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Teatro del Segno, arriva un nuovo laboratorio

Teatro del Segno, aperte le iscrizioni a “Mi sono scritto addosso…”, laboratorio Teatrale per attori e allievi. Sarà diretto da Gianfranco Berardi (Premio Ubu 2019) e Gabriella Casolari.

Il laboratorio sarà in programma dal 24 al 27 ottobre 2022 al TsE di Is Mirrionis in via Quintino Sella a Cagliari. Un laboratorio per la Stagione di Teatro Senza Quartiere 2022-2023, organizzata dal Teatro del Segno nell’ambito del progetto pluriennale Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro (2017 – 2026).

Il ciclo sarà di quattro incontri, da lunedì 24 a giovedì 27 ottobre, tutti i giorni dalle 18.30 alle 22.30. Lo scopo è cimentarsi con la creazione di un testo originale. ”Attraverso l’utilizzo di tecniche attoriali e autoriali si affronteranno e analizzeranno le tre fasi fondamentali del processo teatrale. La scrittura scenica, la composizione registica e la recitazione” – spiegano i due artisti –. Una storia vera o inventata che scaturisce dal vissuto personale, dalle esperienze, dai ricordi, o in parte dalla fantasia. Spaziando tra registri differenti, dall’ironia anche “nera” alla poesia, diventa così spunto per comporre ”Un breve atto unico, in cui raccontare se stessi, il mondo e realtà che ci circonda, in un percorso che diventa anche un pretesto per raccontarsi e conoscersi meglio”.

Un focus sul laboratorio

Il percorso creativo volto alla creazione e messa in scena di un monologo, fa parte del ricco carnet di attività. Iniziative previste per la Stagione di Teatro Senza Quartiere 2022-2023 organizzata dal Teatro del Segno nell’ambito del progetto pluriennale Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro (2017 – 2026). Realizzata con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

“Mi sono scritto addosso…” è un corso intensivo pensato in più sessioni di lavoro. La prima è concentrata in quattro giornate dal 24 al 27 ottobre, dalle 18.30 alle 22.30. In questi giorni i partecipanti potranno cimentarsi con la elaborazione di un testo teatrale. Il tutto partendo dal proprio vissuto, dalle esperienze personali, artistiche e umane. Per poi dar voce ai ricordi e alle emozioni utilizzando le diverse tecniche autoriali e attoriali. Trasformando la propria storia in materia incandescente da portare sul palco davanti a un pubblico.

Un viaggio interiore per ritrovare le proprie radici e riscoprire l’inizio di una vocazione. L’ispirazione per uno spettacolo nasce da un’intuizione e da una necessità. Ciascuno di noi è portatore di memorie individuali e familiari, di un immaginario nutrito da letture e visioni. Di una sua sensibilità così come di speciali attitudini e talenti. Un’idea è come la scintilla che dà l’avvio alla creazione, per poi passare attraverso un intenso e sovente lungo percorso di elaborazione. Per poi dare forma teatrale all’ineffabile e all’indicibile che albergano dentro ciascuno di noi.

Tra gli apparentemente infiniti modi in cui un pensiero può essere tradotto in azione, ve ne sarà comunque (almeno) uno particolarmente adatto e calzante, che risulti perfettamente “intonato” alle qualità dell’interprete, quasi “cucito” addosso come un abito su misura, in cui ogni accento e ogni gesto, perfino lo sguardo e il respiro, il battito del cuore trovano la loro misura “naturale”.

Scavare nel repertorio

“Mi sono scritto addosso…” è un laboratorio in cui i due artisti condividono le loro scoperte e i loro segreti sul come e dove cercare e trovare questa perfetta corrispondenza risvegliando la fantasia. Il vasto repertorio di “copioni” scritti dai grandi drammaturghi del passato, dai tragici greci ai classici del Novecento. Fino alla drammaturgia contemporanea. Trame e personaggi diversissimi e capaci di rispondere alle varie istanze di un artista. Ci si potrebbe perfino domandare se sia davvero necessario produrre nuovi testi a fronte di tali e tanti capolavori.

