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Rapporto sull’educazione della prima infanzia

Nello studio sull’educazione della prima infanzia una panoramica della fase educativa fra 0 e 6 anni in 38 paesi europei

In che modo è organizzata in Europa la fase educativa che precede l’istruzione primaria? A questo interrogativo risponde il nuovo rapporto della rete Eurydice Cifre chiave sull’educazione e la cura della prima infanzia in Europa”, che fornisce una panoramica comparativa di questa fase del ciclo educativo in 38 paesi europei. Il rapporto esce oggi, 4 luglio, e mostra come l’accesso universale, l’alta qualità e l’integrazione dei servizi di educazione e cura della prima infanzia siano aspetti ancora non raggiunti in molti dei paesi presi in esame.

Avere un posto a costi accessibili è ancora difficile per molte famiglie con bambini di età inferiore a 3 anni. Le cose migliorano per i bambini più grandi: metà dei paesi europei garantisce l’accesso dall’età di 3 anni. L’Italia non fa eccezione per quel che riguarda la difficoltà per le famiglie di ottenere un posto nei nidi d’infanzia. Allo stesso tempo, però, per i bambini più grandi la percentuale di partecipazione nella fascia di età 3-6 anni è vicina al 95% (benchmark europeo fissato per il 2020).

L’impiego di personale altamente qualificato – con una laurea di primo livello o superiore – garantisce la creazione di ambienti di apprendimento più stimolanti, una cura e supporto più adeguati. Anche in Italia, a partire dal prossimo anno scolastico, gli educatori dei nidi d’infanzia pubblici dovranno avere una laurea di primo livello, allineandosi così alla tendenza della maggior parte dei paesi europei.

Ciò che caratterizza i sistemi educativi con una qualità più elevata è il livello di integrazione del sistema da 0 a 6 anni di età. Per valutare questo parametro sono stati presi a riferimento: livello di formazione del personale, l’applicazione di linee guida educative per l’intera fase 0-6 anni, la gestione e l’unitarietà delle strutture. Il luogo in cui si svolge l’attività educativa è fondamentale per dare ai bambini il senso di attaccamento e stabilità.

Nella maggior parte dei paesi europei, la prima infanzia è organizzata in strutture separate per le due fasce di età, indicate come 0-3 e 3-6 anni. Meno di un terzo dei paesi presi in esame ha una struttura unica, principalmente si tratta dei paesi nordici e delle aree baltica e balcanica. In tutti questi paesi è presente anche una gestione unitaria da parte del Ministero dell’istruzione.

Nei paesi con strutture diverse in base all’età dei bambini, prevale il sistema a gestione separata: di due ministeri o autorità distinte, come nel caso dell’Italia, in cui l’organizzazione dei servizi 0-3 è decentrata, mentre quella dei bambini più grandi spetta al MIUR.

In questo quadro, l’Italia risulta fra i paesi che hanno un sistema totalmente separato. Nonostante le novità introdotte nel 2015 con la legge n. 107 per lo sviluppo di un sistema integrato 0-6, manca di fatto un livello di formazione unico per tutto il personale, non ci sono linee guida educative uniche per tutto il periodo, la gestione rimane in capo a due soggetti diversi (Miur e Regioni) e, infine, i bambini trascorrono le due fasi del percorso in strutture organizzative separate.

Lo studio completo è disponibile nella versione online a questa pagina.

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