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Martis diventa set per giovani filmmaker

72 ore per scrivere, dirigere e montare un cortometraggio

Le bellezze del comune di Martis, dalla chiesa di San Pantaleo alla cascata di Triulintas, dalla foresta pietrificata alla stazione, si offrono come set per un film. La sfida è riservata agli studenti di cinema dell’Accademia di Belle Arti Mario Sironi di Sassari, del Celcam dell’Università di Cagliari, del Laboratorio produzioni audiovisive offi_Cine del Dumas dell’ateneo sassarese e del Csc Carbonia della Società Umanitaria.

Settantadue ore per scrivere, dirigere e montare la loro opera. Un cortometraggio con precise regole: dall’estrazione del genere (la sorte ha scelto per tutti la commedia) all’inserimento forzato di una scena ambientata in alcuni luoghi simbolo del paese e del suo territorio. Il via con una location scouting, un primo sopralluogo, organizzato in collaborazione con la Sardegna Film Commission. Il festival CineMartis andrà avanti sino a domenica 11 agosto, quando saranno mostrati i corti elaborati in questi giorni. A giudicare i lavori una giuria formata da cinque professionisti dell’audiovisivo: i registi Matteo Incollu, Gianni Cesaraccio, Marco Antonio Pani e le direttrici della fotografia Sara Arango Ochoa e Federica Ortu. Un secondo premio sarà dato dal pubblico.

A completare il festival le proiezioni serali in piazza San Giovanni, dalle 21.15. Vetrina per giovani filmmaker, ma non solo, con dei corti girati da registi affermati con il contributo di studenti di cinema. Spiccano “Viaggio a Stoccolma” di Gabriella Rosaleva prodotto dall’Università di Sassari, “L’ultimo miracolo” di Enrico Pau e “L’unica lezione” di Peter Marcias, nati all’interno di laboratori del Celcam di Cagliari e già presentati alla Mostra del cinema di Venezia. E ancora: “Futuro prossimo” di Salvatore Mereu, un estratto del documentario “A scuola di cinema” del direttore del Celcam Antioco Floris, due lavori prodotti dalla società Mommotty, “Ausonia” di Giulia Camba ed Elisa Meloni e “Le tessere perdute” di Simone Paderi, e altrettanti dalla Società Umanitaria di Carbonia, “Spot” e “Tre uomini e una troupe” diretto da Luca Pinna. 

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