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A Cagliari due concerti per piano solo

A Cagliari due concerti per piano solo in appendice al festival Forma e Poesia nel Jazz: protagonisti Ivan Dalia e Andrea Schirru.

Dopo le quattro intense giornate della scorsa settimana, Forma e Poesia nel Jazz propone a Cagliari due appuntamenti in appendice alla venticinquesima edizione del suo festival. Il primo è per giovedì 22 sempre al Lazzaretto, il centro comunale di arte e cultura nel quartiere Sant’Elia. Protagonista Ivan Dalia, in concerto per piano solo alle 20.30 in una serata con ingresso gratuito proposta nell’ambito della manifestazione Cagliari dal Vivo 2022 in occasione del trentesimo anniversario di ABC Sardegna (l’associazione bambini cerebrolesi). Il secondo si terrà sabato 24 settembre alle 18.30, presso la Basilica di San Saturnino, con Andrea Schirru.

Ivan Dalia

Artista eclettico, nella sua musica Ivan Dalia mescola le basi classiche più rigorose con influenze provenienti dal vasto mondo del jazz e dalle ricche tradizioni popolari del Sud Italia e mediterranee. Pianista e compositore, solista e leader di diverse formazioni jazz, nasce a Teverola, in una piccola città industriale vicino Napoli. Cieco dalla nascita, fin da piccolo ha scelto la musica per compagna di vita. A nove anni, andando incontro alla sua vocazione, i genitori gli regalano un piccolo piano a muro. A dodici comincia gli studi musicali al Conservatorio San Pietro a Majella, dove si diploma in pianoforte classico nel 2012 e in composizione nel 2016 con i più alti onori. All’età di ventidue anni vince il premio internazionale per musicisti ciechi nella città di Kursk, in Russia.
A Berlino, dove si trasferisce dal 2010 al 2016 per esplorarne la scena musicale e artistica, collabora con musicisti e artisti internazionali e forma il suo trio con musicisti latinoamericani debuttando al Tone Colours Festival. Nel 2018 esce il suo primo album dove è affiancato da Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, poi affronta tournée indipendenti con un seguito crescente. Tra i suoi ultimi progetti “un duo paradossale” con il baritono Luca De Lorenzo, che porta in scena uno spettacolo incentrato sull’opera buffa e la lirica. A Milano per alcuni mesi, forma con il batterista Alessio Pacifico e il bassista Raffaele Romano il Triovero. Una band dal carattere forte e diretto che fonde i ritmi del sud del mondo con il jazz. Sempre nella capitale lombarda conosce il pianista Mel Morcone con il quale dà vita per la prima volta a un duo pianistico, che debutta con successo con una performance singolare. Tra improvvisazioni classiche contemporanee, colonne sonore scomposte ed effetti luci intervallati dal buio totale.

Il secondo appuntamento

Sabato 24 settembre (ore 18.30), nella cornice della Basilica di San Saturnino, la chiesa più antica del capoluogo sardo, ancora un piano solo. Protagonista in questo caso Andrea Schirru, in un concerto con inizio alle 18.30 e ingresso gratuito. Presentato da Forma e Poesia nel Jazz in collaborazione con la Direzione regionale Musei Sardegna in occasione della Giornata Europea del Patrimonio. I posti sono limitati, perciò è raccomandata la prenotazione al numero 388 38 99 755. Prima del concerto, la storica dell’arte Marcella Serreli racconterà al pubblico presente il monumento.

Andrea Schirru

Nato nel 1989, Andrea Schirru intraprende lo studio del pianoforte all’età di undici anni dando il via a un lungo percorso che lo porterà nel 2015 a diplomarsi in Pianoforte Classico al Conservatorio di Cagliari. Attratto sin dalla più tenera età dal jazz, dalla black music e dal pop/rock, parallelamente agli studi ha sempre affiancato un’intensa attività dal vivo e in studio di registrazione come pianista e tastierista solista e in diverse band. Esplorando i generi musicali più disparati e trovandosi a suo agio sia negli ambienti musicali accademici che in quelli più informali.
Il progetto Piano Solo nasce dall’esigenza di comunicare in maniera schietta e sincera un messaggio musicale estremamente personale e intimamente autobiografico. Un percorso che trasporta l’ascoltatore in una sorta di viaggio onirico, quasi senza soluzione di continuità. Attraverso le melodie, i suoni e le immagini raccolte, filtrate ed elaborate dalla sensibilità del musicista. L’idea è quella di presentare il risultato di un lungo e accurato lavoro su alcune composizioni originali che vengono però rielaborate estemporaneamente. Nel tentativo di stabilire un forte legame fra esecutore e pubblico, cercando di ricreare quell’unicità del momento in cui l’uno condiziona l’altro e viceversa. Il tessuto connettivo, che crea una sorta di filo rosso fra i diversi brani, è l’improvvisazione di matrice jazzistica, a sua volta declinata in diversi altri stili. Ambient, blues, pop, free.

About Laura Piras

Studentessa della facoltà di Scienze Politiche. Vivo a San Sperate, un paese a circa 20 minuti da Cagliari. Mi piace seguire l'attualità e discuterne. Sono impegnata nel mondo del volontariato da circa 4 anni presso un'associazione di soccorso.

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