Crescono le denunce per reati informatici nell’Isola: nel 2023, oltre 8.000 casi segnalati, di cui 3.500 da imprese. Fabio Mereu (Confartigianato Sardegna): “Collaborare e investire per un futuro digitale sicuro”.
La sicurezza informatica diventa una priorità urgente per la Sardegna, dove imprese e cittadini affrontano una crescita preoccupante dei reati informatici. Secondo il report dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, basato sui dati ISTAT, nell’ultimo anno si sono registrate 8.011 denunce: un incremento del 4,3% rispetto al 2022. Tra queste, ben 3.508 segnalazioni provengono da imprenditori.
La diffusione dei reati informatici colpisce in particolare le piccole e medie imprese, che rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico regionale. Tra i crimini più comuni si segnalano truffe, frodi telematiche e phishing, che costituiscono il 91% dei casi. I restanti reati includono accessi abusivi e danneggiamenti tramite sistemi informatici.
La mappa della criminalità digitale in Sardegna
Cagliari guida la classifica delle province con 4.010 denunce totali nel 2023, il 43% delle quali riferite alle imprese. Segue Nuoro, con 1.091 segnalazioni (+6,2% rispetto al 2022), dove le attività produttive coprono il 51,4% dei casi. A Oristano, le denunce sono state 494 (+3,8%), mentre nella zona Sassari-Gallura si registra un calo del 4%, con 2.404 denunce, di cui il 40,2% proviene da aziende.
Il Vice Presidente Regionale di Confartigianato Sardegna, Fabio Mereu, sottolinea l’urgenza di affrontare questa minaccia con interventi mirati: “Il trend è chiaro: digitalizzazione e sicurezza devono andare di pari passo. Le piccole imprese, però, spesso non dispongono di risorse adeguate e necessitano di supporto per proteggersi da questi attacchi”.
Investire in cybersicurezza: una sfida cruciale
Nel 2023, il 43% delle imprese italiane che hanno digitalizzato i propri processi ha considerato la cybersicurezza una priorità. Tuttavia, la carenza di figure qualificate rappresenta un ostacolo significativo: secondo il sistema Excelsior di Unioncamere, quasi il 70% dei profili di esperti in sicurezza informatica è difficile da reperire.
La situazione si riflette anche in Sardegna, dove molte imprese faticano a trovare professionisti capaci di gestire i sistemi di protezione. “Senza personale qualificato, gli sforzi per migliorare la sicurezza rimangono limitati”, aggiunge Mereu, richiamando l’importanza di formazione e sostegno istituzionale.
Confartigianato Sardegna invita alla collaborazione tra aziende, forze dell’ordine e istituzioni per rafforzare le difese digitali. L’implementazione di tecnologie avanzate, l’addestramento del personale e il monitoraggio costante dei sistemi risultano essenziali per contrastare il fenomeno.