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Violenza di genere: come l’azione del singolo può fare la differenza

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Violenza di genere: come l'azione del singolo può fare la differenza
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Unica per sondaggio contro la violenza di genere. Intervista Ester Cois

Oggi su Unica Radio parliamo con la dottoressa Ester Cois; che, in collaborazione con Unica e l’associazione UNISAFE, sta portando avanti un sondaggio sulla violenza di genere. La Dr.ssa Cois si è dimostrata molto disponibile nel trattare un argomento che è in cima alle priorità per quanto riguarda i diritti civili: la lotta alla violenza di genere nelle università.

Il sondaggio nasce da un progetto internazionale. Un’ inchiesta europea, la prima sul tema della violenza di genere, a cui partecipano ben 45 università diverse; a rappresentare le Università Italiane c’è proprio l’Università degli studi di Cagliari. Quest’ultima ha scelto di creare un sondaggio partendo dalla necessità di partecipare a questo grande progetto su una questione poco conosciuta; Per poterlo studiare poi in chiave scientifica. Un tema che presenta pochi dati ma fin troppi episodi nella vita quotidiana.

L’importanza di studiare un tema come questo nel periodo storico in cui ci troviamo sta nella difficoltà di riconoscere la violenza di genere (sia subita che praticata, magari inconsciamente).

Il sondaggio propone 3 tipologie di violenza: la violenza subita (fisica, psicologica, economica ecc.); la violenza vista, episodi in cui siamo spettatori; e dove spesso rimaniamo tali; e infine la violenza praticata, dato che non è cosi semplice capire la discriminazione, specie quando siamo “dall’altra parte”.

Tra i vari quesiti del sondaggio si parla anche di cyberbullismo. Questo anche a proposito dell’influenza che gli ambienti digitali hanno avuto sul tema. Perchè i social network non sono un universo a se stante, ma sono formati da persone in carne e ossa. E quindi anche qui possono verificarsi episodi di violenza, quali per esempio gli “attacchi di branco” o le varie “shitstorm”. Legando poi la discriminazione nello specifico al genere di appartenenza della vittima. Perchè è di questo che si parla.

Una lotta che non deve essere vista come unilaterale, anzi.

Il sondaggio, come la Dr.ssa Cois specifica, è rivolto a tutti e tutte, indipendentemente da sesso, genere e orientamento sessuale. Non ci si rivolge a maschi e/o femmine oppure a uomini e/o donne; bensì alle persone. La violenza di genere non è mai un concetto oppositivo o dicotomico; può essere praticata o subita da chiunque; anche uscendo dall’ottica binaria. E’ dunque importante anzi necessario parlarne in chiave scientifica. Attraverso questo protocollo europeo che permetterà di comparare i dati raccolti.

Un discorso che preme sull’inclusività; un argomento che dovrebbe essere trattato più costantemente dentro gli atenei delle nuove generazioni. Il peso che ha la lotta contro la violenza di genere è esponenziale all’interno degli atenei; perchè facciamo parte delle generazioni che costruiranno la società futura; in sintesi, le generazioni del cambiamento. Università e istituzioni affiancate a questa purtroppo non sono un paradiso protetto; ergo non sono esenti da episodi di violenza di genere. A maggior ragione è tassativo premere su questo punto. L’ateneo di Cagliari si sta occupando sempre di più di inclusione, di contrasto alle discriminazioni e di promozioni del benessere organizzativo; questo anche tramite l’introduzione del suo primo piano per l’uguaglianza di genere nell’estate 2020.

Intanto è utile far conoscere l’argomento, per poi stabilire le politiche e le misure da attuare per estirpare una volta per tutte il fenomeno. A riguardo la Dr.ssa Cois ci parla di come è opportuno prenderne coscienza, essendo un tema controverso con definizioni sfumate; con il fine ultimo di creare un ambiente sano. Bloccare comportamenti che derivano dall’abuso di potere, come in ogni tipo di violenza.

Da questo punto di vista il sondaggio mira a catagolare fenomeni ricorrenti e creare conseguenti procedure chiare. Per sapere a chi rivolgersi, a chi parlarne, e soprattutto per avere delle attività con cui contrastare gli episodi di violenza ed evitare che si ripetano. Proprio dentro l’Università di Cagliari si sta discutendo per introdurre il cosiddetto “consigliere di fiducia“.

Sapere, conoscere, empatizzare per poi attuare soluzioni in gruppo. Perchè questi fenomeni riguardano principalmente la sfera intima e personale di ciascuno. Regole chiare che tutti conoscano, da poter applicare senza ambiguità. Ecco l’importanza del questionario; denunciare e/o far conoscere la propria esperienza personale. Perchè il singolo può fare la differenza del collettivo.

La partecipazione al sondaggio è facoltativa e assolutamente anonima ed è rivolta a tutto il personale (di ricerca e amministrativo) e alla comunità studentesca; per completarlo servono circa 20 minuti e le domande sono disponibili sia in lingua italiana che in lingua inglese.

Per poter partecipare vi è stata inviata una mail di invito alla compilazione; che troverete nella vostra casella di posta elettronica.

About Carlo Deidda

“Dove le parole non arrivano... la musica parla.”

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