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Tra storytelling, cultura e turismo, come raccontare la nostra Italia: Elisa Bonacini

Elisa Bonacini in “Digital storytelling nel marketing culturale e turistico” ci racconta come il Digital Storytelling sia un’attitudine umana, una tecnica e un’arte che, supportate dalla conoscenza e dalle tecnologie digitali, danno vita a svariate e molteplici forme di comunicazione, di racconto.

In “Digital Storytelling nel marketing culturale e turistico” si analizza come lo storytelling si possa applicare al mondo della cultura e del turismo. Il suo linguaggio si sta facendo tuttavia sempre più coinvolgente. L’oggetto di questo storytelling è assolutamente specifico rispetto ad altri. Il motivo è che ripropone in entrambi il racconto della bellezza, materiale non materiale, che ci circonda nel contesto di una comunicazione culturale.

Lo storytelling culturale lo fa per una sua propria missione, che è quella di educare e formare. Lo storytelling turistico lo fa per vendere un prodotto turistico come un territorio, un percorso o un albergo. Le due finalità potranno sembrare molto distanti fra loro, ma lo storytelling culturale sta “deviando” verso una seconda uscita. In questo modo si unisce con lo storytelling turistico: in questo caso, per un motivo: “vendere” un prodotto: la cultura.

L’esperienza culturale-turistica deve attivare quella che gli economisti della cultura definiscono “disponibilità a pagare per qualcosa“, in questo caso per “consumare cultura”.
Cosa attrae un turista in un luogo? Soprattutto le bellezze paesaggistiche, archeologiche ecc., le tradizioni (come l’enogastronomia) e le esperienze pratiche. Ovvero tutte quelle espressioni in cui si manifesta la cultura di un luogo, quella di chi la vive adesso o di chi la ha vissuto in passato, che è riassunto in una singola parola inglese: heritage.

Lo scopo dello storytelling digitale nel marketing culturale e turistico è, in tutti e due i casi, raccontare delle storie efficaci. Queste però devono lasciare qualcosa, come una emozione, un messaggio o una conoscenza dentro chi ne ha fruito, fino persino a comportarne una “trasformazione”. Sia per rispettare la propria missione sia perché un turista che pubblica i suoi selfie e poi torna a casa diventa un ottimo strumento di passaparola. Naturalmente sia digitale (per esempio sui social) che tradizionale (nella propria cerchia di amici e conoscenti).

Lo storytelling è ormai considerato lo strumento migliore per valorizzare il patrimonio, comunque lo si voglia vedere.  È l’unico in grado di contestualizzare, connettere, includere, stratificatisi nel tempo e disseminatasi sul territorio; e, sulla progettazione a medio e lungo termine, è l’unico strumento capace di calibrare e progettare percorsi sul territorio.

In “Digital storytelling nel marketing culturale e turistico” il lettore ha modo di comprendere cosa sia. Inoltre può comprendere in quali forme si manifesti oggi con le nuove tecnologie e quale linguaggio specifico sia necessario utilizzare.

L’autrice
Elisa Bonacini è un’archeologa, specializzata nella comunicazione culturale con le nuove tecnologie e i social media, argomento sul quale ha pubblicato numerosi libri e articoli scientifici. È la coordinatrice regionale per la Sicilia del progetto nazionale Invasioni Digitali e del progetto #iziTRAVELSicilia, divenuto una best practice partecipativa, realizzato sulla piattaforma globale izi.TRAVEL, su cui coordina la pubblicazione di centinaia di audioguide multimediali, grazie al coinvolgimento di istituzioni e comunità locali.

About Claudio Marongiu

Laureato in Scienze della Comunicazione, appassionato di elettronica e tecnologia, musicista amatore e viaggiatore

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