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Il doppio cinquantenario

Il doppio cinquantenario del raid Roma-Tokyo con un aereo da turismo

Una lunga trasvolata a bordo di un monomotore Siai-Marchetti, per commemorare l’impresa compiuta 50 anni prima con due piccoli apparecchi in legno e tela.

Il 15 novembre 1970, a un mese dalla partenza dall’aeroporto di Roma Urbe, atterrava all’aeroporto Haneda di Tokyo il velivolo monomotore da turismo SIAI-Marchetti S-205 pilotato da Mario Panvini Rosati, con il cineoperatore della RAI Giancarlo Zane come compagno di viaggio. La lunga trasvolata, circa 18.000 km, era stata compiuta in 26 tappe e 90 ore di volo complessive. Per commemorare l’impresa che cinquant’anni prima, nel 1920, avevano compiuto sullo stesso tragitto. Ma, con due piccoli apparecchi in legno e tela, i piloti Arturo Ferrarin e Guido Masiero insieme con i loro motoristi Gino Cappannini e Roberto Maretto.

Doppio Cinquantenario

Per ricordare questa ricorrenza, che celebrava il primo cinquantenario dell’altra, l’Aero Club d’Italia, AOPA Italia e la Fondazione Italia Giappone hanno commemorato quella che nel 1970. In pieno miracolo economico, si dimostrò come una delle più importanti imprese di aviazione generale del secondo dopoguerra. La trasvolata di mezzo mondo verso Est costituì la dimostrazione di eccellenza dell’industria aeronautica nazionale. Che da sempre realizza aeromobili estremamente affidabili per l’aviazione generale e da turismo. E, in grado di raggiungere le stesse mete dei jet dell’aviazione commerciale.

I due protagonisti intesero ripercorrere il “ponte” tra Roma e Tokyo. Il Comandante Panvini Rosati è stato tra i pochissimi piloti civili ad aver ricevuto una medaglia dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. Sia per il coraggio che per gli sforzi affrontati per raggiungere il Giappone con un monomotore leggero a elica.

Le parole del presidente della Fondazione

Lo ha sottolineato il Presidente della Fondazione, l’Ambasciatore Umberto Vattani. Ricordando come le celebrazioni centenarie del primo volo Roma-Tokyo oggi coincidano singolarmente con quelle del cinquantenario del secondo raid. “Queste celebrazioni fanno parte di un ampio disegno rievocativo, che nel dicembre scorso abbiamo presentato presso il Senato della Repubblica. E, che poi ha preso le mosse con una grande mostra inaugurata dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica all’Aeroporto romano di Centocelle dal quale decollò l’impresa di Ferrarin e Masiero.

La mostra allestita dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica

Attraverso un suggestivo percorso multimediale, pannelli fotografici, contributi video e filmati originali, la grande mostra allestita dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica, con la collaborazione del Museo e dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare, intende rievocare queste straordinarie imprese. Testimonianza della capacità tecnologica della nostra industria aeronautica. Che, insieme con l’impegno e con l’ardimento dei piloti italiani, seppe unire l’Italia e il Giappone”.

Gli eventi drammatici durante il viaggio

Durante il viaggio del SIAI-Marchetti pilotato dal Comandante Panvini Rosati non mancarono momenti drammatici. Soprattutto nel corso delle tratte aeree sull’Indocina, all’epoca teatro della guerra del Vietnam. Memorabile un provvidenziale ponte-radio attivato tra i cieli del mar di Tasmania con un volo di linea Alitalia. Un DC-8 pilotato dal Comandante Costantino “Pedro” Petrosellini, ex pilota militare e capo collaudatore dell’Aeronautica Militare italiana.

Un’impresa memorabile

Il Comandane del DC-8 Alitalia riuscì ad entrare in contatto radio con il piccolo velivolo. Gli poté così indicare la rotta da seguire per arrivare allo scalo intermedio di Hong Kong, senza incappare in una tempesta tropicale.

La memorabile impresa di mezzo secolo fa fu realizzata con il contributo della SIAI-Marchetti (ora quella azienda è confluita nella Leonardo) e della British Overseas Airways Corporation – ora British Airways – che fornì l’assistenza a terra.

A causa delle limitazioni conseguenti all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19, alcune delle attività commemorative e una prossima pubblicazione sullo storico evento sono rinviate ai prossimi mesi.

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About Noemi Dessì

Ho 21 anni e sono una studentessa di Scienze della Comunicazione. Mi piace ascoltare musica,leggere, guardare film e serie TV.....ma sopratutto scrivere!