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vaccino contro il covid

Siamo pronti per il vaccino contro il Covid?

Sembra banale ma, una volta arrivato il vaccino, occorre distribuirlo e somministrarlo ma l’Italia vaccinerà meno di 14 milioni di persone

Il vaccino della Pfizer/Biontech deve essere conservato a meno 70/80 gradi centigradi. Il vaccino in questione perde la sua efficacia in poco tempo se conservato a temperatura di normale frigorifero. Lo sforzo logistico sarà imponente. In Germania si sta già predisponendo un piano. Copiare dall’esperienza tedesca sarà utile. Altro problema è quello delle siringhe per la somministrazione del vaccino. Capire se c’è un numero sufficiente per la somministrazione doppia del vaccino Pfizer/Biontech è un problema organizzativo che il Governo deve affrontare da subito per non farsi trovare impreparato. Un altro punto di vitale importanza è il personale sanitario che deve essere sufficiente per la somministrazione dei vaccini

Il vaccino in Italia

L’italia avrà un minimo di 27,2 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech riservati alla Ue: in pratica potranno essere vaccinati poco meno di 14 milioni di italiani. Questo è un numero appena sufficiente per coprire la popolazione più esposta (anziani, fragili, operatori sanitari, ecc.). Al nostro Paese in base alla popolazione spettano infatti il 13,5% delle 200 milioni di dosi che prenoterà Bruxelles al colosso farmaceutico.

Ma la percentuale di dosi per l’Italia di questo che potrebbe essere uno dei vaccini più promettenti contro il Covid potrebbe anche essere più alta: con la procedura che partirà l’11 novembre dopo il via libera del collegio dei commissari Ue, le capitali avranno cinque giorni per presentare eventuali «opt out» sulle restanti 100 milioni di dosi di vaccini opzionate. In caso di astensioni aumenteranno le dosi per gli altri Paesi. E quindi anche per l’Italia se si farà avanti.

Le distribuzioni

«Autorizziamo un contratto per un massimo di 300 milioni di dosi del vaccino sviluppato dalla società tedesca BioNTech e Pfizer», ha detto ieri la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen spiegando che «il nostro piano è di distribuirlo rapidamente, ovunque in Europa». Un piano che dovrebbe scattare entro i primi tre mesi del 2021 visto che per la distribuzione in Europa servirà prima il via libera dell’Ema, l’Agenzia Ue dei farmaci. Un iter, questo, che anche se compresso al massimo (con la cosiddetta procedura di rolling review che prevede almeno due round di valutazioni di 15 giorni l’uno) non può durare meno di un mese prima del via libera ufficiale.

About Ilaria Furia

Dopo aver conseguito il diploma di Lingue straniere, ho frequentato un corso triennale universitario per approfondire le conoscenze linguistiche e traduttive moderne. Seguo il corso per la laurea magistrale sulla specialistica della traduzione, con numerosi corsi di informatica per la traduzione. Parlo abbastanza bene l'inglese e il francese e fluentemente lo spagnolo. Sono una persona socievole, dinamica, con buone doti comunicative e ottime competenze relazionali.

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