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Dai ricercatori dell’Università di Cagliari arriva Active Label, l’“etichetta intelligente”

Il team di guidato da Carlo Ricci opera in Cittadella a Monserrato e ha brevettato il progetto premiato tra i migliori tre d’Italia a Roma.

“Ci muoviamo su ambiti inerenti l’ingegneria dei materiali avanzati”. Gli studi fanno parte dei primi contratti denominati Proof of concept: ai ricercatori cagliaritani un primo investimento di 210mila euro, con Active Label. “Abbiamo idee, strutture e figure all’altezza per una sfida molto motivante e competitiva” dice il prorettore Fabrizio Pilo.

L’innovazione con UniCa, Politecnico di Torino e Cnr, con Active Label

Sono stati siglati nei giorni scorsi i primi contratti d’innovazione con Università di Cagliari, Politecnico di Torino, e Cnr, per promuovere il trasferimento tecnologico di innovazioni “science-based”. Il percorso è rivolto al settore dei materiali avanzati e, più in generale, alla scienza e all’ingegneria dei materiali. In collaborazione con i principali atenei e Centri di ricerca italiani, il team di Eureka! – supportato dallo studio legale L&B Partners – ha elaborato un set contrattuale dedicato a investire su ricercatori tesi a valorizzare i risultati delle loro attività e condurli verso il mercato. T-Rem3die, Active Labels e PerovSky sono le prime iniziative di Proof of concept (Poc) scelte per un investimento complessivo di ottocentomila euro. Eureka! TT srl è una startup innovativa che agisce come società del Fondo “Eureka! Fund I – Technology Transfer”.

Dai trasporti alla filiera della distribuzione e dell’agroalimentare

Il team di ricercatori cagliaritani guidati da Carlo Ricci, con i colleghi del dipartimento di Fisica, Carlo Maria Carbonaro Daniele Chiriu e la collaborazione di Jessica Satta, Andrea Pinna Giacomo Cherchi, sono perfettamente inseriti nelle dinamiche di sviluppo innovativo. “Active label” è un’etichetta intelligente, di dimensioni inferiori a un centimetro quadro. “Contiene materiali capaci di individuare le variazioni della temperatura nel tempo e rende possibile – spiega il professor Ricci – la verifica delle condizioni di trasporto e stoccaggio. Ovvero, se è stato rispettato l’intervallo di temperatura ottimale di conservazione, di un determinato materiale edibile o sensibile alla temperatura. Questo permette di certificare la qualità e la sicurezza del prodotto confezionato, consentendo anche di ricalcolare la data di scadenza del bene limitando gli sprechi”.

Il team ha brevettato l’“etichetta intelligente” con successo: a Roma nel 2019 il progetto si è piazzato tra i migliori tre d’Italia. Con un budget operativo duecentodiecimila euro, il percorso si chiude ad agosto e può essere rifinanziato fino a un milione di euro.

Un mondo scientifico, tecnologico ed economico in continua evoluzione

“Il team di Active Label è forte e motivato. E garantisce il pieno raggiungimento dei risultati in un ambito ricco di prospettive di mercato e in attesa di nuove idee per innovarsi. Sono inoltre molto soddisfatto – spiega Fabrizio Pilo, prorettore Territorio e innovazione dell’Università di Cagliari – per questo investimento. L’ateneo ha accettato la sfida di Eureka ed è stato in grado di trovare le modalità per utilizzare capitali esterni per il trasferimento tecnologico. Abbiamo un gran numero di Poc che spero possano presto seguire agevolmente le orme di Active Label”.

Eccellenze e copartecipazioni, strada principe per competere e formare risorse qualificate

Il progetto “Active Label” dimostra anche la validità del modello di partnership “diffuse” disegnato per valorizzare l’eccellenza della ricerca su tutto il territorio italiano. Il Fondo, gestito da Eureka Venture, fornisce con Eureka!TT le risorse finanziarie ai progetti Poc presentati da ricercatori di Università e Centri di ricerca italiani; inoltre ne monitora l’avanzamento e i risultati degli investimenti nel tempo.

Proprietà Intellettuale e prototipi: sale l’asticella della validazione delle nuove tecnologie con Active Label

I finanziamenti dei Proof of concept sono ideati e strutturati per permettere la realizzazione di prototipi e la validazione delle tecnologie rispetto ai bisogni del marcato. “Active Label nasce da un team è molto motivato e proattivo. Il piano di sviluppo permetterà in otto mesi di validare una tecnologia proprietaria, molto promettente per il mondo dello smart packaging” sottolinea Anna Amati, partner di Eureka! Con Active Labels dell’Università di Cagliari sono stati già deliberati i finanziamenti per i progetti T-Rem3die (Politecnico di Torino), e PerovSky (Istituto di microelettronica e microsistemi, Cnr).

About Claudia Atzori

Sono Claudia Atzori. Sono nata nel '97 e ho la passione per il disegno e tutto ciò che è artistico.

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