con il Ma/In di Matera e LOXOSconcept. Il musicista vanta al suo attivo prestigiosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, arricchiti da una intensa attività da solista nelle più prestigiose sale concertistiche europee, tra le quali il Concertgebouw di Amsterdam, la Musikhalle di Amburgo, la Sala del Conservatorio di Ginevra, oltre che a Montreal, Tokyo, Dijon, Bruxelles e Strasburgo. Di Felice “riscriverà”, in questa occasione, composizioni di Francesco Pennisi (Commento a Euro, 1977, per flauto e flauto in sol), Sergio Andrés Santi (Uira, 2018, for flute and electroacustic media), Roberto Zanata (Meccanica 1, per flauto basso e live electronics), Ainolnaim Azizol (Julajuli, 2018, for amplified alto flute, voice and electronics) e Nicoletta Andreuccetti, (Notturno Sole, 2018, for amplified flute and multichannel spatialization).

Un’ora più tardi (alle 22) la riscrittura musicale sarà affidata al Modular Duo dei percussionisti cagliaritani (entrambi diplomatisi al Conservatorio di Musica di Cagliari), Francesco Ciminiello e Roberto Migoni. Le composizioni designate per l’occasione saranno Isole Responsorio per percussioni ed Elettronica (Raul Masu), Metonìmia, per percussioni ed elettronica (Stefano Alessandretti) e Rewrite, Impro per percussioni.

Giovedì 4 ottobre appuntamento (in collaborazione con il Conservatorio di Musica di Cagliari) alle 21 nella sala M3 del Teatro Massimo con il Piccolo Ensemble Scisma, formazione nata tra 2015 e il 2016 nell’ambito dell’omonimo progetto interdisciplinare e interdipartimentale, rappresenta attualmente, all’interno del Conservatorio di Musica di Cagliari, il punto di intersezione tra compositori, strumentisti e direttori d’orchestra. Tra gli obiettivi che legano tra loro i componenti del gruppo – dare ai compositori la possibilità di sperimentare e verificare il dato sonoro fin dalle prime fasi di progettazione, agli strumentisti di confrontarsi con le moderne tecniche esecutive e i relativi tipi di notazione e ai direttori d’orchestra e di coro di affrontare problematiche relative all’insieme, al ritmo, al timbro e alla forma nel repertorio contemporaneo – c’è soprattutto la volontà di specializzarsi nel repertorio contemporaneo e del ‘900 storico. I musicisti coinvolti per l’occasione saranno Francesca Steri eLaura Flore ai flauti, Alessandra Corda e Giulia Marongiu ai clarinetti,  Maria Chiara Farigu al fagotto, Cinzia Curridorie Andrea Peddis alle percussioni, Massimo Granara e Maria José Palla al pianoforte, Anna Pollicelli, Alice Bergamo, Natalia Madeddu e Elisa Viola ai violini, Maria Grazia Piccardi, Francesco Piano e Maria José Palla, voci, con la direzione di Christian Cassinelli.

Tre quarti d’ora dopo, alle 21.45 amplificatori accesi per il compositore Giulio Colangelo con Organismo aperto n° 3 per sola elettronica (anche in questo caso l’evento è in collaborazione con il Ma/In di Matera e LOXOSconcept). La ricerca di Colangelo utilizza linguaggi paralleli per creare complesse esperienze percettive. Si concentra sulla sperimentazione strumentale e sulle composizioni elettroacustiche/acusmatiche, sull’arte visiva e sulle installazioni sonore e nel campo dello sviluppo intermediale.

Alle 22 ultimo appuntamento della serata con IN/ELEKTRA, progetto modulare, attento agli stimoli esterni ed orientato al concetto di fare musica in stretta relazione al contesto ospitante, interagendo con l’ambiente per ricreare possibilità sonore e performative sempre differenti con Silvia Cignoli, (chitarra elettrica, effetti) e Valentina Guidugli (basso elettrico, voce ed effetti). Il progetto è un punto di fuga fra due mondi sul quale gravitano le due musiciste con un background eterogenei, ma in grado di intersecarsi sapientemente. Dall’esperienza pop-rock di Valentina e dalla musica classica, contemporanea e sperimentale di Silvia, le reciproche intuizioni sonore si contaminano grazie all’immaginazione e all’elaborazione di percorsi interiori. Il risultato sono paesaggi sonori in estemporaneo divenire, crossover fra post-rock, noise, drone-ambient, glitch, musica contemporanea, sperimentazione e improvvisazione libera.

