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Intervista a Daniel Pennac, Pako Ioffredo e Demi Licata
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Intervista a Daniel Pennac – “Dal sogno nasce il racconto”

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Intervista a Daniel Pennac - "Dal sogno nasce il racconto"
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Ai microfoni di Unica Radio ospitiamo Daniel Pennac, Pako Ioffredo e Demi Licata per raccontare lo spettacolo “Dal sogno alla scena – Un incontro teatrale” in scena al Teatro Massimo di Cagliari per la Stagione 2022-2023 de La Grande Prosa  organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna.

Il fascino delle visioni notturne e il segreto dell’ispirazione secondo Daniel Pennac per un ideale viaggio “Dal Sogno alla Scena”, tema e titolo dello spettacolo che ha visto protagonista il celebre scrittore e drammaturgo francese – inventore delle stravaganti avventure della famiglia Malaussène e autore di romanzi e saggi come “Signori Bambini”, “Diario di scuola”“Storia di un corpo” e “La legge del sognatore” accanto a “Come un romanzo” e “Mio fratello” – , insieme agli attori Pako Ioffredo e Demi Licata (produzione MIA / Mouvement International Artistique – Ente Teatro Cronaca / Vesuvio Teatromartedì 6 dicembre al Teatro Verdi di Sassari  da mercoledì 7 fino a domenica 11 dicembre al Teatro Massimo di Cagliari sotto le insegne de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna.

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Intervista a Daniel Pennac, Pako Ioffredo e Demi Licata

Una pièce immaginifica che trae spunto dal talento di narratore e affabulatore dell’artista, con la raffinata mise en espace di Clara Bauer (che firma anche la drammaturgia insieme a Pako Ioffredo e allo stesso Daniel Pennac) e le musiche di Alice Loup e Antonio Urso, per proporre in una sorta di gioco metateatrale la nascita di uno spettacolo, e prima ancora di un libro, tra suggestioni oniriche trasportate sulla pagina, e infine ripensate per una rappresentazione dove i sogni prendono forma concreta, personaggi e storie si incarnano grazie agli interpreti, amano e soffrono, “vivono” davanti a un pubblico. Una serie di metamorfosi per cui un’idea iniziale, anche una semplice intuizione, diventa racconto attraverso le parole e infine si materializza, su un palco (o eventualmente sul grande schermo) perdendo via via la propria indefinitezza per assumere contorni sempre più definiti fino a identificarsi con il volto, il corpo, la voce, il gesto di ogni attore (o attrice) nella speciale alchimia che si ricrea sera dopo sera, sempre diversa, con la “complicità” degli spettatori.

Tutta la magia del teatro e la maestria di un moderno incantatore per un’avventura vissuta con gli occhi aperti, confrontandosi con le difficoltà di una “traduzione” necessariamente “infedele”, perché ogni arte ha le sue regole, le sue tecniche e le sue potenzialità espressive e per ottenere determinati effetti spesso è utile esplorarne e sperimentarne di nuove, ma anche con la libertà della fantasia. «Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita» dice Prospero ne “La Tempesta” di William Shakespeare, e proprio dalla dimensione onirica, dove si stravolgono i rapporti di causa e effetto e a ogni istante tutto può accadere Daniel Pennac attinge materiali preziosi per la sua creazione, rielaborandoli in chiave letteraria e riplasmandoli per una mise en scène, cercando di coglierne l’essenza e non perderne l’originalità, riproponendoli in una forma immediatamente comprensibile e capace di ammaliare lettori e spettatori.

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Intervista a Daniel Pennac, Pako Ioffredo e Demi Licata

«Quando sogniamo il nostro cervello produce delle immagini che si trasformano in sensazioni, bellissime, se ricordiamo i sogni come meravigliosi, terribili, se li definiamo incubi al nostro risveglio. Immagini e sensazioni non possono essere spiegate per come sono, abbiamo bisogno di utilizzare la parola» afferma Daniel Pennac –. «Nel momento in cui ci affidiamo alle parole, immagini e sensazioni non saranno più le stesse, la nostra intelligenza diurna le reinterpreterà: così nasce il racconto. Un racconto che vive in un diverso stato dell’intelligenza, quella analitica e narrativa, miracolosamente evocativa, differente dalle immagini che abbiamo intensamente vissuto nel nostro universo notturno, non meno efficace nel ridonare a chi ascolta le stesse sensazioni».

Tra realtà e sogno, l’artista ricrea quelle sue fantasmagorie rimaste impresse nella memoria e le sue altre vaghe fantasticherie con strumenti differenti, fissandole sulla carta, nel caso di uno scrittore o di un drammaturgo, ma lo stesso varrebbe per un pittore e per un musicista, ciascuno con i propri “strumenti”, quindi rispettivamente con i pennelli e con le note, per custodirle e tramandarle, rendendole in certo qual modo immortali e universali. “Dal Sogno alla Scena”racconta la genesi di un romanzo o di uno spettacolo attraverso l’esperienza personale di Daniel Pennac, e rappresenta in un certo senso il “manifesto” della Companie MIA / Mouvement International Artistique fondata nel 2013 a Parigi dallo scrittore e da Clara Bauer, con l’intento di realizzare produzioni multimediali e aprirsi a collaborazioni “senza confini”. La pièce scaturisce da una riflessione sul teatro, sugli intrecci e le interazioni con le altre arti, in particolare la letteratura: «il mondo narrativo e onirico di Daniel Pennac abita la scena: il sogno è al centro della narrazione ed è il punto di partenza», in una sorta di visita guidata nell’atelier dello scrittore, un percorso tra le pagine dei suoi libri e dietro le quinte dei suoi spettacoli, mentre si materializzano sulla scena frammenti da “La Legge del Sognatore”“Storia di un corpo”“Bartleby – Mon Frère”“Grazie” e “L’avventura Teatrale – Le mie italiane”.

Una nuova sfida per Daniel Pennac, lo studente “difficile” diventato insegnante appassionato e poi scrittore e drammaturgo che incontra il pubblico» – si legge nella presentazione –: «la penna e i sogni di Pennac giocano con la poesia della scena». Con un augurio finale: «E che il piacere e l’humour ci guidino!».

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About Simone Cavagnino

Giornalista, autore e conduttore. Dopo la maturità scientifica, compie studi giuridici e si occupa di giornalismo musicale. Ha collaborato con l'emittente televisiva Infochannel Tv Sardinia, con i magazine JAZZIT e LOLLOVE MAG. Ha curato il documentario "La memoria del suono" dedicato alla figura dell'artista sardo Pinuccio Sciola. Dal 2014 è direttore responsabile di Unica Radio e contestualmente svolge attività di ufficio stampa per artisti, festival, rassegne e singoli eventi. E' del giugno 2018 il suo primo libro dal titolo "Sardegna, Jazz e dintorni" edito da Aipsa Edizioni, scritto in collaborazione con il giornalista Claudio Loi. Info: [email protected]

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