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CONFARTIGIANATO OLBIA FASOLINO SERRA OLBIA 02 LUGLIO 2022

Artigianato digitale e PNRR

Le sfide “glocali” dell’artigiano digitale della Sardegna: un convegno a Olbia per sfruttare il PNRR per modernizzazione e sviluppo.

Prospettive e opportunità delle 3.156 imprese digitali sarde e dei circa 8.500 dipendenti. “L’Isola terreno fertile per sviluppo e crescita delle imprese innovative. Fondi europei, occasione da non perdere”. Dice Maria Amelia Lai, la Presidente Confartigianato Sardegna. “Per l’artigianato pronti altri 18 milioni di euro: settore trainante per tutta l’economia regionale”. Sostiene Fasolino, Assessore Regionale Bilancio.
Sono 40 i miliardi di euro stanziati dal Governo per la crescita e digitalizzazione delle imprese in tutta Italia. Una consistente quota di questi fondi arriverà anche in Sardegna a sostegno della modernizzazione, del cambiamento e dello sviluppo delle realtà tecnologiche della regione. La cui mission è innovazione e ricerca.
L’occasione per dibattere e confrontarsi su come sfruttare i finanziamenti del PNRR in favore delle realtà digitali nell’Isola e nel resto d’Italia è stata il Convegno Regionale. Organizzato da Confartigianato Imprese Sardegna a Olbia, dal titolo “L’artigiano digitale tra PNRR e sfide “glocali”. Iniziativa che ha visto incontrarsi imprese, politici e Istituzioni. Per ragionare sulle prospettive e sulle opportunità che il Piano di Ripresa e Resilienza offrirà al sistema delle 3.156 imprese digitali sarde e dei circa 8.500 dipendenti.

I lavori sono stati aperti dall’intervento da Maria Amelia Lai, Presidente Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna. E coordinati da Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna.

“Per competere nel mercato odierno uno degli strumenti prioritari è il digitale – ha subito detto in apertura la Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai. “Su questa linea il Governo ha messo a disposizione per le attività produttive oltre 40 miliardi di euro. 24,8 per digitalizzazione, competitività, cultura e turismo, 10 per istruzione e ricerca, 5 per rivoluzione verde e transizione ecologica. Insomma, il PNRR è uno strumento per rendere l’Isola e l’Italia un po’ più simili agli altri Paesi. Più digitale e infrastrutturata, più green, più attenta alla formazione alla ricerca, più equilibrata socialmente e territorialmente”.
E in Sardegna il “terreno” per lo sviluppo e la crescita delle imprese tecnologiche è molto fertile. Lo dimostrano i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna che ha analizzato il panorama di queste realtà.

Dalla produzione di sistemi robotici all’ingegneria informatica, dalla creazione di software ai servizi informatici, dalla realizzazione di portali web fino all’elaborazione dati.

