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L’Università di Cagliari alla miniera di Serbariu

Sabato 28 settembre l’Università di Cagliari alla miniera di Serbariu.

Si conclude “Unicac’è”, la serie di incontri organizzati dall’Università di Cagliari come ideale prosecuzione di monumenti aperti 2019. L’ateneo sul campo per diffondere, far conoscere, disseminare cultura scientifica in tutta la sardegna grazie ai suoi docenti e ricercatori, con il contributo degli studenti.

Si svolgerà sabato 28 settembre l’ultima delle “UniCa Experience” organizzate dall’Università di Cagliari nell’ambito del progetto ‘UniCaC’è L’Università di Cagliari a Monumenti Aperti 2019’. L’appuntamento di sabato, dal titolo “Il Tempo profondo: viaggio tra i fossili e le rocce del Sud Ovest della Sardegna al Museo dei Paleoambienti sulcitani”, sarà guidato da Gian Luigi Pillola, docente di Paleontologia dell’ateneo del capoluogo sardo. L’inizio è fissato per le 10 all’ingresso del Museo dei Paleoambienti sulcitani, alla Grande miniera di Serbariu (Carbonia).

L’idea alla base dell’iniziativa coordinata da Fabio Pinna, ricercatore del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali, è semplice quanto accattivante: far proseguire nel tempo l’esperienza che ormai migliaia di visitatori vivono nei due giorni di Monumenti Aperti (quest’anno il 12 e 13 maggio scorsi).  Nel corso della manifestazione è stato possibile ottenere la UniCaC’è card, che dava diritto – a seconda del numero di siti visitati – a partecipare ad un successivo appuntamento, organizzato nel periodo tra maggio e settembre, che i ‘vincitori’ hanno potuto scegliere in uno speciale catalogo fino ad esaurimento dei posti disponibili per ciascuna. Eventi speciali guidati da docenti e ricercatori instancabili che hanno percorso tutta la Sardegna: dall’Archeologia alla Storia dell’arte, dall’Etnomusicologia all’Ecologia, dalla Geomorfologia costiera fino alle Scienze politiche e sociali.

Questi i numeri dell’iniziativa: 22 appuntamenti organizzati dal 16 maggio al 28 settembre, 12 i comuni sardi coinvolti dal sud al nord dell’Isola (Cagliari, Quartu Sant’Elena Carbonia, Burcei, San Basilio, San Sperate, Gonnesa, Pau, Pula, Iglesias, Villa Verde, Luogosanto), 108 posti disponibili per i ‘vincitori’, che sono stati guidati da 25 tra docenti e ricercatori.
Dalla guida alla Cripta dei martiri nella cattedrale di Cagliari alla scoperta del lavoro degli epigrafisti nel museo archeologico nazionale, dal rilevamento di una gara di poesia improvvisata campidanese, alle mostre di arte contemporanea, dalla chiese medievali (S. Efisio a Nora) e di età moderna (San Michele nel quartiere cagliaritano di Stampace), ai processi compositivi della musica d’arte contemporanea, dal lavoro dei ricercatori del Sardinia Radio Telescope alle prove del coro del MUSE (UniCa Musica Ensemble); dall’osservazione dei sedimenti delle spiagge al nuovo MEDCOASTLAB alla visita all’impianto di Aria, dalla materia oscura alla medicina nucleare, passando per la spirulina. E ancora il Museo e il parco dell’Ossidiana, il Parco geominerario, gli scavi archeologici di Bruncu e s’Omu a Villa Verde, quelli dell’antica città di Nora, o, sulla Sella dei Diavolo, l’area del tempio di Astarte e della Chiesa di Sant’Elia al Monte.
“Per l’Università – commenta Fabio Pinna – la relazione con le diverse attività di Monumenti Aperti rappresenta un’opportunità per sviluppare differenti filoni di ricerca collegati al patrimonio culturale e alla sua fruizione, per sperimentare innovative forme di didattica sul campo, per esercitare la propria terza missione, quella, cioè, finalizzata a favorire l’applicazione diretta, la valorizzazione e l’impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della Società”.
Tra le curiosità, c’è il percorso fatto da Valeria Picciau e Silvana Atzeni: partite da Cagliari, tra andata e ritorno, hanno percorso circa 600 chilometri per partecipare alla visita guidata alle indagini archeologiche del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali di UniCa nel sito medievale del Palazzo di Baldu, a Luogosanto, l’appuntamento più a Nord di questa edizione.

Gli studenti dei corsi di laurea in Beni culturali e spettacolo e di Archeologia e storia dell’arte, con i dottorandi in Storia, beni culturali e studi internazionali, che hanno progettato le iniziative nell’ambito delle attività di Vestigia UniCa, laboratorio di Didattica e Comunicazione dei Beni culturali, hanno seguito passo passo i vari appuntamenti, prestando il loro servizio come segreteria organizzativa, staff di supporto ai singoli appuntamenti e squadra di supporto ai profili social dell’Ateneo.

Francesco Renga Tour 2019

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