Venerdì 5 ottobre Spaziomusica alza il sipario nella sala M1 del Teatro Massimo per un primo doppio appuntamento conTSuono  (alle 20) e TSuono Rewrite (alle 21), performance interattiva sonoro-musicale per ensemble vocale, strumentale e pubblico partecipante, 
progetto musicale di Francesca Romana MotzoSandra RuggeriStefania Russo e Alessandra Seggi con l’allestimento di Emanuela Russo. La performance (evento gratuito su prenotazione, informazioni al numero 347 8368254) si presenta come un viaggio multisensoriale guidato, alla scoperta delle possibilità sonore di oggetti semplici strutturando e compartecipando all’interno di un disegno vibrante in cui tutti sono coinvolti e protagonisti. TSuono è un progetto elaborato da Spaziomuisca Didattica nell’ottica di una esperienza sonora non convenzionale condivisa in grado di produrre un tempo per ascoltarsi ed ascoltare tra suoni e vibrazioni che diventano strumenti e mezzi di con-tatto con sé e con l’altro da sé. Tsuono rappresenta un processo di creazione originale e collettiva nel quale lasciarsi attraversare dall’esperienza sonora con tutta la componente corporea e sensoriale dentro uno spazio tempo dilatato in cui assaporare con lentezza le risonanze e le suggestioni che i suoni ci offrono.

Alle 22 al centro dei riflettori, invece, la fisarmonica e l’elettronica di Margherita Berlanda. Originaria del Trentino Alto Adige, l’artista si è specializzata in Musica da Camera e in Musikvermittlung presso la Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen (Germania) sotto la guida del M° Hans Maier, con il quale conclude nel luglio 2017 il Konzertexamen, dottorato in interpretazione solistica. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali e vanta al suo attivo numerosi progetti non solo in ambito solistico, ma anche come camerista, tra i quali quello in duo con il fisarmonicista Ghenadie Rotari, la fisarmonicista Rebekka Zwick, il chitarrista François Stride, in particolare con il violoncellista Nicolò Nigrelli, con il quale si esibisce stabilmente nel Duo Alambic. Tra le registrazioni e programmi radiofonici sono da ricordare al suo attivo le collaborazioni con Radio Vaticana, Bayerische Rundfunk e Rai Slovenia. Durante la serata si muoverà tra composizioni di Roberto Zanata (Meccanica II), Samir Odeh Tamimi (Tsalalim), sue performance Breezing airs e Ruogh airs, improvvisazioni per immagini, fisarmonica ed elettronica, con  Fabrizio Casti ai suoni elettronici e Roberto Zanata alla parte video.

La penultima giornata del festival, sabato 6 ottobre, si terrà nella sala M2 e avrà inizio alle 19 con la performance elettroacustica Sole Celeste (Heavenly Sky) di Emanuele Perra, compositore elettroacustico, la cui indagine sonora verte sulla drammaturgia sonica. Anch’esso fulgido prodotto del corso del Conservatorio di Cagliari di “Musica Elettronica” si caratterizza per le sue composizioni elaborate con una tecniche specifiche, che richiamano sia riferimenti intriseci-letterari, che sonici non tonali. Il suo excursus, comprende lo studio della musica\cultura prevalentemente urbana. Ha realizzato dei lavori per il teatro, field recording, installazioni e inoltre attivo come live performer (in diversi contesti spesso teatrali) spesso con attrezzature inusuali per le tipologie musicali trattate. “Sole Celeste (Heavenly Sky)” è un progetto elettroacustico basato sulla poesia di Amelia Rosselli che viene recitata da una voce teatrale, questa è stata reinterpretata in un contesto musicale sonico che ha come riferimento la “Resistenza dinamica” e l’elasticità che si applica sia materiali solidi che a quelli fluidi. In un contesto sociale, ricorda alcune storie ancestrali della Sardegna come in una cornice sonora all’interno della quale si narrano storie ordinarie ma non per questo meno straordinarie.

Mezzo giro d’orologio più tardi, alle 19:30, spazio alla performance elettroacustica di  Elio Martusciello e SEC_ (in collaborazione con il collettivo “Betty’s Turquoise Chain). «Sviluppare l’ascolto significa mettere in discussione se stessi, decostruire la propria prospettiva d’ascolto, dilatare il proprio orizzonte spazio-temporale. L’orecchio si configura come il “senso” dell’ospitalità e dell’accoglienza, strumento dell’apertura e della “trascendenza”. Ecco che la pratica dell’improvvisazione con le sue implicazioni sociali, la sua capacità di produrre comunità si connette e partecipa alla stessa filosofia dell’accoglienza che sottintende la dimensione dell’ascolto e dunque dell’orecchio», questo il pensiero del musicista napoletano, compositore e docente di musica elettronica ed elettroacustica. Considerato tra i massimi esponenti italiani della musica sperimentale, da anni rivolge la sua ricerca ad un’attenta analisi del suono e delle sue relazioni con lo spazio, il tempo e l’individuo. SEC_,invece, è uno dei nuovi talenti della musica elettroacustica italiana. Improvvisatore e compositore, cerca di portare la “musica concreta” in una nuova dimensione, vicina tanto all’elettronica da club quanto alla ricerca sui dispositivi in feedback. Il suo strumento principale è il registratore a bobine Revox, che usa per manipolare e deformare i materiali sonori, creando incastri imprevedibili e grotteschi, ricchi di tagli, esplosioni e suoni profondi.

