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Il ricordo

Giuseppe Pinelli anarchico e partigiano italiano, di professione ferroviere, animatore del circolo anarchico Ponte della Ghisolfa e giovane staffetta nella Brigata Autonoma Franco.

La sua storia di un uomo rivoluzionario che ancora oggi vive nei ricordi della moglie Licia e le figlie Silvia e Claudia.

Dicembre 1969

Giuseppe Pinelli muore e dopo oltre mezzo secolo, manca ancora la verità sulla morte dell’ex ferroviere anarchico che nel 69 perse la vita.

La morte, o l’assassinio di Giuseppe Pinelli è soltanto un altro pezzo del puzzle mancante.

Contrassegnato da una lunga serie di depistaggi e di bugie che composero la vicenda di Piazza Fontana.

Giuseppe Pinelli anarchico e rivoluzionario

La morte dell’ex ferroviere determinò un ruolo fondamentale nella costruzione di un percorso, giudiziario e mediatico, che sviò le indagini, allontanandole dai veri colpevoli, cioè dalla matrice neofascista facente parte del gruppo Ordine Nuovo.

In conclusione da quel momento la voglia di testimoniare da parte della moglie Licia diventa quasi un esigenza tanto che lei scrive un libro dal titolo “Una storia quasi soltanto mia” in collaborazione con Piero Scaramucci.

“Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò all’inizio degli anni ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina d’anni, da quell’inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l’Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia dalla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo racconto appare come un documento di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere.” (Piero Scaramucci)

Inoltre è stato scritto un altro testo dedicato interamente alla moglie di Pinelli, dall’autore Marco Severini che riprende come titolo il nome della donna, “Licia”.

About Eleonora Melis

studentessa di Beni culturali e spettacolo con la passione per la fotografia, la musica e i viaggi. Dopo essermi diplomata alle superiori sono andata a vivere alle Canarie, a Lanzarote e dopo 5 anni sono tornata qua in vacanza e ho conosciuto quello che ad oggi è mio marito e papà dei miei 2 bambini.

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