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“Se questa è una donna”. Iniziative Giornata della Memoria 2023

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata della memoria, intende mantenere vivo il ricordo dello sterminio di tutte le vittime delle persecuzioni e dell’odio nazifascista.

La giornata celebrativa è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005.

Il 27 gennaio, gli Stati membri dell’ONU attraverso il ricordo della Liberazione degli ebrei, sono annualmente impegnati in una politica globale di protezione della Memoria storica per promuovere alle generazioni future sentimenti di solidarietà e di pace.

Il nostro Paese già nel 2000 con la legge 211 del 20 luglio istituì il Giorno della Memoria con intento di ricordare la Shoah, ma anche le leggi razziali del regime fascista.

L’importanza della Giornata della Memoria

La Giornata della Memoria ci spinge a interrogarci non solo sulle responsabilità di chi ha compiuto le atrocità, ma anche su quelle di chi con il silenzio complice le ha favorite, rimanendo indifferente.

Agli ebrei, toccò l’odio ingiustificato, la legislazione antisemita, la segregazione razziale, la deportazione nei campi di concentramento e lo sterminio finale.

Ai testimoni di Geova, ai disabili fisici e psichici, agli omosessuali, agli avversari politici veri o presunti, agli oppositori politici, alle donne ”non conformi” toccò una simile sorte fatta di disprezzo, ghettizzazione, lager, violenza indicibile, morte.

Accadde sotto agli occhi di un’Europa attraversata da tempo ormai da sentimenti razzisti e antisemiti. Accadde anche e soprattutto con la complicità della Scienza, del Diritto, dell’Istruzione, della società civile.

In pochi anni, ignorando e calpestando tutti i progressi dell’umanità, si consumò la più grave violazione dei Diritti Umani.

I progetti del Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani

Il CNDDU ogni anno, in occasione di questa giornata commemorativa prova a narrare storie di orrore che molto spesso rimangono nascoste nelle pieghe dell’Olocausto.

Quest’anno hanno scelto di mantenere viva la memoria delle donne nei Lager, nello specifico di quello di Ravensbruck.
Nel 1939 aprì, per ordine del capo delle SS Heinrich Himmler, il campo di concentramento di Ravensbruck, letteralmente “ponte del corvo”, in Germania.

Il ricordo nella Giornata della Memoria delle Donne nei lager

Appena arrivate nel lager le donne sono denudate davanti ai soldati nazisti, schernite, offese, sputate, rasate a zero e tatuate. Dopodiché, iniziava per molte di loro il disumano percorso di preparazione per gli esperimenti.

Coloro che avevano il ciclo mestruale, argomento tabù per tantissimi anni, lo dovevano gestire affrontando le atroci condizioni igieniche del lager.

Liliana Segre, deportata nel Lager femminile di Auschwit-Birkenau all’età di tredici anni, ha affermato: “Nel lager ho sentito con molta forza il pudore violato, il disprezzo dei nazisti maschi verso donne umiliate. Non credo assolutamente che gli uomini provassero la stessa cosa. La spoliazione della femminilità, la rasatura, la perdita delle mestruazioni, sono state un percorso comune a tutte le donne.”

Nel giro di tre anni nel lager di Ravensbruck furono imprigionate oltre 10.000 donne che a causa di denutrizioni e condizioni disumane di vita giungevano all’assenza di ciclo mestruale per interrompere la fertilità delle donne e impedire di procreare.

Ravensbruck è il lager femminile nel quale sono state commesse le più gravi atrocità sulle donne.

La Legge della sterilizzazione approvata nel 1933 del regime nazista, autorizzò una serie di esperimenti medici che causarono la morte di un numero altissimo di donne, le quali rappresentano più della metà delle vittime dell’Olocausto.

È alle donne dei lager, offese, umiliate, violentate, trucidate che quest’anno va il nostro pensiero.

Conclusioni

Si potrà formare una solida coscienza civile delle nuove generazioni, invitando i docenti della scuola italiana a coinvolgere gli studenti per realizzare insieme alle classi:
“Se questa è una donna”: il lager femminile di Ravensbruck, un lavoro didattico monografico che racconti l’orrore delle donne dei lager.

About Giulia Marongiu

Sono una studentessa universitaria del corso di studi Beni culturali indirizzo storico-artistico. Appassionata di arte e cultura.

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