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CORO GIOVANILE SARDO 2

Cala il sipario sul Festival “Sos arrastos de Grassia”

Il Festival “Sos arrastos de Grassia”, tributo al premio Nobel Grazia Deledda, giunge alla fine con successo

È calato il sipario sul festival Sos arrastos de Grassia e per l’associazione Voches ‘e ammentos. Lo scorso fine settimana, grazie al coinvolgimento delle associazioni del territorio e a partnership importanti, ha offerto al pubblico una nutrita offerta culturale all’insegna della musica, della letteratura e delle arti popolari, è già tempo di bilanci.

“Questa edizione di Arrastos , la prima nella sua nuova veste di festival, si chiude con la consapevolezza di aver perseguito un obiettivo importante. Abbiamo cercato di dare corpo ad un progetto di valorizzazione delle espressioni artistiche, con il prezioso contributo della comunità”. Lo ha dichiarato la musicista Franca Floris, direttrice artistica della manifestazione che si è articolata in diverse iniziative nel solco dell’eredità della scrittrice Grazia Deledda.

“Archiviata con soddisfazione questa edizione della manifestazione, che pur nel rispetto dello spirito originario della valorizzazione delle espressioni artistiche tradizionali si è aperta alla musica colta. Il nostro impegno è già rivolto all’organizzazione del prossimo festival che si terrà in primavera”. Lo ha sottolineato Giovanni Vacca, presidente dell’associazione impegnata in una tre giorni densa di appuntamenti .

Il convegno

“Grazia Deledda, donna e scrittrice nella magica Sardegna”. È questo il titolo del convegno che si è svolto venerdì 30 settembre nell’anfiteatro comunale di Galtellì e dal quale è emersa una figura in grado di stagliarsi ancor oggi per la sua modernità.

Le relatrici Neria De Giovanni, Vanessa Roggeri e Alessandra Derriu, coordinate dal giornalista della Nuova Sardegna Luciano Piras, hanno restituito al pubblico una figura di donna in grado di coniugare l’impegno e la passione per la letteratura con la volontà di inseguire i propri sogni. Se la saggista De Giovanni, a capo della giuria del premio Canne al vento, si è soffermata sulla solitudine che perseguita la scrittrice e sulla consapevolezza di aver preso in mano la sua vita, la scrittrice Vanessa Roggeri ha approfondito l’influenza della Deledda sulle giovani generazioni, scrittori e no, mentre l’archivista Alessandra Derriu ha riportato l’attenzione sul progetto di ricerca servito a riportare alla luce i documenti custoditi negli archivi di Stato e ricollegabili ai romanzi della Deledda.

Il convegno era impreziosito dalle letture di Monica Corimbi. L’accompagnamento invece, da due giovani musicisti: il violinista Samuele Porcu e la flautista Martina Porcheddu. Si è concluso con un importante messaggio alla politica: la richiesta dell’inserimento obbligatorio dell’opera del premio Nobel nei programmi scolastici ministeriali.

Il premio Mastru ‘e ammentos

Il festival, dal 2021, in linea con il pensiero della scrittrice che si ispira alla tradizione, conferisce un premio articolato in due sezioni. Per chi si è contraddistinto nella valorizzazione e promozione della lingua e della cultura sarda. La cerimonia di premiazione si è svolta nella serata di sabato primo ottobre nella chiesa del Santissimo Crocifisso. Due artigiane di Galtellì, Maria Rita Vacca e Rita Soro hanno ricevuto il riconoscimento per la sezione arti popolari. Sono due tessitrici che da oltre quarant’anni nel loro laboratorio del centro storico, divenuto un punto di riferimento per studiosi e appassionati della tessitura, recuperano l’antica arte del telaio manuale e danno vita a manufatti in grado di riannodare i fili di una tradizione che stava scomparendo.

Il premio per la sezione musicale di Sos Arrastos è stato conferito al maestro di San Vito Luigi Lai, maggior virtuoso delle launeddas in Sardegna. Al musicista 90enne, che sabato sera si è esibito in una struggente esibizione del Requiem, il premio è stato conferito non solo in virtù della sua opera di divulgazione e valorizzazione, in Italia e nel mondo dello strumento popolare tricalamo identitario dell’isola. Ma anche per l’opera di insegnamento attraverso l’apertura di varie scuole in diverse parti della Sardegna.

Il concerto

Sempre nella serata di sabato del Festival Sos Arrastos de Grassia, dopo la consegna dei premi, la ribalta è stata tutta per la coralità isolana. La serata, condotta dall’attore Marco Moledda, ha preso il via con l’esibizione dei coristi del sodalizio di Galtellì Voches ‘ e ammentos. Con il maestro Pietro Marrone alla direzione, si sono esibiti in un repertorio basato su componimenti originali: due brani editi e uno inedito che prendono spunto dal romanzo Canne al vento e dalla poesia (ancora in fase di attribuzione) Siamo sardi. È toccato poi al Coro giovanile sardo, una delle maggiori espressioni della coralità isolana diretto dalla maestra Claudia Dolce per il repertorio profano e dal maestro Enrico Correggia per quello sacro, esibirsi in una performance che ha raggiunto livelli altissimi.

La serata è stata preceduta, in mattinata, dalle prove dei giovani coristi provenienti da ogni parte della Sardegna. Sono state eseguite nella suggestiva chiesa di San Pietro, edificio di culto del romanico pisano e luogo del narrato di Canne al vento.

I laboratori e le rassegne

La giornata conclusiva del festival, domenica 2 ottobre, è stata animata dai laboratori di canto a tenore e ballo sardo. Nel pomeriggio, il museo etnografico ha ospitato la spiegazione del canto a tenore da parte dell’esperto Andrea Deplano. Ha sottolineato le peculiarità di questa antichissima forma artistica commentando le esibizioni del tenore di Bitti Mialinu Pira e del Tenore garteddesu.

La serata è proseguita con il laboratorio di ballo tradizionale e si è conclusa con la rassegna di canto a tenore e l’esibizione nell’anfiteatro comunale dei gruppi folk Ortobene di Nuoro e Tradizioni popolari di Galtellì e con interventi musicali degli organettisti Totore Chessa, Gabriele Solinas Giovanni Mariani , Samuele Loriga e Simone Argiolas.

About Michela Noga

Studentessa del III anno di Lingue e Comunicazione residente a Oristano. Studio inglese e cinese e ho una grande passione per la danza sportiva. Aspiro a lavorare in un contesto internazionale.

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