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Sold out per Arturo Brachetti che conquista i teatri sardi con “Pierino, il lupo e l’altro”

Un concerto, uno show, una serata di spettacolo, risate, magia, musica e poesia.

Si potrebbero trovare tante definizioni ed aggettivi per descrivere il concerto “Pierino il lupo e l’altro” portato in scena al teatro Verdi dall’evergreen Arturo Brachetti. Attore, regista e star internazionale del trasformismo, accompagnato dall’orchestra di Teatro e/o musica.

Le definizioni sono gabbie inutili quando si parla di un artista che riesce da 40 anni a conquistare le platee grazie all’originalità delle sue proposte artistiche, ad un talento, ma soprattutto a quella carica di empatia che lo connette al pubblico.

La magia si è ripetuta anche nella prima assoluta regionale del concerto “Pierino il lupo e l’altro” inserito all’interno della rassegna “I grandi interpreti della musica”. Organizzato dalla cooperativa Teatro e /o Musica. Diretto dal maestro Giacomo Loprieno, il concerto ha registrato il sold out nei concerti presentati a Sassari e nella replica al teatro Massimo di Cagliari.

Un successo ed è incredibile poter tornare a scrivere queste due parole: “tutto esaurito” entrare in un teatro pieno di gente dopo due anni di pandemia, contingentamenti e incognite sul ritorno effettivo alla normalità è stata per tutti un’esperienza emozionante.

A Sassari sarà per sempre legato a Brachetti il primo, storico sold out post pandemia. Gli applausi del pubblico hanno accompagnato la performance dell’artista torinese “front man” di un’orchestra sarda che è riuscita ad entrare nella versione “brachettiana” dell’opera di Prokofiev. Brachetti conquista anche quando “non fa” Brachetti e sul palco porta l’arte dello showteller, del narratore teatrale che prende per mano adulti e bambini raccontando la grande musica classica. Ovviamente a modo suo.

Approfondimento

Con il “suo” “Pierino e il lupo” Brachetti è entrato nello spirito con cui Prokofiev scrisse l’opera: raccontare la musica dando ad ogni personaggio della favola la voce di uno strumento dell’orchestra. Brachetti “entra” dentro Prokofiev da fare il suo primo ingresso in scena vestendo il ruolo dell’artista russo “anzi ucraino” come sottolinea incitando un caloroso applauso. Da Prokofiev a Pierino il cambio d’abito dura un battito di ciglia e Brachetti qualche altro regalino trasformista lo fa ancora al pubblico “diventando”: lupo, Pierino, nonno e persino direttore d’orchestra.

Nel corso della serata l’artista propone anche qualche assaggio della grande arte dell’illusionismo di cui è maestro e un omaggio a Nino Rota. Nel finale gli applausi riportano l’artista sul palco per un bis dedicato alla musica di De André che si trasforma in performance raffinata e sognante contro la guerra. Ma il legame di Brachetti con la musica colta non termina qui, l’artista sta per iniziare le prove di un progetto che lo catapulterà nel mondo dell’opera lirica. Dal 4 al 16 di agosto l’artista debutterà al Festival di Salisburgo nel cast de “Il barbiere di Siviglia” di Rossini nell’allestimento di Rolando Villazon. In che ruolo? Un nuovo personaggio è stato cucito su misura per il re dei trasformisti.



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