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A Villamar la necropoli svela i segreti di 2500 anni fa

Com’era Villamar se si torna indietro nel tempo di duemilacinquecento anni? Da qualche giorno è terminata la nona campagna di scavo nella famosa necropoli datata fine quarto secolo inizi secondo secolo avanti Cristo. Il puzzle si sta completando e ciò permetterà di rispondere a questa domanda e tante altre domande sulla vita di queste antiche popolazioni. 

I dati sono stati raccolti da un’equipe multidisciplinare di studiosi che lavorano tra Sardegna e Spagna. Saranno proprio loro a dire com’era la società di quel tempo, i flussi migratori e lo stile di vita dalla popolazione, con usi e costumi. 

I ritrovamenti

Nella campagna di scavi, terminata lo scorso 14 ottobre, diretta dall’archeologa Elisa Pompianu e coadiuvata da un team di ricerca dell’Università di Sassari, sono venuti alla luce dei nuovi particolari. Il ritrovamento di una tomba con all’interno un adulto e tre quasi undicenni mette sotto i riflettori una possibile diversa percezione dei bambini-adolescenti nella società punica. L’archeologa ha confermato che, questi ultimi, sono stati seppelliti in momenti diversi. É possibile che, morire più o meno alla stessa età, potesse in qualche modo unire la loro sorte anche nell’aldilà., 

Ma quando questi venivano considerati adulti? Le considerazioni preliminari sono al vaglio degli archeologi. In passato si iniziava a lavorare prima rispetto a oggi. La vita adulta, che nella nostra epoca corrisponde alla maggiore età, poteva cominciare con il menarca nelle ragazze, e negli stessi anni per i ragazzi. Questa teoria trova supporto dal ritrovamento di un anello nel dito di un giovane sepolto. Inoltre, Elisa Pompianu, ha spiegato che potrebbe essere indicatore di un ruolo sociale. A quell’età i ragazzini possedevano una dignità funeraria in stretta correlazione con la dignità sociale.

I dati Da Villamar a Barcellona

Una serie di dati che concorrono alla ricostruzione delle caratteristiche di questa popolazione antica: Come sottolineato da Murgia, questi aspetti sono fondamentali per leggere i tanti aspetti culturali, sociali ed economici degli abitanti del sito punico della Marmilla. Grazie alle tante campagne di scavi, Murgia può contare su un numero significativo di scheletri: 110 quelli studiati, 43 appartengono a bambini. L’aspettativa di vita alla nascita era bassa. Circa sessant’anni invece l’età massima. Lo studio delle inserzioni muscolari indica che nelle donne sia gambe che braccia risultano sviluppate e questo è lo specchio di attività lavorative supplementari eseguite dal sesso femminile. Negli uomini invece solo le gambe sono ben sviluppate.

Le popolazioni

Tra i resti scheletrici c’è la prova della presenza di popolazioni che provengono dall’Africa, come è stato rilevato da studi sul Dna antico. Un progetto parallelo, finanziato dalla fondazione Sardegna, avrà come obiettivo la ricostruzione di due volti appartenenti a due donne, una di carnagione scura e una più chiara. Questo certifica che l’immigrazione e le popolazioni africane erano presenti a Villamar anche in età punica. Le ricerche non si fermano e alcuni campioni di una tomba sono stati inclusi in un progetto internazionale sulle migrazioni antiche attraverso lo studio degli isotopi dell’idrogeno e azoto per capirne le abitudini alimentari. Ricostruzioni facciali e stili di vita rendono possibile attualizzare le realtà di una popolazione che potrebbe apparire lontanissima, ma già dall’antichità invece mostra storie di migrazioni e di popolazioni che si spostavano dalla terra d’origine per cercare fortuna o per dinamiche politiche ed economiche.

About Michela Corona

Studentessa in Scienze della Comunicazione, diplomata in Scienze Umane. Appassionata di musica, sport e fotografia. Esperienza lavorativa in vendita assistita, animazione e delivery. Nel tempo libero amo andare al mare o in montagna.

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