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XXIII Festival dei tacchi dal 4 al 9 Agosto

Tanti ospiti affascineranno il pubblico con racconti di “libertà” dal 4 al 9 Agosto in Ogliastra.

Sarà la parola “libertà” il leitmotiv che  legherà gli spettacoli di questa XXIII edizione del Festival dei Tacchi. Organizzato dal Cada Die Teatro, con la direzione artistica di Giancarlo Biffi, si terrà tra i comuni di Jerzu e di Ulassai dal 4 al 9 agosto. Sei giornate, 16 spettacoli, 7 palcoscenici, 2 laboratori teatrali e presentazioni letterarie.

«Dopo due anni difficili e quello in corso non certo migliore, in cui le libertà individuali e collettive sono state messe a dura prova, non possiamo che aggrapparci nuovamente all’arte, al teatro, per provare a stare a galla e resistere alla barbarie di un tempo che ogni giorno si fa sempre più minaccioso. Nel presente che si fa futuro ci toccherà come in altri momenti, incamminarci lungo antichi sentieri in cui memoria e progresso, saranno ingredienti indispensabili per nuovi fiammanti incontri, nella ricerca audace di nuovi sogni. Tutti da vivere, tutti da sperimentare per una Libertà da curare e proteggere come la figlia più preziosa». Lo spiega il direttore artistico Giancarlo Biffi.

Saranno libertà violate quelle raccontate da Pierpaolo Piludu in “Pesticidio” (4 agosto). Lo spettacolo prodotto dai padroni di casa aprirà la prima delle sei serate in programma. Il protagonista è Bachisio, un uomo semplice e mite, fortemente legato alla natura e alla sua esistenza di contadino. Egli sarà costretto alla lotta per far valere i propri diritti e difendere il valore della madre terra contro l’avidità dell’uomo e il potere del dio denaro. Durante la serata sarà proiettato un estratto del documentario “Dagli scarti nascon tesori” di Alessandro Mascia e Pierpaolo Piludu.

Di libertà ridotte e di scelte obbligate racconterà anche il premio Oscar Giuseppe Cederna (5 agosto) in “La cortesia dei non vedenti”.

Partendo dall’esperienza della poetessa polacca e premio Nobel Wislawa Szymborska, l’artista romano parlerà di Mediterraneo, di isole e di migranti che vi approdano. Un viaggio intorno alle questioni del mondo e alle ingiustizie della vita che mettono a dura prova l’esercizio delle libertà.

Ascanio Celestini (6 agosto) torna al Festival per celebrare uno tra gli uomini più liberi del nostro Novecento, Pier Paolo Pasolini con il suo “Museo Pasolini”. A cento anni dalla sua nascita, Celestini interpreta la guida di un ipotetico Museo dedicato alla figura dell’intellettuale scomparso nel 1975.  Cercherà di offrire risposte sulla sua vita attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuto, ma anche semplicemente amato, odiato o anche solo immaginato.

Valerio Aprea (7 agosto) sarà il protagonista di “Gola e altri pezzi brevi”. Viaggio nel ricordo dello sceneggiatore prematuramente scomparso Mattia Torre. Torre di libertà se ne prendeva tante quando scriveva del Belpaese. Metteva alla berlina molti vizi e qualche virtù di un popolo spesso votato alla menzogna di convenienza, all’inganno, al raggiro, al disperato inseguimento di miti fragili ed effimeri come il lusso sfrenato e delirante.

Scelte obbligate e libertà messe costantemente in discussione sono alla base anche dello spettacolo di Paolo Rossi (8 agosto) “Pane o libertà”. Il comico milanese si trova di fronte a un bivio: “scegliere tra mangiare, vivere o avere la libertà”. Per rispondere dialogherà sul palco con alcuni amici che non ci sono più. Sono gli “allegri morti”, che dell’inseguimento della libertà hanno fatto la propria ragione di vita: De Andrè, Jannacci, Fo, Gaber e persino il fantasma di Maria Callas.

L’ultimo spettacolo serale delle sei giornate del Festival (9 agosto) è dedicato all’astrofisica Margherita Hack.

Una donna straordinariamente libera da convenzioni e schemi predefiniti, una tra le massime esponenti mondiali della ricerca scientifica a cui il nostro Paese deve un enorme debito di riconoscenza. Ginevra Di Marco con Francesco Magnelli e le musiche dal vivo di Andrea Gozzi, mettono in scena “L’anima della Terra vista dalle stelle” (9 agosto). Un racconto in musica a cento anni dalla nascita della scienziata fiorentina, che ne racconta la vita, personale e professionale, i pensieri, il lavoro e l’irrefrenabile voglia di raccontare la verità ad ogni costo, di schierarsi e lottare.

Nella stessa giornata la giornalista Paola Pilia intervisterà Roberta Balestrucci Fancellu, autrice del libro “Margherita Hack, in bicicletta tra le stelle”. Ma non saranno solo le prime serate a raccontare di libertà e vite condotte alla sua ricerca. Il mito di Arianna, rinchiusa nel labirinto delle sue ossessioni, sarà al centro dello spettacolo “Voci. Ogni isola ha il suo labirinto” scritto e interpretato da Rossella Dassu con l’accompagnamento musicale di Marianna Murgia.

Per questa XXIII edizione torna anche un’amica di vecchia data del Festival.

Giuliana Musso, in veste di regista dello spettacolo “Cattivo”. L’attore Tommaso Banfi è un detenuto condannato all’ergastolo e “dimenticato” nella cella di isolamento di un carcere-isola.

“Storie meticce” di Alessandro Mascia del Cada Die Teatro è un progetto teatrale di storie raccolte e vissute, ma anche un viaggio dentro se stessi, per riappacificarsi con il proprio passato, con l’aiuto delle persone incontrate e delle loro vite, racconti e sogni.

