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FOTO OJS DUO TAUFIC G. Palitta

Scrivere in Jazz ritorna l’8 e 9 settembre in sala Sassu

Composizioni da tutto il mondo per la XVII edizione di “Scrivere in jazz”. Temi ispirati alla Tasgia gallurese e al repertorio di Gian Luigi Trovesi

Sono nove e arrivano da tutto il mondo le composizioni finaliste del Concorso Internazionale di composizione ed arrangiamento per orchestra jazz “Scrivere in Jazz”. Dopo l’edizione del 2020 in streaming la manifestazione biennale torna ora in versione live nella due giorni dell’8 e 9 settembre alle 21 sul palco della Sala Sassu.

Scrivere in Jazz” nasce nel 1991 per consentire a compositori di qualunque estrazione artistica e provenienza geografica di misurarsi con il jazz. Ma anche di confrontarsi con la musica etnica della Sardegna attraverso la composizione di brani ed arrangiamenti scritti per l’Orchestra Jazz della Sardegna.

La “Tasgia” gallurese

Il tema ispirato alla tradizione sarda su cui si sono confrontati i compositori in questa diciassettesima edizione è la “Tasgia” un canto polifonico diffuso principalmente in alta Gallura. I concorrenti che hanno voluto misurarsi con il jazz hanno lavorato invece su brani del compositore Gianluigi Trovesi. Grande novità di quest’anno è la sezione di composizioni originali dedicata esclusivamente a studentesse e studenti iscritti ai conservatori italiani e stranieri la cui risposta è stata sorprendente.

Realizzato con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alla Cultura, Comune di Sassari, Regione Sardegna, Ministero della Cultura e Fondazione di Sardegna, in collaborazione del Conservatorio Canepa di Sassari il concorso conferma il successo internazionale delle precedenti edizioni. Anche nell’edizione 2022 sono infatti circa cinquanta le composizioni che hanno partecipato, elaborate da musicisti che provengono da Australia, Stati Uniti, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Spagna, Ungheria.

Nutritissima la commissione selezionatrice, composta da musicisti affermati tra i più rappresentativi del mondo delle Big Band, che ha sottoposto ad un’attenta analisi le composizioni e arrangiamenti. Ecco i nomi: Duccio Bertini, Gabriele Comeglio, Michele Corcella, Mario Corvini, Riccardo Fassi, Corrado Guarino, Pino Jodice, Mario Raja, Marco Tiso.

Le composizioni

Tre le composizioni ammesse alle finali nella sezione A, dedicata ad elaborazioni di composizioni basate sulla “Tasgia”: “Betsabea” del pugliese di Lecce Gabriele Di Franco, “Bonorva” del toscano di Grosseto Leonardo Prunetti e “TB” del molisano di Campobasso Nicola Corso.

Tre anche le composizioni a tema libero della sezione B che accedono alla fase finale: “Renegade” dell’austriaco di Graz Tobias Hoffmann studente presso Kunstuniversität di Graz, “Sam” della romana Laura Giulia Veltri studentessa del Det Jyske Musikkonservatorium di Aarhus (Danimarca), “Seeds” di Francesco Spinazza di Spoleto studente presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
I tre finalisti della sezione C, dedicata agli arrangiamenti di brani di Gianluigi Trovesi: l’ungherese di Pecs Daniel Hofecker con “Dance For a Fat Arlecchino”, il pugliese di Gravina in Puglia (BA) Gerardo Pepe con “Gargantella” e il marchigiano di Corinaldo (AN) Diego Donati con Siparietto.

Giovedì 8, ad ingresso libero l’Orchestra Jazz della Sardegna diretta da Gavino Mele eseguirà le nove composizioni finaliste. Venerdì 9, ingresso 10 euro, nella prima parte salirà sul palco insieme all’OJS diretta da Corrado Guarino il sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi per un set interamente dedicato alle sue composizioni, nella seconda parte verranno decretati i vincitori, uno per categoria, della diciassettesima edizione del concorso internazionale.

About Michela Noga

Studentessa del III anno di Lingue e Comunicazione residente a Oristano. Studio inglese e cinese e ho una grande passione per la danza sportiva. Aspiro a lavorare in un contesto internazionale.

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