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Giornata della Memoria: laboratori di lettura per bambine e bambini con Liliana Segre

Il Giorno della Memoria: laboratori di lettura per bambine e bambini

Il Sistema Bibliotecario Comunale di Cagliari celebrerà il Giorno della Memoria con una serie di laboratori di lettura dedicati a bambini/e dai 6 ai 9 anni.

Il prossimo 27 gennaio ricorrerà, come ogni anno, il Giorno della Memoria. Il consiglio è quello di non utilizzare questo come “unico giorno” per ricordare e capire insieme ai propri studenti, ma di intraprendere con loro un vero e proprio percorso.

Il Sistema Bibliotecario Comunale di Cagliari celebrerà il Giorno della Memoria con una serie di laboratori di lettura dedicati a bambini dai 6 ai 9 anni. Sarà l’occasione per ripensare a quanto è stato, immaginando, come Anna Frank, un futuro diverso, perché “quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo”. Si comincia martedì 24 gennaio alle ore 17 con due appuntamenti: alla Biblioteca Tuveri, via Venezia 23; alla Biblioteca ragazzi MEM, via Mameli 164.
Si prosegue mercoledì 25 alle ore 17 con l’ultimo appuntamento: alla Biblioteca ragazzi MEM via Mameli 164.

Come è possibile parlare della Shoah ai bambini

Come si può raccontare l’orrore dell’Olocausto ai bambini? Quanto è possibile parlare della Shoah e del Giorno della Memoria anche se sono lontani dal periodo storico che si sta studiando? La Memoria non si insegna. Conviene partire dagli eventi della Storia e lasciare spazio alle parole degli ultimi testimoni sopravvissuti. Per questo il Giorno della Memoria 2023 ci sono tanti spunti didattici, consigli di letture e attività per affrontare e discutere in classe alcuni aspetti della Shoah.

Ci sono dei libri che raccontano storie collegate al Giorno della Memoria. Si possono leggere in risposta alle domande dei bambini, condividendo con le famiglie la modalità, delicata e sensibile, con cui si intende farlo.

Non credo serva spiegare ai bambini in modo razionale e entrare nei dettagli, quanto far riflettere sulle ingiustizie più grandi che possiamo osservare intorno a noi, su dei fatti cattivi che sono successi e su come ci si possa aiutare, parlando e facendo qualcosa, tutti assieme. Nella gioia di vivere e di fare il bene, sempre, nelle grandi e piccole vicende della vita.

Come si è arrivati al genocidio

La tesi è che è giusto parlarne, ma senza dire proprio tutto, senza entrare nei dettagli dei bambini finiti nelle camere a gas, dei forni crematori. C’è un’età per ogni cosa, ed è più importante partire dalla conoscenza del popolo ebraico, che non è un’entità generica, ma è costituito da persone, e da come si è arrivati al genocidio. Bisogna affrontare l’argomento gradualmente, a tappe brevi, sapendosi fermare e cercando di “leggere” le emozioni che provoca nei bambini, che non vanno mai lasciati soli. Rinviare alcuni temi come lo sterminio, affrontandoli due o tre anni più tardi, è meglio che anticipare tutto con il rischio di edulcorarlo.

Importante anche raccontare le storie degli ebrei sopravvissuti perché forniscono la consapevolezza di quanto avvenne ma al tempo stesso conservano fiducia nel futuro. E con i bambini lo sguardo positivo è fondamentale. La memoria è  un dovere civico e aiuta a contrastare le nuove forme di razzismo e di antisemitismo. Non si può farne a meno, anzi, va alimentata. Il libro fornisce dei consigli pratici, ma con una premessa che ogni insegnante conosce la sua classe e saprà valutare le reazioni dei suoi bambini. 

Scolpitelo nel vostro cuore

Per questo Giorno della Memoria 2023 uno straordinario consiglio di lettura per affrontare e discutere in classe alcuni aspetti della Shoah è il libro di Liliana Segre “Scolpitelo nel vostro cuore”. Come dice la Segre “Il mio impegno è tramandare la memoria, che in un mondo pieno di ingiustizie è un vaccino contro l’indifferenza.”
Questo è il messaggio che Liliana Segre vuole trasmettere ai giovani, un messaggio che li invita a non dimenticare la tragedia e l’orrore che è stata la persecuzione razziale, e che nello stesso tempo vuole essere un invito a non perdere mai la speranza e a “camminare nella vita, una gamba davanti all’altra. Che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita”.

About Samuel Pes

Appassionato di storia e di geopolitica, di lettura e di cinema. Il più grande desiderio? Diventare giornalista freelance e docente.

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