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L’Università di Sassari in soccorso degli olivastri secolari di Paulilatino

Nella località si Paulilatino gli olivastri presentano infezioni da parte di un fungo detto Fitoftora. Si è alla ricerca di una cura. L’università di Sassari è in prima linea.

I monumenti naturali che costudisce il territorio di Paulilatino sono numerosi ed è uno dei luoghi in tutta Europa dove la loro presenza è elevatissima. In quest’aria d’oristanese si conta anche la presenza di diversi esemplari plurisecolari, che costituiscono un arricchimento aggiuntivo al luogo. Da qualche tempo però queste piante storiche sono minacciate da un fungo detto Fitoftora (Phytophthora). Per contrastare il fenomeno è stata mobilitata una equipe capitanata dall’università di Sassari che ha iniziato a studiare una terapia sperimentale, al fine di trovare una cura.

In aiuto all’università sì possono contare anche Il corpo forestale assieme alla agenzia foresta, la regione e il comune di Paulilatino stesso. Si stanno unendo le forze per trovare il prima possibile una cura in grado riabilitare le piante affette.

Sintomi e cura

I primi sintomi della presenza del fungo risalgono a marzo scorso. A lanciare l’allarme fu un residente che vide gli olivastri presenti nelle proprie terre manifestare insoliti segnali di sofferenza, come perdita delle foglie e scurimento in certe zone del tronco e dei rami. Nel giro di poche settimane i sintomi si sono manifestati anche nelle aree limitrofe. Ha iniziato a diffondersi la preoccupazione da parte degli agricoltori che questa malattia possa attaccare anche le coltivazioni degli ulivi, pilastro essenziale su cui si basa l’economia locale.

Il dipartimento di agraria dell’università ha il compito di individuare le armi di difesa e testarle su alcuni esemplari per poi valutare, in seguito, la possibilità di un impiego diffuso. Da una parte si stimola i meccanismi di difesa della pianta e dall’altra si porta al suolo dei microorganismi antagonisti contro la Fitoftora. Si procede a una somministrazione endoterapica dei prodotti biostimolanti e viene impiegata attraverso l’utilizzo di siringhe specifiche fitosanitarie. Questo metodo da là possibilità di somministrare una concentrazione più alta del prodotto, che viene trasportato sia nelle radici che nelle foglie della pianta.

Si spera che le azioni di difesa promosse dalla task force possano rilevarsi tempestive ed efficaci per scongiurare lo scenario più drastico, quello della eradicazione degli alberi.

Intervista a Bruno Scano

Il ricercatore del dipartimento di agraria dell’università di Sassari, Bruno Scano, si sta impegnando attivamente alla ricerca di una cura. Afferma che In seguito ad analisi di campo e di laboratorio e emersa la presenza di diverse specie di Fitoftora, in particolare quella nominata Bilorbang, vista per la prima volta in Australia, e mai riportata sino ad ora su un olivastro. Si tratta di microrganismi che vivono nel suolo e che attaccano in particolare le radici più sottili, quelle responsabili dell’assorbimento dell’acqua e degli elementi nutritivi.

Un aspetto preoccupante di questa malattia è che le piante colpite soccombono nell’arco di pochi mesi e difficilmente si riprendono. Ce il rischio di un’ampia diffusione sul territorio regionale. Al momento la superficie interessata e di circa 500 ettari che conta oltre 2000 piante ormai diseccate. Probabile che il cambiamento climatico abbia svolto un ruolo fondamentale nella diffusione della malattia.

Trattandosi di una infezione poco conosciuta non esistono delle cure precise e convenzionate. Sono state individuate delle aree pilota dove si sperimentano prodotti a bassissimo impatto ambientale. Una volta individuati i trattamenti più efficaci si penserà ad estenderli sul resto degli alberi.

About Stefania Fanni

Ciao! Sono Stefania e studio scienze della comunicazione. Mi piace perdermi tra le pagine di un libro o in qualche sala cinematrografica. Il mio unico vero amore rimane comunque il disegno e sogno di diventare un'artista.

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