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Maggio di Pace: appuntamento giovedì 21 maggio ore 18

Secondo appuntamento online con ‘Maggio di pace’ per parlare di economia, ambiente e conflitti. Che cosa imparare dalla pandemia? Online giovedì 21 maggio

La drammatica emergenza Covid19 investe la collettività a livello globale. Impone riflessione e interventi mirati, guardando al nostro Paese e oltre. In questo quadro, particolarmente significativo quest’anno, l’appuntamento “Maggio di Pace”, alla quarta edizione, promosso in versione online, sul web, dal Comitato per la riconversione RWM.

Tre gli appuntamenti, con il contributo di vari protagonisti impegnati a livello nazionale e internazionale nella promozione della pace e della solidarietà tra i popoli, per tre giovedì, dalle 18 alle 19.

Rivedi online su YouTube il primo incontro

Interverranno nel secondo appuntamento previsto per giovedì 21 maggio alle ore 18,00 diversi ospiti.

Economia-Ambiente-Conflitti. Che cosa imparare dalla pandemia?
Tavola rotonda con:
Daniel Tarozzi (Italiachecambia.org)
Ferdinando Fornara (Psicologia sociale – Univ. Cagliari)
Mauro Meggiolaro (Fondazione Finanza Etica)
Tonino Perna (Sociologia economica – Univ. Messina)

contributi artistici:
ipierpaoli – Monica Porcedda – Stefano Marelli

Il pubblico potrà rivolgere domande tramite facebook e youtube.

Il terzo appuntamento è previsto per il 28 maggio e sarà incentrato sui temi di economia di pace, sviluppo integrale e lavoro degno.

Sintesi del primo incontro

La puntata del 14 maggio scorso, (quasi 500 visualizzazioni) aveva percorso il filo rosso che drammaticamente lega lo Yemen all’Italia, dove, proprio qui in Sardegna, nel Sulcis Iglesiente è da anni attiva la RWM Italia, controllata dalla tedesca Rheinmetall, che, per anni ha fabbricato e venduto all’Arabia Saudita le bombe per aereo con cui, dal 2015, viene colpito lo Yemen, contribuendo ad una immane catastrofe.

La tragedia in cifre: in 5 anni 238.000 le vittime tra morti e feriti tra la popolazione civile, 14 milioni di persone alla fame, oltre 2,3 milioni di casi di colera causati dalle scarse condizioni igienico-sanitarie seguite alla guerra. Nel corso della puntata, Silvia Gison, Save the Children, ha tra il resto evidenziato che 2047 bambini sono stati uccisi o feriti a partire dal dicembre 2017, 5 milioni di bambini sotto i 5 anni sono a rischio salute. Combattere il covid mentre si è sotto attacco e curarsi in ospedali che continuamente vengono distrutti, è impossibile.

Paolo Pezzati di Oxfam ha sottolineato che lo Yemen era già tra i paesi più poveri del mondo prima del conflitto e attualmente su 30 milioni di abitanti, 24 milioni dipendono dall’aiuto internazionale. Ha aggiunto un appello accorato”All’Italia si chiede di usare tutto il peso diplomatico di cui è capace, per il “Cessate il fuoco globale” e di essere coerente con questa presa di posizione”.

L’esportazione di armi dalla Sardegna

Attualmente l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati arabi è ferma per un embargo di 18 mesi che scade a gennaio, ma ad Iglesias si prosegue ad ampliare la fabbrica. Urge prorogare l’embargo. Ha dato il suo impegno in questa direzione l’on. Cabras che ha partecipato al dibattito, con un suo articolato intervento sui conflitti in corso e il ruolo della NATO nel contesto internazionale.

Francesco Vignarca di Rete Disarmo ha evidenziato che la produzione e vendita di armi, non è un fatto di mercato: è un conglomerato di interessi di cui si avvantaggiano pochissime persone tra politici, militari, top manager e che a subire la situazione sono le popolazioni civili verso cui vengono utilizzate le armi, ma anche le popolazioni che producono, a cui restano le briciole con un ricatto occupazionale in realtà poco arricchente per i territori. I dati economici ci dicono, infatti, che ci sarebbe un ritorno occupazionale più alto ad investire in produzioni civili. Si parla ormai di “Disarmo umanitario” , con una proposta di moratoria per il 2021, in cui si chiede di investire sulla sanità e sulla scuola i soldi risparmiati dalle spese militari

Riccardo Noury, Amnesty, ha sottolineato che il Movimento per la pace nato in questi ultimi anni, non lo si vedeva dal 2003. E’ stata assunta la consapevolezza che si può curare la vita delle altre persone a partire dalla nostra, nella direzione, appunto, indicata da Vignarca.

Carlo Cefaloni, Movimento dei Focolari e redattore di Città Nuova, ha evidenziato come occorra effettuare il passaggio dal “sapere” al “reagire”, sottolineando il fatto che il conoscere i disastri umanitari causati dalle guerre, in genere non smuove le coscienze e che, quando questo avviene, ogni azione di pace anche in una periferia del mondo, assume valore universale.

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