Mamadou Diakité, della compagnia Bottega degli Apocrifi, porterà in scena “Racconto personale- incontro teatrale”. La storia narra di un giovane cittadino della Costa D’Avorio che si è messo in viaggio “senza valido motivo”. Semplicemente pensando di avere diritto a un’occasione nella vita per inseguire un sogno, ancora una volta, di libertà.

Luca Radaelli assieme a Walter Broggini, saranno gli interpreti di “Lear e il suo matto”. Un’originale messa in scena in forma di teatro di figura dove il re dialoga appunto col suo matto, ma alla fine sarà molto difficile capire chi dei due è il vero folle.

Giuseppe Cederna sarà protagonista anche di un secondo spettacolo “Odissea, un racconto mediterraneo”, progetto long seller di Sergio Maifredi. Egli dal 2011, con il Teatro Pubblico Ligure, restituisce all’originaria narrazione orale un poema caposaldo della letteratura occidentale. Qui si racconta di Odisseo accolto nella reggia di Alcinoo all’isola dei Feaci, esempio di civiltà e rispetto per l’uomo, dopo l’incontro con Calipso che con la sua promessa d’eternità non è riuscita a trattenere chi amava.

Troveremo poi Eliana Cantone

Sorprendente interprete del teatro italiano, è capace di rapire e affascinare il pubblico con una straordinaria vivacità comunicativa. Racconterà la storia della giovane Alba in “Alba dell’Orrido di Elva”. Alba, nata a Elva, tra le montagne della Val Maira, attraversa da adolescente la prima guerra mondiale. Ormai donna lascia le montagne per realizzare il suo sogno di diventare maestra; come dote porta con sé il segreto della guerra partigiana, della quale è partecipante attiva. Alba sopravvivrà anche alla seconda guerra mondiale e per la prima volta, ormai cinquantenne, sarà chiamata a esprimere il suo voto nel primo suffragio universale italiano.

TEATRO DEDICATO AI RAGAZZI

Nel variegato e articolato programma di questa edizione del Festival spazio anche a due produzioni dedicate in particolare ai più giovani. Marcello Sola del Teatro Telaio di Brescia racconta “Kon-Tiki. Un viaggio in mare aperto”. Kon-Tiki è il nome della zattera costruita nella primavera del ’47 dall’esploratore norvegese Thor Heyerdahl, che partì dal Perù per raggiungere via mare le isole della Polinesia Francese. Senza remi, senza motore, sfruttando solo la corrente marina, i venti alisei e la buona sorte: 101 giorni in mare aperto assieme a un pappagallo.

Tornano anche quest’anno, come di consueto, le storie del coraggioso Gufo Rosmarino, scritto e interpretato da Giancarlo Biffi. “Gufo Rosmarino al gran circo dei pinguini” è una dolce intrepida storia d’amicizia e fratellanza, sulle ali dell’avventura, attraverso il profondo sentimento dell’affetto. Di case che si lasciano e case che si trovano, case immobili e case in continuo movimento, case da cui si è portati via e case a cui si vuole ritornare.

LABORATORI

Durante le giornate del Festival si terranno anche due laboratori: “Storie ad alta voce” condotto da Giuseppe Cederna e “L’eresia del cannonau”, tratto dal libro di Gesuino Nemus, diretto da Rossella Dassu e Mauro Mou.

IL FESTIVAL SECONDO GLI AMMINISTRATORI DI JERZU E ULASSAI

«Jerzu continua a credere nella straordinaria forza e nell’immensa bellezza di quel grande strumento di educazione dell’anima che è il teatro. È come se Jerzu avesse, verso i suoi cittadini e i tantissimi visitatori, una sorta di “dovere morale” di portare avanti questa meravigliosa rassegna. Crediamo da oltre vent’anni nella straordinaria bellezza dell’arte, nell’emozione unica che trasmette uno spettacolo dal vivo; crediamo nell’imperativo morale del dover fare cultura e siamo orgogliosi dell’atmosfera che i visitatori respirano nelle notti agostane in cui l’apprezzamento per la nobile arte enologica, che da sempre contraddistingue Jerzu, si somma e si fonde con la fama del suo festival».

«Ulassai riapre con piacere le porte al Festival»

«La pandemia sembra aver ammorbidito i suoi effetti catastrofici. Il Festival, seppur con alcune accortezze doverose, può tornate ad essere condivisione, incontro, scambio, conoscenza e partecipazione. Una partecipazione anche fisica più sentita e meno sofferta. Il Festival è per il nostro territorio motivo di grande pregio perché lo valorizza grazie all’arrivo di tante persone che in quelle giornate lo popolano, lo vivono e lo arricchiscono di contenuti. Vogliamo che il Festival sia occasione di condivisione con il territorio intero, con i comuni, come quello di Jerzu, partner indiscusso del Festival da sempre, per innescare quell’effetto moltiplicatore di valore e ricchezza altrimenti inarrivabili. Siamo convinti che la cultura e la conoscenza trasmessa attraverso l’arte teatrale debba insegnarci prima di tutto a condividere per creare valore», spiega Carlo Lai, sindaco di Jerzu.

Il festival è sostenuto da Comune di Jerzu, Comune di Ulassai, Cantina Antichi Poderi, Fondazione di Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.

About Laura Piras

Studentessa della facoltà di Scienze Politiche. Vivo a San Sperate, un paese a circa 20 minuti da Cagliari. Mi piace seguire l'attualità e discuterne. Sono impegnata nel mondo del volontariato da circa 4 anni presso un'associazione di soccorso.

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