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Is sonus de is perdas fittas: concerti,mostre al villaggio di San Simone

Le lollas – casette storiche – di un villaggio disabitato attorno a un nuraghe si trasformeranno per un weekend di inizio settembre in padiglioni, palchi musicali, musei, sedi di laboratori interattivi e convegni con Is sonus de is perdas fittas.

È l’Expo della musica sarda, ovvero Is sonus de is perdas fittas che animerà il micro centro attorno alla chiesa di San Simone a dieci chilometri da Escolca – nel sud Sardegna – dal pomeriggio di sabato 7 settembre alla sera di domenica 8 settembre (l’ingresso giornaliero ha un costo di 5 euro). L’evento – organizzato dall’associazione culturale Iscandula, in collaborazione con la Pro loco di Escolca – è dedicato alla memoria di Antonello Trudu (cultore di musica sarda del paese). Un evento pionieristico nel suo genere che punta al dialogo tra realtà istituzionali e le tante scuole di launeddas attive da decenni.

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Un luogo di confronto tra poeti, suonatori itineranti (organetto, fisarmonica) e il pubblico. Un percorso che si snoda tra mostre fotografiche, dibattiti di archeoastronomia, prove pratiche con gli strumenti tradizionali della musica sarda affiancati dai Maestri, concerti e infine – ogni sera – Bell’Arrosa, un ballo sardo collettivo sotto le stelle di fine estate nella prima e unica discoteca dedicata alle danze isolane. Il tutto arricchito dalla presenza del noto fotoreporter nazionale Uliano Lucas, da concerti e performance improvvisati nonché dai servizi del punto ristoro.

Il programma. In apertura alle 17 di sabato 7 settembre i saluti del sindaco di Escolca, Eugenio Lai e del presidente della Pro loco, Aldo Piras. Il padrone di casa Dante Olianas, presidente dell’associazione Iscandula e direttore artistico, presenterà brevemente il programma e l’idea di partenza: la prima fiera della musica sarda, un momento di scambio e di crescita per addetti ai lavori e di stimolo per i profani. Alle 17.30 il primo degli incontri del sabato – coordinati da Enzo Vacca noto Liboriu (artista e socio fondatore di Iscandula) – ha come tema l’archeologia e l’archeoastronomia. Interverrà Arnold Lebeuf (ex docente di Storia delle Religioni a Cracovia) e autore di uno studio sul pozzo di Santa Cristina) con un contributo su Il pozzo di Santa Cristina, un osservatorio lunare; a seguire Mauro Peppino Zedda – archeoastronomo di Isili, autore di publicazioni sulla civiltà nuragica – con Il significato astronomico dei nuraghi e L’allineamento del nuraghe del villaggio di Nuraxi al solstizio estivo. Alle 18 si discute di sviluppo con gli imprenditori locali, per una sessione di interventi dal titolo Idee e pratiche per lo sviluppo del territorio. Parleranno Viviana Sirigu, responsabile del panificio Kentos, Alfredo Figus, enologo delle cantine Olianas di Gergei, Paolo Cortis, responsabile di Zafferano Cortis di Villanovafranca; in chiusura ancora Dante Olianas dialogherà su Le potenzialità turistico-culturali del villaggio di Nuraxi.

Domenica pomeriggio 8 settembre si continua con gli appuntamenti moderati ancora da Enzo Vacca. Il via alle 17 con il convegno La musica sarda nella scuola italiana: in apertura Dante Olianas descriverà L’esperienza di Iscandula nell’insegnamento della musica sarda nelle scuole pubbliche. A seguire Paolo Zedda – ex consigliere regionale e primo firmatario della legge 22/2018 sulla disciplina della politica linguistica regionale – con un intervento su Una tutela della lingua sarda e delle arti proprie della Sardegna. Dalla lingua sarda all’antropologia, alle 18, con La Sardegna di Bentzon, il più importante studioso della musica sarda. Uliano Lucas analizzerà – da fotoreporter – La Sardegna nelle foto di Bentzon dal ’55 al ’65; è quindi la volta dell’etnomusicologo Angelo Pisanu Bentzon nella ricerca sulla musica sarda, in chiusura Un omaggio a Bentzon, a cura di Paolo Frau ex assessore alla Cultura del comune di Cagliari. Alle 18.30 ci sarà l’intervento – aperto al confronto del pubblico – di Anna Cadoni (presidente dell’Associazione “L’uomo che pianta gli alberi”) dal titolo Una movìda internazionale conferma le nostre iniziative partite da Nuraxi (San Simone) nel 2012.

PROGRAMMA
Le attività nelle giornate del 7 e dell’8

In alcune lollas del villaggio sarà visitabile la mostra fotografica Nimbus con gigantografie 150×150, sagome e i formati 50 x 50. Sono tutte riproduzioni degli scatti dell’antropologo danese Bentzon realizzate tra il 1955 e il 1965, a disposizione anche il catalogo in italiano e inglese. In particolare una lolla sarà dedicata al rapporto stretto tra il danese con il Maestro di Villaputzu che suonava ad Escolca per il carnevale, Antonio Lara: un viaggio attraverso foto e lettere. Alle 19.30 di sabato e domenica una guida d’eccezione: il fotoreporter di fama internazionale, Uliano Lucas.

Vibrazioni del passato: nella lolla numero 4 (dentro il nuraghe) si potranno osservare da vicino le repliche degli strumenti dei bronzetti nuragici. Non solo una semplice esposizione: si potrà sentire il loro suono, da confrontare con quello di altri strumenti del Mediterraneo. Il laboratorio è a cura di Pitano Perra (esperto costruttore di strumenti musicali di Maracalagonis).

In altre lollas ancora musica dal vivo con l’opportunità di interagire insieme ai Maestri-costruttori. Nei laboratori: launeddas (Franco Melis, Luciano Montisci, Peppe Cuga, Nino Mura e Ignazio Olianas), sonallas ossia campane (Ignazio Floris, da Tonara), set di campanacci (Pitano Perra), benas e altri oggetti sonori (Mondo Usai, Seneghe). Chiudono il cerchio con la voce che si fa strumento il gruppo tenore Su cuntrattu di Seneghe che si esibirà il 7 settembre, insieme a Bruno (organetto, fisarmonica) e Asael Camedda (chitarra) mentre i cantori Filippo Urru e Rossano Cardia (basciu e contra) con Giuliano Armas si esibiranno domenica 8 settembre.

Per entrambe le giornate un gruppo di artisti in movimento offrirà le proprie esecuzioni estemporanee:, il poeta Paolo Zedda; Peppe Cuga, Franco Melis, Gianfranco Maxia, Nino Mura e Paolo Olianas alle launeddas; all’organetto Giada Picciau; alla fisarmonica Giuliano Armas.

Spazio alla sperimentazione musicale sotto la guida dei Maestri di launeddas arrivati dal Campidano, dal Sinis e dal Sarrabus sulla scia di corsi e scuole già avviate. Le lollas diventano così punti di contatto tra le scuole di musica di Gianfranco Maxia (Villaputzu), Orlando Mascia (Maracalagonis, Capoterra e Villa San Pietro), Franco Melis (Tuili) e Peppe Cuga (Ovodda).

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