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Cult Fiction puntata 2.16 – 8 Ottobre 2019

Joker, Bangla di Phaim Bhuiyan e Batman gli argomenti della sedicesima puntata

Tore Seduto, con Cult Fiction, il programma meglio del 3D ha tenuto testa l’ora dell’aperitivo di Unica Radio. L’ospite, grazie il contributo di Diari di Cineclub è stato il giovane regista e attore Phaim Bhuiyan autore e interpete del film Bangla. Per quanto riguarda invece la recensione in apertura della sedicesima puntata, si è parlato di Joker, opera discutissima tanto quanto apprezzata che vede protagonista Joaquin Phoenix nel panni del controverso clown alla guida Todd Philips dietro la macchina da presa. Successivamente, Denise, ancora affascinata dal Joker ha distrattamente servito i suoi pop corn favellando riguardo il chroma key, strumento attraverso il quale porterà se stessa a Gotham City per raggiungere il suddetto Joker. A concludere la puntata cinecomic a tema clown e pipistrelli troviamo la riduzione radiofonica di Batman, di Tim Burton, del 1989, che sul grande schermo Michael Keaton nei panni di Bruce Wayne e Jack Nicholson in quelli del Jocker, con loro anche la splendida Kim Basinger.

Ospite di Diari di Cineclub

Bangla, è l’opera prima di Phaim Bhuyian, ospite, grazie a Diari di Cineclub, della sedicesima puntata di Cult Fiction. Bangla e frutto di una co-produzione tra Fandango e TIMVISION (piattaforma dov’è disponibile in streaming) e racconta le vicende di un giovane musulmano che vive a Roma. Il nostro protagonista, interpretato dallo stesso Phaim, lavora in un museo e suona in gruppo, e in occasione di un concerto conosce una ragazza di nome Asia. Tra loro nasce l’amore, ma una delle regole della sua religione impone di non fare sesso prima del matrimonio. Bangla affronta in maniera riverente e rispettosa i temi delicati che sono il pane quotidiano della 2G, la seconda generazione l’integrazione delle ‘seconde generazioni’ di immigrati (nati e cresciuti in Italia). Il risultato è una gradevole poesia giovanile che incrocia sacro e profano. Il film è stato presentato in anteprima al IFFR 2019 e si è aggiudicato il Nastro d’Argento come Miglior Commedia. Nella pellicola insieme allo stesso regista, anche Carlotta Antonelli e Pietro Sermonti.

Bangla di Phaim Bhuiyam – Trailer

La Recensione: Joker

In questa sedicesima puntata parliamo di Joker. E ci siamo ricordati che già circa dieci anni fa Christopher Nolan aveva fatto capire al mondo che i cinecomic non sono solo una nicchia dove gli appassionati dei fumetti possono rifugiarsi. L’ha fatto capire imponendosi con la trilogia del Cavaliere Oscuro e gliene siamo grati a Heath Ledger venne assegnato l’Oscar postumo e il mondo non fu più lo stesso. Oggi, dieci anni dopo Nolan, Todd Philips non la tocca affatto piano, e ci piazza in faccia un Joker incarnato da Joaquin Phoenix che porta a casa il Leone d’Oro di Venezia 76. E il mondo cinematografico cambia ancora una volta. Perché?

Empatia per il “cattivo”

Joker, è l’analisi introspettiva della mente di un uomo frustrato, schiacciato, estremamente vulnerabile ma anche ambizioso (per quanto introverso e timido). Il resto del mondo che gli gravita intorno riesce a corromperlo, trasformandolo inevitabilmente in un criminale, quello che tutti conosciamo. Philips ha infiocchettato un capolavoro, ne sono la prova gli otto minuti d’applausi alla prima del film a Venezia. Nel film vediamo protagonista Arthur Fleck e la sua carriera di attore comico. Una carriera fallimentare nonostante i suoi sforzi. Arthur è ignorato dalla società. Invisibile quando vuole apparire; nell’occhio del ciclone quando vuole sparire. Vaga per le strade di Gotham City fino a quando per lui inizia una irreversibile discesa negli abissi, colpevole anche la follia, e la sua malattia, sino a divenire una delle peggiori menti criminali della storia.

Joker a confronto

Il confronto con il Joker di Heath Ledger (così come con Jack Nicholson o anche Caesar Romero – con Jared Leto il confronto è purtroppo fin troppo facile-) è impossibile ma inevitabile. Paragonare la versione di Joker di Phoenix con quella Ledger, è probabilmente sbagliato, perché non tutti si soffermano sul fatto preciso. Del personaggio sebbene sia lo stesso, Todd Philips ci mostra tutta la storia e il trascorso che si porta dietro. Ledger ha nutrito il suo Joker di tic nervosi rendendolo una bomba a orologeria incontrollata. Phoenix ci mostra un disagio che grazie alla sua interpretazione riusciamo a toccare con mano. Un’interpretazione poetica, malinconica, piena di candore anche nei momenti più sanguinari. Vedételo.

Joker – Joaquin Phoenix in una scena del film

Pop Corn

Denise, in questa sedicesima puntata, tra un Joker e l’altro, ha messo su una faccia felice e un sorriso, servendo i suoi rinomati e prestigiosi pop corn. Tra una sgranocchiata e l’altra non ha perso tempo per dare informazioni sul chroma key, meglio noto come green screen o blu screen, strumento che salva la vita di tantissimi registi e filmmaker, trattandosi del famoso fondale dove poi digitalmente nascono i mondi virtuali che conosciamo bene. Ricordiamo che i nostri pop corn sono cotti con polvere da sparo e nitroglicerina rigorosamente bio.

Il racconto sonoro: Batman

A concludere la sedicesima puntata di Cult Fiction, la dimostrazione che non può esistere un Joker senza Batman. Ed è proprio Batman del 1989, di Tim Burton la riduzione radiofonica scelta per concludere una puntata apparentemente ambientata a Gotham City. Nei panni dell’uomo pipistrello vediamo Michael Keaton, avezzo ai ruoli alati (vedi Birdman e Spiderman Homecoming), Jack Nicholson nei panni del Joker e Kim Basinger inteprete della fotorporter Vicki Vale.

L’appuntamento con Cult Fiction è settimanale: martedì h 20:00 su Unica Radio. Tramite l’App di Unica Radio è possibile seguire il format su smartphone e i-Phone. Attraverso i social è possibile restare aggiornati sulle novità di Unica Radio e di Cult Fiction.

Cult Fiction puntata 2.16 – 8 Ottobre 2019
Cult Fiction

 
 
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About Tore Seduto

Tore Seduto
Classe 1989. Appassionato cinefilo a 360°, degustatore di birre e di pizze. Amante dei bei film, ma anche di quelli brutti, davvero brutti. Si è cimentato come regista in lavori discutibile fattura. Irriducibile cacciatore di interviste agli addetti ai lavori della settima arte.

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