Il vaccino contro il vaiolo delle scimmie JYNNEOS (MVABN) può essere somministrato anche per via intradermica, sulla superficie interna dell’avambraccio, al dosaggio di 0,1 ml, da personale sanitario esperto in tale modalità di somministrazione.
Da una singola fiala di prodotto è possibile estrarre fino a 5 dosi da 0,1 ml di vaccino da destinare alla somministrazione. Questo è quanto stabilito dalla nuova circolare del ministero della Salute ‘Aggiornamento sulla modalità di somministrazione del vaccino JYNNEOS’. La circolare segue al parere dell’Ema, recepito ieri dalla Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco.
Arriva intanto la seconda tranche di dosi del vaccino da parte della Commissione Europea. Si tratta di 9.840 vaccini redistribuiti – secondo gli accordi – alle regioni. Lo si legge nella circolare
diffusa dal ministero della Salute e firmata dal direttore generale Gianni Rezza. Alla Lombardia il maggior numero di vaccini, pari a 2840; 1320 al Lazio, 840 all’Emilia Romagna, 720 al Veneto. Una quota di fiale verrà stoccata al Ministero della salute – si legge ancora nella circolare – come scorta per gestire eventuali necessità.
Cosa è il monkeypox
Il vaiolo delle scimmie (monkeypox) è un’infezione virale zoonotica, trasmessa quindi dagli animali all’uomo. E’ causata dal monkeypox virus appartenente alla famiglia Poxviridae (la stessa del vaiolo). Il nome deriva dal fatto che l’infezione viene identificata per la prima volta nelle scimmie nel 1958, mentre il primo caso nell’uomo risale al 1970. E’ endemico (ovvero stabilmente presente nella popolazione) nelle regioni della foresta pluviale tropicale dell’Africa centrale e occidentale.
Il primo focolaio al di fuori dell’Africa risale al 2003 negli Stati Uniti, era un focolaio legato a un’importazione di mammiferi infetti. Dal 2018 al 2021 sono riportati al di fuori dell’Africa 12 casi di vaiolo delle scimmie associati a viaggi. Nel 2022, per la prima volta, sono segnalati negli Stati membri dell’Unione Europea e nel mondo (in paesi non endemici) molti focolai non riconducibili ai viaggi o all’importazione di mammiferi. l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo delle scimmie un’emergenza di salute pubblica internazionale e sta collaborando con le autorità sanitarie dei diversi Paesi per prevenire un’ulteriore diffusione dell’infezione.