Sono ben 3.156 le imprese sarde attive nel digitale e che sono pronte a fornire servizi e supporti innovativi a tutta l’economia regionale. Un settore caratterizzato da una forte impronta artigiana (circa il 75%) con un numero addetti che supera le 8.500 unità. A livello nazionale le imprese dei servizi digitali sono oltre 146mila.
A supportare questi dati, c’è anche l’indice regionale DESI 2021. Che misura la digitalizzazione dell’economia e della società tenendo conto del livello di connettività, di competenze, dell’uso di servizi internet, di integrazione delle tecnologie digitali e di diffusione del digitale nella PA. Secondo questa analisi, la Sardegna si posiziona al 13esimo posto nella classifica nazionale ma prima tra le regioni del Mezzogiorno. Di contro, per quota di soggetti connessi ad elevate velocità si posiziona invece in terz’ultima posizione.
“Da subito il Governo ha compreso come il digitale non rappresenti più una semplice opzione ma una vera e propria necessità. Una spinta importante alla digitalizzazione per tutte le imprese italiane. E quindi anche per quelle della Sardegna – ha continuato la Presidente -. Per questo il PNRR ha posto grande attenzione alla trasformazione digitale e ai temi della ricerca e dell’innovazione una scelta lungimirante e cruciale per rilanciare e accelerare lo sviluppo della nostra Isola e del nostro Paese. Tuttavia, per l’attuazione del Piano dobbiamo affrontare alcune sfide molto delicate per evitare di disperdere e sprecare le risorse economiche che andremo a investire nei prossimi mesi. Lo snodo da affrontare è quello di capire come essere in grado di passare realmente dall’intento all’impatto. Ovvero dalle dichiarazioni di principio e di indirizzo politico a favore dell’innovazione, ad azioni concrete che abbiano un impatto positivo, concreto, trasformativo e non solo di facciata. Di dichiarazioni di intenti ne sentiamo tante, tutti i giorni. Intenti che sono diventati anche più forti e autorevoli con l’arrivo del PNRR. Ma che da soli non possono certo bastare a migliorare la Sardegna e il resto dell’Italia”.
“Fino a questo momento, la motivazione con la quale si giustificava la mancanza di azioni mirate a innovare tramite il digitale era legata alle risorse. Troppo poche, non sufficienti o addirittura mancanti – ha ripreso il Segretario di Confartigianato Sardegna, Daniele Serra -. Ora, i fondi mancanti non possono più essere un motivo per non innovare. Ma per avere impatti rispetto agli investimenti dei fondi PNRR serviranno strumenti attuativi, meccanismi attraverso i quali si possono scaricare a terra gli intenti per avere impatti. Se gli strumenti sono troppo complessi e non funzionano, come ci hanno dimostrato esperienze del passato, non abbiamo impatto. Senza accusare nessuno, notiamo tutti i giorni che, per tentare di sfruttare le risorse, si sta dando vita ad aggregazioni molto complesse tra enti statali, organismi di ricerca pubblici e imprese. Che si tengono insieme con progetti, ai noi, poco chiari nel senso che non ne comprendiamo l’obiettivo da raggiungere. Vorremmo evitare che questo succedesse anche in Sardegna”.

“In Sardegna, forse più che in altre regioni, sta crescendo la propensione delle imprese a investire in ricerca e tecnologia”

Sottolinea il Segretario. “Tutto ciò è stato sostenuto, in larga parte, anche dagli incentivi statali per la trasformazione digitale e l’adozione di tecnologie 4.0, e favorito dai bandi promossi anche nella nostra regione”.
Però un limite allo sviluppo digitale delle imprese sarde è dato dall’ancora insufficiente livello di competenze proprio all’interno delle realtà produttive. “Questa crisi economica, collegata prima alla pandemia e ora alla guerra, ha accelerato i fenomeni di digitalizzazione da parte di tutte le imprese, incluse le micro e piccole, che hanno pressoché raddoppiato il loro tasso di adozione delle tecnologie digitali– ha rimarcato la Lai. “Però il vincolo principale alla trasformazione digitale è sempre rappresentato dalla mancanza di competenze proprio all’interno dell’impresa, sia per quanto riguarda gli imprenditori che per quanto riguarda il capitale umano. Lo “skill gap” delle MPI sarde, come quelle del resto d’Italia, rappresenta una criticità di lunga durata e un freno alla loro competitività. Su questo dobbiamo lavorare, su questo dobbiamo intervenire e su questo le Istituzioni devono puntare. Cancellare il divario interno è diventato uno degli obiettivi primari”.
“Senza dimenticare come il PNRR debba diventare realmente patrimonio delle comunità e imprese a cui chiede di correre e a cui promette risorse necessarie alla ripresa – ha precisato la Presidente -. Imprese, terzo settore, cittadini, devono conoscere, in modo approfondito, ciò che il Piano promette di realizzare, gli sforzi che chiede e il potenziale di cambiamento che contiene. Senza nascondere le criticità, ma aprendo a percorsi di coinvolgimento e co-progettazione, che sono necessari e che bisogna progettare per cogliere le sfide”.
“Questa del PNRR è un’occasione che la nostra Isola non può lasciarsi sfuggire – ha concluso – per questo auspichiamo che anche da noi possa arrivare una cospicua fetta di finanziamenti che servirebbero a concludere il progetto della Banda Ultra Larga, ridurre al massimo i costi di transazione della trasformazione digitale e incentivare all’acquisto di soluzioni tecnologiche adeguate che portino un reale sviluppo digitale delle imprese”.

About Laura Piras

Studentessa della facoltà di Scienze Politiche. Vivo a San Sperate, un paese a circa 20 minuti da Cagliari. Mi piace seguire l'attualità e discuterne. Sono impegnata nel mondo del volontariato da circa 4 anni presso un'associazione di soccorso.

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