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Aie: nel 2021 322mila libri piratati al giorno

Il 35% della popolazione sopra i 15 anni, l’81% degli universitari e il 56% dei professionisti utilizza libri, ebook e audiolibri in maniera illegale . Il 68% degli italiani considera poco probabile essere punito.

Durante la pandemia è cresciuto in Italia il fenomeno della pirateria di libri a stampa, ebook e audiolibri. In base alla seconda analisi commissionata dall’ AIE – Associazione Italiana Editori all’istituto di ricerca Ipsos, nel 2021 si sono compiuti 322.000 atti di pirateria al giorno. Dato in crescita del 5% rispetto al 2019. Dopo la prima edizione del 2019, la ricerca di Ipsos, ha raffinato il sistema di calcolo del giro d’affari sottratto al mercato legale.

La pirateria priva il mondo del libro di 771 milioni di euro di fatturato, pari al 31% del valore complessivo del mercato al netto di editoria scolastica ed export. Per il sistema Paese, conteggiando quindi anche le attività collegate a partire dalla logistica, i servizi e altro ancora, questo si traduce in una perdita di 1,88 miliardi di fatturato e un mancato gettito fiscale di 322 milioni di euro. La filiera del libro perde 5.400 posti di lavoro, che diventano 13.100 con l’indotto. Il fenomeno coinvolge più di un italiano su tre sopra i 15 anni (il 35%), il 56% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) e l’81% degli studenti universitari (la sintesi è in allegato).

Riccardo Franco Levi, presidente di AIE

Per questo Gli Editori chiedono al governo di intervenire. “Leggere, ascoltare o addirittura distribuire libri e audiolibri piratati significa contribuire a un fenomeno che toglie risorse economiche. Toglie posti di lavoro all’editoria, introiti fiscali allo Stato e riduce le opportunità per i giovani creativi di poter vivere del loro lavoro grazie ai diritti d’autore”. Ha spiegato il presidente di AIE Riccardo Franco Levi.

“Le persone ne devono essere coscienti, e consapevoli che possono essere chiamate a rispondere per gli atti illeciti che compiono. Su questo serve l’impegno delle istituzioni. La pirateria colpisce tutte le industrie creative italiane, editoria libraria e periodica, tv, cinema, musica, e laddove si sono avviate efficaci campagne di contrasto i risultati iniziano a farsi vedere”.

Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg

Il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, ricorda l’ampliamento degli strumenti contro i fenomeni di pirateria digitale perpetrati. In particolare, mediante le piattaforme social, telefoniche e di messaggistica istantanea. “Il rafforzamento dei poteri dell’Agcom in materia, sia sotto il profilo sanzionatorio sia sotto il profilo procedurale, va inteso come indispensabile completamento della disciplina di riferimento. Ed è, inoltre, di fondamentale importanza per l’industria dell’editoria giornalistica, chat e siti dedicati alla diffusione non autorizzata di testate giornalistiche, perdite stimate, da un’analisi molto conservativa effettuata dagli uffici di FIEG nell’aprile 2020, in circa 250 milioni di euro l’anno. Anche le diverse proposte di legge attualmente in discussione testimoniano la consapevolezza ormai diffusa dell’esigenza di intervenire, al fine di prevenire e, laddove necessario, reprimere la diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore mediante le reti di comunicazione elettronica, oltre che di garantirne la giusta remunerazione”.

La ricerca Ipsos

Secondo la ricerca presentata dal presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, gli italiani (popolazione sopra i 15 anni) sono consapevoli che piratare libri, e-book, banche dati è illecito e illegale. Risponde affermativamente l’82% (erano l’84%). Malgrado questo, sempre più persone ritengono poco o per nulla probabile che gli illeciti vengano scoperti e puniti (il 68%, erano il 66%). Invece, il 39% lo lo considerano un comportamento poco o per niente grave.

Il 23% (circa 1 su 5) ha scaricato illegalmente libri digitali o audiolibri. Il 17% li ha ricevuti da amici e familiari. Il 7% ha ricevuto da amici e familiari libri fotocopiati. Il 6% ha utilizzato chiavi di accesso non sue per accedere a ebook e audiolibri in abbonamento. Infine, il 5% ha acquistato libri fotocopiati.

Ad essere danneggiati sono tutti i settori del mondo editoriale. Le vendite perse nel settore della varia sono pari a 36 milioni di copie l’anno, per un mancato fatturato di 423 milioni di euro. Le copie (stampa e digitale) perse nel settore universitario sono 6 milioni, pari a un fatturato di 230 milioni di euro. Quelle nel settore professionale, invece, sono pari a 2,8 milioni di copie, con una perdita a valore di 118 milioni di euro.

About Valentina Matzuzi

Sono una studentessa in Scienze della Comunicazione all'università di Cagliari. Ho 22 anni e vivo a Cagliari.

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