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Teatro del Segno Fabrizio Coniglio “Tutti a casa mia”

Teatro del Segno Fabrizio Coniglio “Tutti a casa mia” nasce dall’esigenza di confrontarsi con un dramma contemporaneo.

Attraverso le parole dei protagonisti, privati improvvisamente e per un lungo periodo di tempo della libertà, delle normali esperienze sensoriali, delle amicizie e delle abituali frequentazioni, imprigionati da innocenti nelle loro case, costretti a confrontarsi con una realtà sconosciuta, molto più simile ai romanzi e ai films o alle serie di fantascienza ambientate in un ipotetico e post-apocalittico futuro.

La pandemia


La pandemia ha sconvolto ritmi e abitudini, costringendo a rimodulare le proprie giornate tenendo in considerazione obblighi e divieti, regole come il distanziamento, l’uso delle mascherine e l’igienizzazione, fino alle restrizioni estreme del lockdown: misure di sicurezza necessarie per contenere i contagi ma non di meno difficili da sopportare e tali da complicare la gestione dell’ordinario, sia per gli adulti che per gli adolescenti e i bambini.

“Tutti a casa mia”


“Tutti a casa mia” narra di quella stravagante parentesi in cui, con l’auspicio di trarne utili insegnamenti, come una maggiore consapevolezza delle ingiustizie e delle discriminazioni e una più forte solidarietà e empatia verso gli altri, l’umanità si è ritrovata coinvolta in una sorta di “esperimento” in cui le visioni distopiche sono diventate realtà.

Il focus


Focus sulle storie degli adolescenti che inopinatamente, in una delle età più complesse, attraversata da profondi mutamenti fisici e psichici, nella metamorfosi tra l’infanzia e la maturità, si sono ritrovati come nell’occhio di un ciclone, sull’orlo di una catastrofe, richiusi tra le psreti della propria stanza, o della propria abitazione, privati della dolcezza e del calore di un abbraccio, della possibilità di scambiare uno sguardo, un sorriso, un bacio senza la mediazione, preziosissima ma certamente inadeguata, di uno schermo.

Nel silenzio inquietante delle metropoli ma anche dei piccoli paesi, svuotati di qualsiasi parvenza di vita e occasione di socializzazione, le parole di chi ha accolto l’invito a raccontare e raccontarsi acquistano una maggiore forza, perché riaprono i canali di una comunicazione interpersonale, preludio a un auspicabile ritorno verso la normalità.

La Stagione di “Teatro Senza Quartiere” 2022-2023 al TsE di Is Mirrionis a Cagliari prosegue con altri due spettacoli che completano la prima tranche autunnale, cui seguirà la seconda tranche prevista per la primavera 2023.


Un affresco dell’Italia negli Anni Trenta

“Una giornato particolare” del Teatro d’Inverno, con drammaturgia e regia di Giuseppe Ligios, protagonista sulla scena con Marina Serra e con un prezioso “cameo” di Teresa Soro (voce fuori campo).

La pièce tratta dall’omonimo film di Ettore Scola affronta la questione dei diritti civili (negati) e della condizione femminile, attraverso la delicatezza dei sentimenti dei due protagonisti (interpretati sullo schermo da Marcello Mastroianni e Sophia Loren) cui fa da contrappunto la “portiera”, incarnazione della morale piccolo borghese.

“Vox populi”

Una “vox populi” che riflette stereotipi e pregiudizi, esasperati durante il Ventennio, ma profondamente radicati nella cultura del Belpaese, tanto da riemergere ancora oggi nel dibattito politico come nelle polemiche sui social media.

“Una giornata particolare”

Sulla falsariga della sceneggiatura scritta dallo stesso Ettore Scola con Ruggero Maccari e Maurizio Costanzo, «restituisce il senso di solitudine e di annullamento dell’individuo operato dai regimi dittatoriali» – sottolinea Giuseppe Ligios. «Il dramma si consuma in un ambiente sospeso in cui i mondi di Antonietta, madre e moglie di una camicia nera fascista, e del giornalista e radiocronista omosessuale Gabriele, entrano accidentalmente in collisione… mentre la radio rimanda l’eco dello storico incontro a Roma nel maggio del 1938 tra il Duce Benito Mussolini e il Führer Adolf Hitler: i due protagonisti si troveranno a comparare le loro vite, accomunate dallo stesso sentimento di rassegnazione e voglia di riscatto davanti ad una identità negata».

About Eleonora Melis

studentessa di Beni culturali e spettacolo con la passione per la fotografia, la musica e i viaggi. Dopo essermi diplomata alle superiori sono andata a vivere alle Canarie, a Lanzarote e dopo 5 anni sono tornata qua in vacanza e ho conosciuto quello che ad oggi è mio marito e papà dei miei 2 bambini.

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