L’ultima giornata del festival, domenica 7 ottobre, si aprirà alle 21 nella sala M2 con Butterfly rewrited , opera in un atto, riscrittura di Sandro Mungianu. Un lavoro di riscrittura musicale e teatrale dell’opera Madama Butterfly che Giacomo Puccini presentò per la prima volta il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano. L’operetta di Sandro Mungianu affronta una nuova interpretazione musicale del dramma psicologico di una giovane donna che si ritrova a vivere la condizione di straniera nella propria patria. L’intreccio narrativo del libretto di Giacosa e Illica, apparentemente semplice e in linea con molte altre opere dell’epoca, nasconde in realtà importanti tematiche che si rivelano talvolta attualissime e altre volte attualizzabili: la perdita dei valori tradizionali che in passato avevano invece la funzione di appiglio per l’arrampicata verso l’età adulta, la relazione tra culture diverse, la difficoltà di comunicazione, la lotta per l’adattamento al progresso, la maternità, la solitudine. Le scenografie multimediali ricostruiscono il paesaggio urbano notturno della Nagasaki del 2018, mentre la musica descrive, in chiave contemporanea, il flusso di coscienza e il monologo interiore di Butterfly. Sul palco il soprano Alice Madeddu, ai violiniAndrea Angioni Angelica Turno, allaviola Chiara Moccia e al violoncello Maria Giovanna Cardia.

Cala il sipario alle 22 con la performance audiovisuale in cui le influenze thailandesi dell’artista Pisitakun si fondono con quelle del cambogiano Lafidki in arrivo a Cagliari per chiudere la trentasettesima edizione di Spaziomusica lasciando spazio alla riflessione. Anche in questo caso l’evento è realizzato in collaborazione con il collettivo “Betty’s Turquoise Chain.

Pisitakun è originario di Bangkok e ha iniziato a creare arti visive e musica nel 2014 interessandosi alla musica in diversi ambienti multimediali. Nelle sue composizioni attinge a una tavolozza di variegate ispirazioni, come eventi storici, suoni sintetici e di strumenti musicali. Nel 2016 ha iniziato a lavorare sull’album “Black Country”, lavoro in cui attraverso la sua arte racconta il dramma politico del suo paese d’origine, attualmente sotto la legge marziale in seguito al colpo di stato militare del 22 maggio 2014 – la tredicesima dalla fine della monarchia assoluta nel 1932. Pisitakun segna con la sua arte una rottura decisiva, cercando nuove strade verso una crescita positiva e prolifica, denunciando la forte corruzione che popola la sua terra madre.

Lafidki è un performer con sede a Londra e fondatore di Chinabot, una piattaforma e un collettivo creati per stimolare e accrescere il dialogo nel mondo della musica asiatica. Al secolo Saphy Vong, Lafidki è nato in un campo profughi a Phanat Nikhon (Thailandia) da genitori rifugiati cambogiani, fuggiti dal regime di Pol Pot e successivamente cresciuto in Francia. Ha pubblicato il suo EP “Absynthax” con l’etichetta Orange Milk. È un artista concettuale del suono e dell’immagine e si esibisce in tutto il mondo. La sua musica è il canale utilizzato per veicolare le sue idee, sintetizzando più storie sottorappresentate, geografie, generi musicali e significanti culturali.

IL FESTIVAL – L’attività di Spaziomusica, festival attivo nella scena sarda da quattro decenni, intende continuare la sua esplorazione nel campo del sonoro contemporaneo. Esplorazione che a partire dal segno della musica scritta e dal suono di quella improvvisata si allarga fino al risonante ad include il paesaggio sonoro di oggi  generando una visione fantastica del nostro abitare il mondo. Questa visione si mostra nelle nuove produzioni musicali, nei laboratori  e nelle attività didattiche e viene tematizzata nei suoi convegni e  seminari. Non mancano i riferimenti alle particolarità sonore della Sardegna legate sia alla lingua che al paesaggio naturale esplorate in progetti specifici. L’attività dell’anno 2018 prevede la realizzazione di produzioni originali che si propongono di esplorare il campo della musica d’avanguardia e le sue innumerevoli escursioni. Escursioni multimediali, ma anche escursioni che più profondamente sconfinano e interagiscano con altri linguaggi espressivi, come ilmovimento corporeo e la gestualità, la perizia solista, il mondo delle immagini.

About Simone Cavagnino

Giornalista, autore e conduttore. Dopo la maturità scientifica, compie studi giuridici e si occupa di giornalismo musicale. Ha collaborato con l'emittente televisiva Infochannel Tv Sardinia, con i magazine JAZZIT e LOLLOVE MAG. Ha curato il documentario "La memoria del suono" dedicato alla figura dell'artista sardo Pinuccio Sciola. Dal 2014 è direttore responsabile di Unica Radio e contestualmente svolge attività di ufficio stampa per artisti, festival, rassegne e singoli eventi. E' del giugno 2018 il suo primo libro dal titolo "Sardegna, Jazz e dintorni" edito da Aipsa Edizioni, scritto in collaborazione con il giornalista Claudio Loi. Info: [email protected]

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