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Cagliari, esonerato Mazzarri, al suo posto ecco Agostini

Alessandro Agostini in panchina al posto di Walter Mazzarri. E’ arrivata l’ufficialità del Cagliari, che cambia per la seconda volta allenatore in una stagione.

Sull’orlo del baratro, a 3 punti dalla piazza che porta in B, atteso da un faccia a faccia che si annuncia rovente, domenica all’Arechi contro la Salernitana, la società rossoblù cerca di porre rimedio a uno scempio che si è aperto la scorsa estate e va avanti da quattro campionati giocati sul filo del rasoio. Ma c’è da capire se il rammendo non sia peggiore del buco.

Salvato lo scorso anno in extremis da Leonardo Semplici, complice il suicidio di Parma e Benevento, la squadra è ripartita con il tecnico ex Spal. Ma la storia è durata poco: tre turni, un pareggio e due sconfitte. Mai troppo amato dal patron Tommaso Giulini, Semplici ha preso la via dell’aeroporto. 

Mazzarri gli è subentrato con un buon pareggio, all’Olimpico con la Lazio. Ma la musica è cambiata per poco. Il tecnico di San Vincenzo in 32 gare – due di Coppa Italia – ha collezionato la media di 0,84 punti a partita, pari a sei vittorie, nove pareggi e 17 sconfitte.

La striscia peggiore in carriera dell’allenatore classe ’61. Sabato scorso, dopo la gara col Verona, Mazzarri ha lasciato intuire la rottura dei rapporti con il club e il gruppo. “Il presidente? Io parlo con la squadra, sono un dipendente, sa come trovarmi” la sintesi di quelle che probabilmente saranno le sue ultime parole alla guida del club.

Agostini, se verrà confermata la sua scelta, ha di fronte una montagna complicata da scalare. Terzo allenatore stagionale – undicesimo dell’era Giulini apertasi nel 2014 con Zeman, Zola, Festa, Rastelli, Lopez, Maran, Zenga, Di Francesco, Semplici e Mazzarri – ha compiuto un buon lavoro con la Primavera. Terzino sinistro, classe ’79, 298 gare in rossoblù tra il 2004 e il 2012, è atteso da un gruppo demotivato e scosso. Da rivitalizzare da testa a piedi per gli ultimi 270 minuti che possono evitare l’inferno. Con un primo comandamento: giocare alla morte. Che poi abbandoni il 3-5-2 mazzarriano e passi al 4-3-3 o al 4-2-3-1 utilizzato con i ragazzi, poco importa. Intanto, se viene issato sulla tolda della prima squadra va capito chi avrà al fianco con il patentino Uefa A: Agostini può allenare fino alla Lega Pro.

Qui, il comunicato ufficiale della società.

About Nicolò Murru

Amante del calcio, del cinema e di uno sport finto come il wrestling

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