Tuttavia è un esercizio utile per ogni interprete provare a inventare i dettagli, le vicende, il carattere, i gusti, perfino la routine quotidiana del suo personaggio. Qui la situazione è in parte capovolta rispetto alla lezione stanislavskijana, l’attore è al centro con il suo universo creativo cui attingere per comporre un breve atto unico.

Il monologo

Il monologo non è naturalmente una scelta obbligata, semmai uno dei risultati possibili. La voce narrante può colorarsi di molteplici echi, riportando di volta in volta situazioni anche complesse, purché si abbia cura di distinguere tra i soggetti parlanti trovando per ciascuno un modo. Un accento, una “nota” particolare affinché si possa realizzare il gioco della finzione, più vera e credibile della vita stessa.
Si tratti di un flusso di coscienza, di un percorso onirico o di una narrazione iperrealista. Lo spettacolo deve essere in grado di affascinare gli spettatori, tenerli prigionieri di un incantesimo, costruire un’aspettativa e restituire un finale . Un finale in cui come magicamente confluiscono e si intrecciano tutti i fili a comporre un unico, convincente disegno.

Un laboratorio con un mare di possibilità

“Mi sono scritto addosso…” è un laboratorio che offre agli attori – professionisti e no – preziosi strumenti per analizzare e comprendere un’opera teatrale e per poter a loro volta mettersi alla prova come autori, con estro e immaginazione. Il tutto attraverso l’utilizzo di tecniche attoriali e autoriali. Si affronteranno le tre fasi fondamentali del processo teatrale: la scrittura scenica, la composizione registica e la recitazione.

«Facendo appello a cifre espressive quali la cattiveria e la comicità, l’ironia e la poesia, mescolando elementi autobiografici e temi universali, e prendendo spunto dal percorso personale di ciascun partecipante, si costruiranno per ognuno i materiali utili alla realizzazione di una vera e propria messinscena che conduca alla creazione di un breve atto unico, in cui raccontare se stessi, il mondo e realtà che ci circonda, in un percorso che diventa anche un pretesto per raccontarsi e conoscersi meglio».

Il percorso laboratoriale continuerà con altri quattro appuntamenti tra febbraio e agosto 2023. L’obbiettivo è quello di debuttare con l’esito scenico in seno alla XV edizione del Festival “Percorsi Teatrali” organizzato dal Teatro del Segno a Santu Lussurgiu (OR).


La Compagnia Berardi Casolari

Nel 2001 Gianfranco Berardi, attore pugliese non vedente, lavorando nella produzione “Viaggio di Pulcinella alla ricerca di Giuseppe Verdi” di e con Marco Manchisi, incontra sulla scena l’attrice Gabriella Casolari. Con lei inizierà un percorso che, dopo varie esperienze con diverse realtà produttive di calibro nazionale ed internazionale nel settore teatrale, cinematografico e radiofonico, convoglierà a maggio 2008 nella Compagnia Berardi Casolari.

La poetica espressa dal gruppo appartiene a quella branca teatrale generalmente riconosciuta come teatro contemporaneo. In particolar modo affonda le sue radici in quella corrente detta “nuova drammaturgia”. La compagnia, infatti, fino ad oggi ha sempre messo in scena opere originali di drammaturgia contemporanea, scritte dagli stessi Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari. Annovera al suo attivo già due pubblicazioni: “Viaggio per amore – dal deficiente a Land Lover” (Ubulibri Milano 2010) e “In fondo agli occhi” (Editoria & Spettacolo – ottobre 2013).

Si occupa principalmente di produzione, promozione e diffusione di spettacoli teatrali, con qualche parentesi dedicata alla formazione. Pur considerando prioritario l’aspetto popolare di ogni singolo lavoro, lo stile del duo apulo emiliano si muove fra il teatro tradizionale ed un linguaggio più sperimentale ed innovativo, tanto da definire i propri lavori vere e proprie “Tragicommedie”, in cui la miseria del vivere diventa spunto comico e la leggerezza veicolo per la riflessione.

About Marta Collu

Appassionata di storia dal 1996, amo scrivere da quando ho memoria. Quando non ascolto i podcast di Barbero ascolto le playlist più disparate in base all'umore del giorno (e ovviamente Unica Radio). Lavoro come animatrice in una casa di cura e provo ad affrontare il mondo con gentilezza.

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