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Interviste

Stefano Ascari, dal fumetto a un Macbeth da brividi

Tesori a Fumetti
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Stefano Ascari, dal fumetto a un Macbeth da brividi
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Stefano Ascari racconta il suo percorso nel mondo del fumetto, la passione per le storie e la nascita di “Macbeth. Una storia di orrori”, graphic novel realizzata con Simone D’Armini

Stefano Ascari ha iniziato a scrivere fumetti quando era ancora adolescente. Cresciuto a Modena, città con una lunga tradizione legata alla nona arte, ha avuto modo di entrare in contatto con il mondo professionale già a 14-15 anni. Le prime sceneggiature sono nate nell’ambito di Cattivik, personaggio originariamente creato da Bonvi, mentre parallelamente sperimentava su una fanzine locale.
Da allora il percorso è proseguito tra sceneggiature, adattamenti letterari, opere teatrali e storie di genere. Il lavoro dello sceneggiatore, spiega, lo affascina soprattutto per la sua dimensione tecnica: scegliere le inquadrature, organizzare la narrazione e trasformare una storia in una sequenza di immagini.
Negli anni si è avvicinato anche alla letteratura per l’infanzia, lavorando a libri e progetti destinati ai giovani lettori. Una varietà di esperienze che riflette la sua curiosità verso linguaggi e generi diversi.

Stefano Ascari e la rilettura di Macbeth

Al centro dell’intervista c’è “Macbeth. Una storia di orrori”, graphic novel scritta da Stefano Ascari e disegnata da Simone D’Armini, pubblicata da saldaPress nel 2025. Il volume propone una rilettura gotica e horror della tragedia di William Shakespeare.
L’idea nasce dalla lunga fascinazione dell’autore per le opere di Shakespeare e, soprattutto, per le tre streghe di Macbeth. Sono proprio queste figure misteriose ad aver acceso la curiosità di Ascari: da dove arrivano? Quale storia potrebbe nascondersi dietro la loro presenza nella tragedia?
Da queste domande prende forma un racconto che guarda al classico shakespeariano attraverso le atmosfere del fantasy e dell’orrore. Il risultato è una storia ambientata nel mondo oscuro di Macbeth, dove profezie, violenza e soprannaturale si intrecciano. Il volume conta 120 pagine a colori ed è stato pubblicato da saldaPress nella collana Maèstro.
La rilettura non vuole sostituire l’opera originale. Per Ascari, invece, il fumetto può rappresentare una delle tante porte d’ingresso alla lettura e alla conoscenza dei classici. L’obiettivo principale resta quello di avvicinare i giovani alle storie e alla letteratura.

Stefano Ascari: leggere e scrivere per imparare

Durante l’intervista, l’autore rivolge anche un consiglio a chi sogna di iniziare a scrivere fumetti: leggere molto. Non soltanto fumetti, ma romanzi, racconti, manuali e opere di generi differenti. La ricerca delle storie, secondo Ascari, viene prima ancora della ricerca delle tecniche.
Il suo stesso percorso è nato anche dalla lettura di sceneggiature pubblicate. Tra gli esempi ricorda quelle di Tiziano Sclavi per Dylan Dog, che gli hanno permesso di comprendere il rapporto tra sceneggiatura e fumetto fin dagli anni della scuola.
La partecipazione al Festival Tesori a Fumetti 2026 rappresenta quindi un momento importante. Il festival, in programma a Pimentel il 19, 20, 25 e 26 settembre, propone incontri, presentazioni, mostre, masterclass e appuntamenti dedicati al fumetto. Ascari sarà protagonista di un incontro dedicato proprio a “Macbeth. Una storia di orrori”.
Per lo sceneggiatore, incontrare il pubblico significa uscire dalla dimensione solitaria della scrittura e confrontarsi direttamente con i lettori. Un’occasione per raccontare il proprio lavoro, ascoltare opinioni e condividere una passione comune.
Il messaggio finale è semplice: leggere, cercare nuove storie e continuare a coltivare la curiosità. È da questo incontro tra lettura, immaginazione e scrittura che possono nascere nuovi percorsi nel mondo del fumetto.

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