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Visita al Parco archeologico “S’acqua Salada”

Visita al parco archeologico “S’acqua Salada”. Alla scoperta dei resti della necropoli e delle domus de janas di Pimentel.

Una visita guidata al Parco archeologico di “S’Acqua Salada” a Pimentel, in un percorso con visita all’omonima necropoli, al complesso di tombe ipogeiche di epoca neolitica e alle Domus de Janas in località Corongiu. È l’escursione organizzata dall’associazione Ichnussa Archeo Tour  per domenica 10 aprile.
L’appuntamento è per le 10 nella piazza del Municipio di Pimentel (via Zanardelli, 1, incrocio S.P. 33), da dove si partirà con i propri mezzi. La difficoltà è media poiché il terreno è in piano ma, a tratti, presenta zone in cui è roccioso, sterrato, in pietra, scosceso e generalmente umido, con pozze d’acqua. La visita ha una durata di circa tre ore. Si consiglia un abbigliamento comodo e adatto all’occasione. Non sarà permesso effettuare registrazioni video ma sarà possibile scattare foto.
La quota di partecipazione è di 15 euro a persona. I bambini dai 6 ai 10 anni pagano 10 euro. Il tour è a numero chiuso (massimo 20 persone) ed è pertanto necessario prenotare, contattando il numero 3497359799 (tramite chiamata o whatsapp), o l’indirizzo e-mail: [email protected]. Occorre indicare il numero dei partecipanti, nome, cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita (di ogni persona) entro sabato 9 aprile alle 20.

S’acqua Salada

È articolata in due aree poste a m 150 di distanza: la prima è costituita da domus de janas del tipo a proiezione orizzontale e a pozzetto (1, 2, 3, 4), l’altra da domus a pozzetto (5, 6, 7).
Particolarmente notevole la tomba 1, risultato di diverse fasi costruttive: originariamente del tipo a pozzetto con anticella e grande cella, poi dotata di un lungo corridoio d’accesso al posto del pozzetto ed ampliata sulla destra della grande cella, annettendo tre camerette sepolcrali di una confinante sepoltura. L’anticella ha il riquadro dipinto in ocra rossa. L’ingresso è volto a SO.
La tomba 2 è costituita da un pozzetto d’accesso e da una cella rettangolare il cui soffitto, parzialmente crollato, era originariamente sorretto da due pilastri. Sul pavimento è presente una vasca dove sono ricavate delle coppelle. La parete opposta all’ingresso presenta un ornato dipinto in ocra rossa: due protomi taurine con schema a T entro un riquadro rettangolare. Il colore rosso e la protome taurina sono i segni più comuni della religiosità neolitica sarda.La tomba 4 è articolata in un corridoio d’accesso, un’anticella e una cella. L’ingresso è orientato ad E. La cella, circolare, riproduce lo schema della capanna: lo dimostrano i particolari delle pareti e del soffitto dove corrono larghe fasce in rilievo simulanti il tetto e il relativo impianto ligneo di sostegno.
Prossima al primo gruppo di tombe è un’area sacra con focolare e coppelle probabilmente destinata ai rituali funebri che precedevano la tumulazione.
Le domus 5, 6, 7 sono del tipo a pozzetto con anticella e cella. La cella della tomba 6 presenta una nicchia rettangolare decorata con ocra rossa, un bancone sepolcrale ed un pilastro. Altre coppelle sono incise nella roccia sovrastante il secondo gruppo di tombe.

La necropoli

La necropoli viene datata al Neolitico finale (cultura di San Michele, 3200-2800 a.C.), ma non mancano attestazioni di un riuso durante il Bronzo antico (cultura di Bonnanaro, 1800-1600 a.C.).
Risale al Neolitico finale anche la domus più famosa della vicina necropoli di Corongiu. Violata da tempi immemorabili, è costituita da un pozzetto d’accesso, un’anticella e una cella. La parete d’accesso alla cella, sopra e ai lati del portello, mostra un interessantissimo ornato simbolico inciso e sottolineato in rosso. La fascia superiore è decorata al centro da un elemento verticale che si apre superiormente in due spirali: il naso e gli occhi della dea madre, secondo l’interpretazione degli studiosi. Ai lati in basso una linea a zigzag è limitata a destra da una spirale e a sinistra da due doppi cerchi. In alto, ai lati della doppia spirale od occhi della dea, sono rappresentati due motivi “a barca” con terminazioni a spirale. Due lunghi elementi verticali che si aprono superiormente e inferiormente in due spirali decorano le pareti ai lati del portello.

About Valentina Matzuzi

Sono una studentessa in Scienze della Comunicazione all'università di Cagliari. Ho 22 anni e vivo a Cagliari.

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