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Cresce la propensione degli italiani verso il plant-based

Il 40% degli italiani predilige cibi veggie quando ordina a domicilio, lo rivela la ricerca svolta da Just Eat.

Prendono piede nuove abitudini per quanto riguarda l’alimentazione. Si ha la curiosità e la voglia di scoprire cose nuove e lasciarsi contaminare da diverse mode e culture. Cresce l’interesse verso un’alimentazione plant-based. Ciò fuoriesce dalla ricerca condotta da Just Eat, parte di Just Eat Takeaway.com, attivo nel mercato del digital food delivery, in collaborazione con Bva Doxa, che ha evidenziato come oltre il 60% di chi ha cercato di modificare il proprio stile alimentare è tornato sui propri passi dopo un periodo medio di 6 mesi.

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L’indagine, presentata in occasione della sfida annuale del Veganuary, descrive una panoramica riguardante le abitudini alimentari della popolazione italiana: la maggior parte sono onnivori (85%), tuttavia nelle fasce di età più giovani (18-30 anni) emerge un’alta quota di persone che hanno deciso di intraprendere differenti stili alimentari tra cui il regime vegetariano/vegano o quello flexitariano, ovvero una dieta onnivora, con una preferenza verso soluzioni veggie e occasionale consumo di prodotti di derivati animali. Le ragioni sono numerose ma la più forte è quella legata all’interesse crescente verso il tema della sostenibilità, che li porta a cercare di integrare il più possibile nella propria alimentazione soluzioni a basso impatto ambientale.

Mappa del cibo a domicilio

I risultati della ricerca trovano un riscontro anche nella sesta edizione della Mappa del cibo a domicilio in Italia pubblicata di recente da Just Eat, in cui si evidenzia una crescente domanda di piatti che celebrano le verdure e le mettono al centro, non solo in cucina, ma anche quando si ordina. Infatti, un italiano su quattro ordina più cibo veggie rispetto a tre anni fa, e il 40% ricerca abitualmente questa tipologia di piatti quando ordina cibo a domicilio. Anche in questo caso, si tratta soprattutto di giovani, guidati dalla volontà di migliorare il proprio tenore di vita e la propria salute, ma con una maggiore consapevolezza circa l’impatto che le scelte di consumo hanno su ciò che ci circonda.

Difficoltà nel cambiare il proprio regime alimentare

Nel corso del 2022 4 italiani su 10 hanno modificato il proprio regime alimentare, spinti dal desiderio di migliorare il proprio benessere fisico, non solo come moda passeggera ma, come una vera e propria scelta di vita più consapevole. Nonostante ciò, il 61% è tornato sui propri passi dopo un periodo di circa 6 mesi, per le difficoltà riscontrate nell’eccessiva rigidità in termini di orari e quantità dei pasti (40%), oltre che nella preparazione di questi ultimi (34%). Non solo, coloro che si rispecchiano all’interno di un profilo moderno e quindi si considerano persone mondane e piene di impegni, ritengono che la difficoltà di conciliare il proprio stile alimentare con il desiderio di ordinare cibo a domicilio, possa rappresentare un’importante barriera nell’adozione di un nuovo regime.

La ricerca svela anche come per 6 italiani su 10 queste difficoltà emergono sia nella fase iniziale del percorso, sia nel mantenimento dello stesso. Solo coloro che hanno già un inclinazione verso l’attività sportiva dichiarano di non riscontrare particolari difficoltà quando si approcciano a nuovi regimi.

Iniziare un nuovo percorso alimentare risulta invece particolarmente faticoso per la fascia 25-30 anni, ma una volta superata la fase di adattamento, il mantenimento del nuovo piano nutrizionale viene portato avanti con estrema facilità. Questo anche grazie agli effetti positivi che nel tempo si manifestano, come confermato dall’88% degli intervistati.

Organizzazione giornaliera dei pasti

Rispettare le regole del nuovo regime risulta particolarmente difficile per la fascia di età 45-64 anni (53%), mentre il target più giovane (18-24 anni), sostiene di riscontrare alcune difficoltà a relazionarsi con i propri familiari e riuscire a combinare stile alimentare/regime dietetico con le abitudini quotidiane della famiglia (23%). L’approccio verso un’alimentazione più equilibrata comporta quindi un grande spirito di adattamento, che sfocia spesso in un duplice atteggiamento: le nuove regole sono adottate sin da subito (57%), soprattutto nella fascia di età 45-64 anni e da chi decide implementare un nuovo stile di vita per motivi di salute, oppure per gradi (43%), come avviene nella fascia di età 18-24 anni, che modifica poco alla volta alcuni aspetti del proprio menù quotidiano.

Per affrontare il cambiamento, vengono anche messi in campo diversi stratagemmi, tra cui l’organizzazione dei pasti con cura e un’attenzione nel mangiare solo in determinati momenti della giornata, necessari a compensare o evitare gli sgarri che ben il 90% dichiara di compiere durante l’implementazione di un nuovo regime. In particolare, la fascia più giovane (18-24 anni) dichiara di farlo spesso perché trova difficile controllare la mancanza di determinati alimenti, ma è la fascia di età 45-64 anni quella più ‘trasgressiva’: il 76% dichiara infatti di mangiare cibo non previsto.

About Stefania Fanni

Ciao! Sono Stefania e studio scienze della comunicazione. Mi piace perdermi tra le pagine di un libro o in qualche sala cinematrografica. Il mio unico vero amore rimane comunque il disegno e sogno di diventare un'artista.

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