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Intervista a Cristiano Godano: «Noi che ‘nuotavamo nell’aria’»

Abbiamo intervistato Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, a Cagliari per presentare il suo ultimo libro “Nuotando nell’aria”

Venerdì 8 novembre presso la Fondazione Giuseppe Siotto, in via dei Genovesi a Cagliari, Cristiano Godano ha presentato il suo ultimo libro Nuotando nell’aria: dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz pubblicato da La nave di Teseo e scritto per i vent’anni di “Ho ucciso paranoia”: un viaggio nei meandri della memoria di uno dei gruppi alternative rock italiani tra i più longevi, i Marlene Kuntz, di cui Godano è cantante e chitarrista, che hanno da poco festeggiato i trent’anni di attività.

Una serata informale moderata da Luca Piras (Huffington Post) iniziata con un Godano disteso e particolarmente a suo agio, che ha regalato un po’ della sua storia al pubblico cagliaritano, piacevolmente appagato anche dalla performance musicale, in acustico, arrivata sul finale.

“Nuotando nell’aria” non è un titolo casuale: si rifà infatti a uno dei singoli di maggiore successo dei Marlene Kuntz, uscito nel 1994 all’interno dell’album “Catartica”, ed è un’espressione poetica e metaforica di una quasi mancanza di consapevolezza tipica della gioventù, quella leggerezza espressa così bene da Calvino, che non è superficialità bensì rappresenta la capacità di spingersi oltre le contingenze terrene. Un libro che certamente non avrebbe potuto scrivere dopo i primi tre dischi, per via dell’inconsapevolezza dell’età. «La nostra musica è anche questo: il risultato di un percorso di maturazione delle nostre consapevolezze. I nostri ultimi dischi contemperano la parte istintiva con quella ragionata, anche se alla gente piace pensare alla potenza di una cosa nata spontaneamente, di uno slancio istintivo, ma il 95% dell’arte che c’è nel mondo è l’esito di una mente al lavoro, di una mente che riflette su quello che fa».

Qui, Godano, che non arriva certamente impreparato alla narrazione – ha già pubblicato nel 2008 un libro di racconti per Rizzoli, dal titolo “I vivi” – racconta in prima persona le origini del gruppo e i loro primi tre dischi: “Catartica”, “Il vile” e “Ho ucciso Paranoia”, con la meticolosità aneddotica propria solo di chi ne ha potuto vivere il “backstage”. Nel libro si alternano infatti non solo le emozioni e le sensazioni del Godano ventenne e trentenne, ma anche parecchie considerazioni sul panorama musicale, politico e sociale che lo circondano.

La costante lotta di potere tra significante e significato che si rincorrono tra loro in ogni singolo che porti la firma dei Marlene Kuntz e simbolicamente forse anche in ogni attimo di vita trascorsa, si arresta nei 35 capitoli della seconda impresa narrativa di Godano che, con la consapevolezza di oggi, rivela placidamente le memorie di uno dei gruppi italiani divenuti di culto tra gli anni Novanta e i Duemila.

ASCOLTA L’INTERVISTA!

Intervista a Cristiano Godano: «Noi che ‘nuotavamo nell’aria’»

 
 
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About Giulia Sanna

Giulia Sanna
Nasce a Cagliari nell'ottobre del 1990. Consegue la maturità scientifica e si laurea in giurisprudenza. Da giurista pentita decide di cambiare le sue sorti e tenta di avvicinarsi al mondo della comunicazione, che da sempre la affascina e la appassiona. Le esperienze all'estero, a Parigi prima e a Londra poi, la aiutano a capire che la vita è veramente troppo breve per sprecarla a fare qualcosa che non dà stimoli e anzi demolisce la nostra curiosità e il nostro amore per la stessa. Un breve workshop di giornalismo a Roma, indetto da The Post Internazionale con la partecipazione di Limes, suggella per sempre questa sua convinzione e la condanna al precariato eterno. Amante della satira oltre ogni misura e della comicità dissacrante. Viaggia, legge, scrive, corre, mangia e ride. Mai contemporaneamente. Crede nel potere della musica terapeutica.

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