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18 Siddi

Le nostre radici. Ìsula: viaggio nelle meraviglie della Sardegna

Si è conclusa con un grande successo la seconda edizione del progetto Ìsula, viaggio esperienziale nelle meraviglie della Sardegna. Le nostre radici”, che ha coinvolto alcuni dei borghi della Regione.
Realizzato dall’associazione di volontariato Amici di Sardegna, presieduta da Roberto Copparoni, ha coinvolto nove comuni dall’8 al 30 dicembre: Gonnosfanadiga, Masullas, Pau, Siddi, Lunamatrona, Gadoni, Pompu, Genoni, Ortacesus.

Esperienza full immersion

Le nuove tendenze del turismo internazionale ci parlano di un turista che vuole essere parte attiva del processo di scoperta e conoscenza del territorio che visita. Una “full immersion” nelle radici del territorio da praticare con tutti i propri sensi, al fine di vivere esperienze ed emozioni uniche e indimenticabili. Esperienze che lasciano un buon ricordo nel visitatore. E’ il turismo esperienziale, il turismo slow, il turismo sostenibile, quello che davvero permette di conoscere un territorio, la popolazione che lo abita e lo spirito che lo permea.

Tappe alla scoperta delle origini

Il tutto è partito l’8 dicembre da Gonnosfanadiga, con il quale è cominciato il percorso di conoscenza dell’antica arte della panificazione, grazie al panificio Porta 1918 che ha ospitato l’evento proprio durante la manifestazione “Panifici Aperti”. Stupefatti di fronte alla bellezza della tomba dei giganti di San Cosimo.

La tappa successiva del 10 dicembre a Masullas, a causa del forte maltempo, ha costretto l’organizzazione a rimodulare la giornata grazie al GeoMuseo Monte Arci, ospitato presso l’ex Convento dei Cappuccini.

Il giorno successivo, l’11 dicembre 2022, siamo stati a Pau, un borgo che per molti non ha bisogno di presentazioni. Qui si trova il Museo dell’Ossidiana con la possibilità di visitare il sentiero dedicato a questa antica, tagliente e nerissima roccia vulcanica. Pau ha una lunga tradizione legata al turismo esperienziale con laboratori ben organizzati.

Sa Domnu ‘e s’Orcu

La tappa successiva è stata il 17 dicembre a Siddi, una giornata fresca e uggiosa al riparo di una pinnetta, con il fuoco acceso e il racconto di riti e leggende di questo luogo magico. Dopo aver visitato una delle tombe dei giganti più imponenti e meglio conservate della Sardegna, quella di Sa Domu ’e s’Orcu, la giornata è proseguita tra laboratori e tradizioni.

Il 18 dicembre il progetto Ìsula è stato ospite di Lunamatrona, di cui molto famosa è la tomba dei giganti “Su Cuaddu ‘e Nixias“, e la bellezza della chiesa del paese è stata una vera scoperta. Nel pomeriggio gli artigiani locali hanno presentato i loro prodotti in una bellissima cornice di suoni, profumi e colori.

Il 23 dicembre è stata la volta di Gadoni in giornata dalla fitta nebbia e dalle nuvole basse che hanno avvolto e scortato il gruppo salendo verso la Barbagia. È stata una giornata molto intensa, all’insegna dell’accoglienza e delle tradizioni locali, come la produzione del famoso tappeto locale chiamato “Burra”. Da non perdere la visita alla miniera di Funtana Raminosa, utilizzata al tempo dei nuragici. Sotto Natale poi, imperdibile l’incredibile presepe esposto sul retro della chiesa parrocchiale.

Il museo del pane

La tappa successiva, il 27 dicembre a Pompu, piccolo borgo dell’Alta Marmilla. Giornata dedicata al pane, ai complessi nuragici e alla tradizione, inclusa quella corale, così importante e sentita in Sardegna. Da non perdere il piccolo e ben allestito museo del pane, con un percorso all’insegna della multimedialità.

Il 29 dicembre è stato Genoni, piccolo borgo alle falde della giara, nel quale si sono visitate diverse strutture museali. Da non perdere il museo del cavallino della giara. A Genoni è avvenuta la mostra di antichi mestieri e tradizioni, tra laboratori e splendidi set fotografici. Bellissima e particolarmente evocativa è stata la figura della ragazza a cavallo, vestita in abito tradizionale sardo. Molto bello e ben curato è anche il Parco, uno dei pochi Musei in Sardegna con una sezione archeologica, paleontologica.

L’ultima giornata di questa imperdibile avventura è stata il 30 dicembre ad Ortacesus, nel cuore della Trexenta, granaio dell’antica Roma. Protagonista assoluto il grano, di cui si è appreso l’intero ciclo produttivo, dalla semina alla cottura del pane in forno a legno. Ampio spazio dato anche alle launeddas e ai siti archeologici del territorio.

Attività

Ogni appuntamento costellato di aperitivi, degustazioni di prodotti tipici, pranzi su prenotazione. Numerosi e davvero vivaci e coinvolgenti i laboratori tradizionali che hanno impegnato i partecipanti ad ogni appuntamento alla scoperta delle radici tra lievito madre, pane, pasta fresca, tessitura al telaio, erbe, oli essenziali, giochi e avventure nel bosco e tanto altro ancora. Momenti poetici e legati alla musica etnica, figuranti in abito nuragico hanno contribuito a rendere ancora più coinvolgente questa esperienza. A conclusione di ogni serata si è tenuto un incontro pubblico, una tavola rotonda sul tema: Le nostre radici, il nostro futuro, nel quale si è discusso di quali siano e del come si possano promuovere al meglio le origini di ogni borgo, in maniera tale da individuare in modo condiviso nuovi percorsi di sviluppo socio-economico del territorio.
“È stato uno sforzo organizzativo non da poco, che ci ha permesso non solo di scoprire luoghi e persone straordinarie. Per questo vogliamo ringraziare i nostri partner locali che sono stati imprescindibili nell’organizzazione di questa manifestazione, la Regione Sardegna che, attraverso l’Assessorato del Turismo, con grande sensibilità ci ha finanziato e, soprattutto, le tante persone che sono state nostre ospiti. È stato bello avervi con noi e vi aspettiamo anche nei prossimi anni.

Abbiamo infatti, nell’occasione, anche gettato i semi per le prossime due edizioni del progetto, previste per le annualità 2023 e 2024. Sempre in bassa stagione”, queste le parole di Roberto Copparoni, presidente dell’associazione di volontariato Amici di Sardegna.

About Giulia Marongiu

Sono una studentessa universitaria del corso di studi Beni culturali indirizzo storico-artistico. Appassionata di arte e cultura.

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