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Ambiente e Natura

Il FAI Sassari apre l’autunno tra natura, arte e archeologia

Dal 10 al 27 settembre la Delegazione propone mostre, visite e incontri dedicati alla biodiversità, a Edina Altara e alle Domus de Janas. Il primo appuntamento è alla Biblioteca Universitaria.

Fotografia naturalistica, illustrazione scientifica, moda e archeologia accompagnano l’avvio della stagione autunnale della Delegazione FAI di Sassari.

Il calendario prende il via giovedì 10 settembre e prosegue fino a domenica 27 settembre con appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale.

Il primo incontro si svolge nella Biblioteca Universitaria di Sassari con la mostra “L’Arte per osservare e capire la Natura”. Seguono una visita riservata agli iscritti FAI allo Spazio Denti, un approfondimento sugli abiti disegnati da Edina Altara e un’escursione alla Domus de Janas S’Incantu durante il festival Sèmenes.

Le diverse iniziative costruiscono un percorso nel quale arte e scienza diventano strumenti per osservare il territorio, comprenderne le trasformazioni e richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelarne il patrimonio.

Fotografia e acquerello raccontano la biodiversità

Giovedì 10 settembre, alle 18, la Biblioteca Universitaria di Sassari ospita l’inaugurazione della mostra “L’Arte per osservare e capire la Natura”.

L’esposizione mette in dialogo la fotografia naturalistica di Salvatore Abbotto con le illustrazioni scientifiche ad acquerello di Francesco Curreli. Due linguaggi differenti raccontano specie animali, habitat e trasformazioni ambientali.

Per l’occasione, la Biblioteca presenta anche alcuni volumi storici dedicati alla botanica e alla zoologia. Il percorso collega quindi immagini contemporanee e patrimonio librario, mostrando come cambia nel tempo il modo di studiare e rappresentare il mondo naturale.

La mostra invita il pubblico a osservare da vicino la biodiversità e a riconoscere il valore scientifico e culturale delle immagini.

I pellicani della Macedonia negli scatti di Salvatore Abbotto

Salvatore Abbotto presenta “L’affascinante mondo dei pellicani della Macedonia”, progetto fotografico realizzato sul lago Kerkini, in Grecia.

Medico veterinario sassarese e fotografo naturalista, Abbotto sviluppa da anni lavori dedicati alla natura e al reportage in diversi Paesi. Nel 2015 raggiunge il terzo posto al concorso National Geographic Italia nella categoria “Mondo Animale”.

Il progetto esposto a Sassari si concentra in particolare sul pellicano riccio, specie a rischio di estinzione. Le fotografie documentano gli animali nel loro ambiente e mostrano il rapporto tra la specie e l’ecosistema del lago.

Il lago Kerkini rappresenta un importante luogo di tutela e di sosta lungo le rotte migratorie che collegano Europa e Asia. Attraverso gli scatti, il pubblico può conoscere un ambiente fondamentale per la sopravvivenza di numerose specie e osservare comportamenti difficilmente visibili nella vita quotidiana.

I pesci d’acqua dolce della Sardegna

Francesco Curreli porta in mostra una serie di illustrazioni scientifiche ad acquerello dedicate alla fauna ittica dell’Isola.

Ittiologo laureato in Scienze ambientali e in Gestione dell’ambiente e del territorio, Curreli collabora con Forestas nelle attività di tutela della trota endemica sarda, considerata in pericolo critico di estinzione.

Il progetto “I pesci d’acqua dolce della Sardegna” descrive le caratteristiche delle diverse specie e richiama l’attenzione sui cambiamenti che coinvolgono fiumi, torrenti, laghi e invasi artificiali.

L’acquerello combina precisione scientifica e sensibilità artistica. Ogni illustrazione permette di osservare forme, colori e particolari anatomici, trasformando l’immagine in uno strumento di conoscenza e divulgazione.

Gli ecosistemi d’acqua dolce cambiano

Il lavoro di Curreli racconta anche le profonde trasformazioni che interessano le acque interne della Sardegna.

Nell’Isola sono presenti circa sessanta dighe principali e più di seicento sbarramenti minori. Queste strutture modificano la continuità dei corsi d’acqua e possono frammentare gli habitat delle specie autoctone.

A questo fenomeno si aggiunge l’introduzione di pesci provenienti da altri ambienti. Alcune specie alloctone si insediano stabilmente e si diffondono in ampie porzioni del territorio, entrando in competizione con la fauna locale.

Le illustrazioni mostrano quindi la ricchezza degli ecosistemi sardi, ma anche la loro fragilità. L’arte diventa un mezzo per rendere visibili problemi ambientali complessi e avvicinare il pubblico alla tutela della biodiversità.

La Biblioteca come luogo di ricerca e memoria

La collaborazione con la Biblioteca Universitaria amplia il significato dell’esposizione.

