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Alberto Milazzo presenta “La morale del centrino”

La morale del centrino” di Alberto Milazzoovvero “Come sopravvivere a una mamma siciliana” nell’incontro con l’autore – coordinato dalla giornalista Serena Schiffini – in programma giovedì 21 novembre alle 18nella Sala Nanni Loy dell’ERSU di Cagliari per la rassegna a tema Queer nell’ambito di “Legger_ezza” – il progetto di “promozione della lettura” firmato CeDAC. INGRESSO GRATUITO

S’intitola “La morale del centrino” ovvero “Come sopravvivere a una mamma siciliana” il nuovo romanzodi Alberto Milazzo, protagonista giovedì 21 novembre alle 18 nella Sala Nanni Loy dell’ERSU di Cagliari dell’incontro coordinato dalla giornalista Serena Schiffini, inserito nella rassegna dedicata alla cultura Queer nell’ambito di Legger_ezza – il progetto di “promozione della lettura” firmato CeDAC. Sbarca nell’Isola l’eclettico musicista, drammaturgo, regista e scrittore palermitano (con all’attivo collaborazioni con artisti come Roberto Bolle, Philip Glass, e Isabelle Huppert, accanto a sir Norman Foster, Agatha Ruiz de la Prada e John Richmond) per un’interessante “conversazione d’autore” sui temi e l’ispirazione del libro, in cui verità e invenzione si fondono, a comporre un vivace affresco della società italiana contemporanea.

Ritratto di una madre siciliana, Manon, fulcro di un universo familiare rassicurante e immutabile, alle prese con le esigenze dei figli, per nulla corrispondenti alle sue aspettative, tra divorzi, matrimoni mancati, insuccessi professionali, scelte di vita e di identità sessuale, “La morale del centrino” evoca l’immagine di una Sicilia insieme antica e contemporanea, in cui tradizioni millenarie si scontrano con una realtà profondamente mutata, specchio della modernità. Manon, per la quale «L’unica felicità possibile è la media delle nostre infelicità», costretta a fare i conti con le personalità e le inclinazioni dei suoi ragazzi, diverrà l’artefice di una vera “rivoluzione” domestica, nel segno dell’accoglienza.

Un romanzo divertente e coinvolgente, in cui situazioni grottesche e paradossali si intrecciano alla dinamica delle relazioni e alla forza dei legami, mentre un archetipo della maternità apparentemente convenzionale si rivela ricco di sfaccettature e possibilità di evoluzione personale, in una sorta di educazione alla rovescia in cui le idee e i progetti sul futuro dei figli lasciano il posto a una progressiva presa di coscienza e accettazione delle loro scelte, quasi mai prevedibili e sempre ben lontane dalle “naturali” aspirazioni materne.

Manon segue il suo destino di madre fino in fondo e pur circondata dai suoi centrini e confortata dalle chiacchiere delle amiche, cerca una chiave per comprendere e rapportarsi con le sue creature, molto diverse da quel che aveva immaginato, e perfino a far sua la ricerca di libertà e affermazione di sé di quel “figlio di Milano” che finirà perfino a Londra nel tentativo di realizzare i propri sogni. Quell’icona di una maternità quasi istintiva, “semplice” e perfino “ingombrante” nell’influenzare e plasmare, almeno nelle intenzioni, i propri rampolli, diventa l’elemento catalizzatore di una mutazione nel microcosmo familiare – e dunque nella società.

Dopo l’esordio con “Uomini e Insetti” in cui la passione per l’arte e l’interesse per l’entomologia convergono nel definire il percorso del protagonista, tra la fine di un amore e la ricerca di sé attraverso nuovi, fuggevoli incontri e i ricordi del passato, Alberto Milazzo sceglie una cifra umoristica per raccontare un rapporto madre-figlio dove l’amore vince sulle convenzioni e le paure, quasi un messaggio di speranza sul superamento di confini mentali e tabù. “La morale del centrino” si legge tutta d’un fiato, grazie alla freschezza e alla leggerezza con cui parla di questioni delicate e complesse e descrive i nodi irrisolti (ma risolvibili) in un convincente e – avvincente – “ritratto di famiglia” (firmato dal poliedrico autore di “Lucrezia B.”, un dramma sull’enigmatica figura di Lucrezia Borgia).

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PROSSIMI APPUNTAMENTI

Legger_ezza / Queer 2019” si conclude venerdì 29 novembre alle 18 all’ARC di Cagliari spazio a “Febbre” di Jonathan Bazzi, che dialogherà con Michele Pipia: un intrigante quanto spiazzante, e crudo, romanzo d’esordio per lo scrittore milanese, già collaboratore di Gay.it e Il Fatto.it, in cui la scoperta della malattia s’intreccia al racconto di un’adolescenza inquieta nelle periferie metropolitane. Rozzano – o Rozzangeles – il Bronx del Sud (di Milano), terra di rapper, come Fedez e Mahmood, è il quartiere dei tamarri e dei delinquenti, dove i ragazzi crescono tra povertà e emarginazione, indifferenza e rabbia. “Febbre” è la storia di una catarsi (quasi) paradossale, attraverso i sintomi di un male misterioso: il protagonista scoprirà, quasi con sollievo, dopo estenuanti autodiagnosi e approfondite analisi mediche, di essere sieropositivo. La rivelazione di non essere in punto di morte darà il via a un percorso all’indietro nel tempo, dall’infanzia e l’abbandono dei genitori, all’affetto dei nonni, alla consapevolezza della propria diversità rispetto all’ambiente – è un ragazzo colto, sensibile, omosessuale che ama l’ironia – e la ricerca di una personale via di salvezza e di riscatto.

INGRESSO GRATUITO a tutti gli incontri con gli autori

Legger_ezza” 2019 è anche un omaggio alla decima musa – con “Uno Sguardo Normale Expo” – la rassegna di cortometraggi in programma dall’8 al 23 novembre al Teatro Nanni Loy di Cagliari nell’ambito del Sardinia Queer Short Film Festival 2019.

Legger_ezza” è un progetto di promozione della lettura – attraverso “azioni” mirate e intersezioni tra le arti – a cura del CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiBAC e della Regione Sardegna e il contributo della Fondazione di Sardegna – in collaborazione con ARC, Teatro del Segno, Il Crogiuolo, Casa dello Spettatore, USN Expo 2019 e Sardinia Queer Short Film Festival 2019.

Francesco Renga Tour 2019

About Nicola Sulis

Nicola Sulis
Mi chiamo Nicola Sulis, sono nato a Cagliari e sono uno studente di lingue e culture per la mediazione linguistica. Nel tempo libero provo a imparare nuove lingue e mi dedico alla musica di quasi qualsiasi genere.

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