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Il quartetto di Roberto Gatto al San Teodoro Jazz

Il quartetto di Roberto Gatto protagonista della seconda giornata del festival San Teodoro Jazz, giovedì 5 settembre a San Teodoro.

Sul palco di piazza Gallura anche il quintetto Entropy, mentre presso “La Posta” si terrà la jam session di fine serata.Seconda giornata in Gallura per il festival San Teodoro Jazz, la manifestazione dedicata al genere di matrice afroamericana organizzata dall’omonima associazione culturale, con la direzione artistica del clarinettista teorodino Matteo Pastorino. Domani (giovedì 5 settembre) il festival entra nel vivo e si fa bello nella piazza Gallura (tradizionale luogo dei concerti serali): aprirà la serata (alle 21), il quintetto Entropy, formazione composta da Marco Maltalenti alla tromba, Paolo Corda alla chitarra, Marco Bande al pianoforte, Edoardo Meledina al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria.

Il progetto (vincitore dell’European Jazz Contest 2019) convoglia le sonorità e ritmiche del jazz, sposando le contaminazioni più varie della black music, strizzando l’occhio al rock, e spaziando tra differenti livelli che confluiscono in una sintesi musicale decisamente personale.

Alle 22 sul palcoscenico salirà una delle pietre miliari del jazz italiano: a San Teodoro arriva, infatti, Roberto Gatto, tra i più importanti batteristi italiani, con un trascorso che lo ha visto ambasciatore del jazz italico nel mondo sin dai suoi esordi.

Vincitore anche quest’anno del sondaggio indetto dal magazine JAZZIT (si è classificato al primo posto come miglior batterista italiano), il musicista arriva in Sardegna con il suo nuovo progetto che lo riporta alla dimensione prettamente acustica, e lo vede affiancato da Alessandro Lanzoni al pianoforte, Alessandro Presti alla tromba e Matteo Bortone al contrabbasso, giovani e solidi compagni di viaggio che accompagneranno il batterista romano in un percorso variegato attraverso le cadenze di varie culture, ritmi e atmosfere, tra brani originali e standard del jazz.A seguire concerto e jam session presso “La Posta” (largo Emilio Lussu, a San Teodoro) con il Simone Faedda Trio, con lo special guest Alain Pattitoni che affiancherà Simone Faedda alle chitarre e Marco Occhioni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria.Venerdì 6 settembre la giornata del festival inizierà dal primo pomeriggio: alle 15 al via le masterclass di perfezionamento al Teatro Cupola di San Teodoro.

Roberto Gatto terrà la Masterclass di batteria, mentre Dario Deidda, Danny Grissett e Francesco Ciniglio terranno la Masterclass di combo jazz (info e prenotazioni www.santeodorojazz.com). I concerti serali vedranno, invece, tra i protagonisti il duo composto dal sassofonoista Francesco Bearzatti e dal chitarrista Federico Casagrande sulla scia del disco “Lost songs”, pubblicato dalla CAM Jazz nel 2018, e il concerto degli Spooks, formazione composta da Marco Bande (piano e tastiere), Andrea Uggias (sax tenore), Francesco Ciuti (basso elettrico) e Jacopo Careddu (batteria).

IL FESTIVAL

Il festival San Teodoro Jazz nasce nel 2016 da un’idea del clarinettista di San Teodoro Matteo Pastorino, in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro e le associazioni Musicultura Sardegna e San Teodoro Jazz, con il chiaro obiettivo di creare nella suggestiva zona della Gallura e dell’intero Mediterraneo un appuntamento destinato a crescere ed evolversi negli anni con proposte qualitative, di spessore, costantemente aperte alla contaminazione: aspetti congeniti in un genere ibrido e geneticamente aperto a nuove influenze come il jazz, genere che in terra sarda ha attecchito prolificamente conquistando il favore del pubblico e vantando un numero sempre più elevato di musicisti di spessore e qualità.

IL LUOGO

Conosciuto in Gallura come Santu Diàdoru, il borgo è abitato da poco meno di cinquemila residenti in inverno, animato da decine di migliaia di turisti d’estate. Il centro prese vita nel XVII secolo, nell’immediato entroterra alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu, quando pastori e pescatori popolarono la splendida porzione di terra, frequentata comunque sin dalla preistoria. Il nuraghe della borgata Naracheddu è la testimonianza più rilevante. Esisteva un centro abitato anche in età romana: i reperti archeologici sono documentati nel museo del Mare. Fra gli appuntamenti da non perdere, le feste del patrono san Teodoro, la cui chiesa fu ricostruita a metà XX secolo, e quella di sant’Andrea, che si svolge nel quartiere di Montipitrosu. Molto suggestivi i fuochi di sant’Antonio Abate, festa detta Lu Fuculoni, durante la quale la popolazione si raccoglie attorno ai falò in onore del santo. San Teodoro è luogo di delizie per il palato: a maggio ecco l’Aglióla, dove assaporare i piatti tipici. La cucina ti conquisterà con la zuppa gallurese, fatta con pane, formaggio e brodo di manzo. Arrivato al dolce, fatti tentare da cucciuléddi milàti, fagottini al miele, frisjióli léti, frittelle, e niuléddha, con mandorla e arancia grattugiata. Tutto accompagnato da un calice di vermentino di Gallura.

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