I volumi storici di botanica e zoologia mostrano come studiosi, illustratori e naturalisti rappresentano piante e animali nelle diverse epoche. Le pubblicazioni conservano conoscenze scientifiche, ma testimoniano anche l’evoluzione delle tecniche grafiche e dei criteri di classificazione.

Secondo Marcella Mara, capo Delegazione FAI di Sassari, fotografia e acquerello propongono due sguardi differenti uniti dall’attenzione verso la biodiversità.

L’apertura al pubblico di libri, immagini e progetti di ricerca non costituisce soltanto un’attività di valorizzazione, ma anche una responsabilità. Conoscere un patrimonio rappresenta infatti il primo passo per comprenderne l’importanza e contribuire alla sua tutela.

La visita alla mostra Radici/Roots

Venerdì 11 settembre, alle 18, il calendario prosegue con una visita guidata alla mostra “Radici/Roots” di Genesio Pistidda.

L’appuntamento è riservato agli iscritti FAI e inaugura le attività del rinnovato Spazio Denti, in viale Dante 40 a Sassari.

Il nuovo spazio espositivo nasce come luogo di incontro tra arte, artigianato di qualità e patrimonio documentale. La visita permette di approfondire il lavoro di Pistidda e osservare il rapporto tra memoria, appartenenza e produzione artistica.

“Radici/Roots” richiama già nel titolo il legame con le origini e con gli elementi che contribuiscono alla costruzione dell’identità. La mostra si inserisce così nel programma autunnale del FAI, dedicato ai diversi modi di conoscere e raccontare il patrimonio.

Gli abiti disegnati da Edina Altara

Sabato 19 settembre il Salotto di Edina Altara ospita un incontro dedicato a un aspetto particolare della produzione dell’artista sassarese: gli abiti che disegna e realizza.

L’appuntamento mette in relazione arte, moda e costume e approfondisce la capacità creativa di Altara oltre le opere maggiormente conosciute.

Partecipano le allieve dell’Accademia Arte e Moda, accompagnate dalla direttrice Vittoria Dore. È prevista anche la presenza della costumista dell’Ente Concerti Marialisa de Carolis.

Il confronto permette di osservare l’abito come forma artistica, progetto visivo e testimonianza culturale. Disegni, tessuti e lavorazioni raccontano gusti, ambienti sociali e trasformazioni del modo di rappresentare il corpo.

La figura di Edina Altara diventa così il punto di partenza per esplorare i rapporti tra arti figurative, artigianato e creazione di moda.

Il FAI partecipa al festival Sèmenes

Domenica 27 settembre la Delegazione FAI di Sassari partecipa alla seconda edizione di Sèmenes, festival dedicato alla cultura ambientale e alle letterature sostenibili.

L’iniziativa viene realizzata in collaborazione con l’associazione Itinerandia e con CeSIM Sardegna.

Durante la giornata il FAI cura la visita alla Domus de Janas dipinta S’Incantu, una delle testimonianze archeologiche comprese nel sito seriale “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna. Le Domus de Janas”.

L’appuntamento mette in relazione archeologia, paesaggio e conoscenza del territorio, completando il percorso autunnale avviato con la mostra dedicata alla biodiversità.

La Domus de Janas S’Incantu

S’Incantu rappresenta una preziosa testimonianza delle pratiche funerarie e delle forme simboliche sviluppate dalle comunità preistoriche della Sardegna.

La visita guidata permette di osservare l’organizzazione degli ambienti, gli elementi architettonici e le decorazioni realizzate all’interno della sepoltura.

Le Domus de Janas non sono semplici cavità scavate nella roccia. Gli spazi riproducono spesso elementi delle abitazioni e restituiscono informazioni sulle credenze, sulla vita quotidiana e sul rapporto delle comunità con la morte.

Il riconoscimento UNESCO rafforza l’attenzione internazionale verso questo patrimonio e richiama la necessità di proteggerlo, studiarlo e renderlo accessibile in modo responsabile.

Un calendario tra conoscenza e tutela

Il programma accompagna la Delegazione FAI di Sassari verso l’autunno attraverso luoghi e linguaggi differenti.

La fotografia documenta la vita animale, l’acquerello racconta gli ecosistemi d’acqua dolce, la moda rivela una parte meno conosciuta del lavoro di Edina Altara e l’archeologia conduce il pubblico nella Sardegna preistorica.

Ogni appuntamento propone una diversa forma di osservazione, ma mantiene lo stesso obiettivo: accrescere la conoscenza del patrimonio e favorire una maggiore consapevolezza sul suo valore.

Con il calendario autunnale del FAI Sassari, natura, arte, scienza e archeologia diventano parti di un unico racconto dedicato alla tutela e alla valorizzazione del territorio.

Erik Orrù

Erik Orrù nato a Cagliari il 30/08/2001, studente di Scienze della comunicazione presso l'università di Cagliari. Amante del calcio e della buona musica.

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