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Nustar festeggia a Cagliari i suoi 10 anni del telescopio satellitare ai raggi X

Era il 13 giugno 2012 quando il telescopio satellitare ai raggi X  Nustar (acronimo di Nuclear Spectroscopic Telescope Array) veniva lanciato in orbita dalla NASA con lo scopo di osservare oggetti ad altissima energia come i buchi neri e le stelle di neutroni.  Ora, dopo dieci anni esatti, si riuniscono a Cagliari da ogni parte del mondo gli astronomi ed esperti che lo usano e che si stanno preparando per il suo successore.  

Nustar compie dieci anni e non poteva esserci occasione migliore di festeggiare che un meeting internazionale dei suoi più esperti utilizzatori. Per la prima volta un incontro così importante viene ospitato in Italia, a Cagliari, sotto la guida di Daniel Stern, Project Scientist di NuSTAR che lavora al NASA-Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, e Matteo Bachetti, ricercatore dell’INAF di Cagliari che ha lavorato a lungo con NuSTAR svolgendo un  importante ruolo nella calibrazione degli strumenti di bordo.

NuSTAR è il primo telescopio spaziale capace di focalizzare i raggi X di alta energia provenienti dallo spazio e produrre immagini a questa lunghezza d’onda. È una missione NASA di tipo Small Explorer: satelliti a relativamente basso costo concepiti per dare una dimostrazione di una nuova tecnologia. Fin dal suo lancio nel Giugno 2012, NuSTAR raccoglie risultati scientifici importantissimi per la comprensione degli oggetti più misteriosi del cosmo: i buchi neri, le stelle di neutroni e le ancor più strabilianti “pulsar”, la più luminosa delle quali scoperta proprio da Nustar anche grazie al lavoro di Matteo Bachetti sulla calibrazione dell’orologio di bordo.

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Questa è una delle chiavi che maggiormente hanno contribuito al successo scientifico di NuSTAR. “Grazie alla sua capacità di captare la radiazione in raggi X e trasformarla in immagini – spiega Matteo Bachetti – Nustar, ha permesso di misurare con precisione la velocità di rotazione dei buchi neri, e di trovare buchi neri vicino al centro della nostra Galassia, dove è complicatissimo osservare coi telescopi tradizionali. Inoltre, ha permesso di studiare a fondo i segnali delle stelle di neutroni, piccoli e densissimi fari cosmici che ci permettono, con la loro rotazione precisissima, di mettere alla prova le previsioni più estreme della relatività e della fisica particellare.”

La Missione

La missione NuSTAR prende il via grazie alla gestione del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, in California, ma ha una forte partecipazione internazionale ed in particolare italiana. L’Agenzia Spaziale Italiana ha svolto un ruolo importante nella progettazione della missione, concedendo l’uso della sua stazione di terra di Malindi (Kenia) per la trasmissione dei dati, e curando la scrittura di parte del software di analisi dati. Un gran numero di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e di varie Università, inclusa quella di Cagliari, hanno contribuito all’indirizzo e lo sfruttamento scientifico della missione.

Uno dei punti di forza della missione NuSTAR è certamente un solido team internazionale di indirizzo scientifico, che dopo aver pianificato i primi due anni di missione, di grandissimo successo, nel tempo ha poi fatto da punto di riferimento del resto della comunità scientifica astronomica, fornendo consigli su come pianificare le osservazioni sfruttando al massimo le potenzialità degli strumenti, supporto a chi voleva analizzare i dati, e ovviamente proponendo nuove osservazioni. 

Il Meeting

Periodicamente, il team di NuSTAR si incontra in conferenze aperte alla comunità scientifica mondiale e discute gli avanzamenti della missione, i risultati scientifici più importanti, e ovviamente le strategie per rendere la missione sempre più scientificamente rilevante. I precedenti meeting si sono svolti al Caltech di Pasadena (2011, 2013, 2016), alla Columbia University di New York (2014), e all’Università di Bologna (2015).

Dopo un rinvio nel 2020 per via della pandemia di Covid-19, il NuSTAR Science Meeting 2022 si svolgerà a Cagliari, presso il Teatro Doglio, in forma ibrida. 80 studiosi/e da tutto il mondo saranno presenti a Cagliari, più altri/e 40 connessi via web. Il programma dura tre giorni nei quali si alternano keynote riassuntivi per presentare il progetto da parte dei responsabili dei vari gruppi di lavoro e presentazioni su singoli risultati da parte del resto della comunità scientifica.

L’occasione è speciale, perché il Meeting cade esattamente 10 anni dopo il lancio della missione. Tra i temi al centro dell’incontro: i risultati scientifici di questa decade, con uno sguardo al futuro: il coordinamento di NuSTAR con le missioni di prossimo lancio, e il concetto di telescopio spaziale HEX-P, che tra 10 anni potrebbe raccogliere il testimone di NuSTAR e rendere l’osservazione dei raggi X cosmici di alta energia ancora più facile ed efficace.

La gestione degli aspetti amministrativi e tecnici dell’evento è affidata all’agenzia Kassiopea Group. L’incontro sarà ovviamente anche un’occasione unica per far incontrare la comunità astronomica internazionale con i progetti scientifici e tecnologici sardi, inclusi il Sardinia Radio Telescope di San Basilio, il Distretto Aerospaziale, Sardegna Ricerche e l’Università.

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