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2022 anno della tigre, buone notizie per la specie

In aumento il numero delle tigri in natura, ma vivono confinate su una superficie pari al 5% dell’areale storico.

Il 2022 è l’Anno della Tigre e c’è una buona notizia che riguarda la conservazione del grande felino. Secondo l’ultimo rapporto del Wwf, “Impact on Tiger Recovery 2010-2022”, la tendenza di declino delle tigri si è finalmente invertita e lascia ben sperare. Mentre il numero complessivo delle tigri in natura sta aumentando, l’areale di distribuzione ha continuato a contrarsi. Le tigri sono oggi confinate su una superficie pari al 5% dell’areale storico.

Elementi salienti

Alcuni elementi salienti nel nuovo rapporto riguardano la nascita in Cina della più grande area protetta al mondo dedicata alla tigre e di un parco nazionale in Russia, dove il numero di tigri è triplicato. Il report presenta anche la Khata Forest Conservation Area, trasformata da soli 115 ettari di foresta a 3.800. 46 tigri utilizzano questo corridoio transfrontaliero tra India e Nepal, recentemente premiato per l’eccellenza nella conservazione.

“Questi progressi meritano di essere celebrati; ma dobbiamo riconoscere che si tratta di traguardi fragili e non uniformi in tutte le sottoregioni dell’Asia. Un declino pericoloso del numero di tigri si è verificato in Malesia e in Cambogia. In Laos e Vietnam ora questi straordinari felini sono probabilmente estinti”, sottolinea il Wwf.

La Global Tiger Initiative e il Tiger Summit

Nel precedente anno della Tigre, il 2010, si inaugurò la Global Tiger Initiative. Il primo incontro internazionale per la conservazione della tigre, il Tiger Summit, si tenne a San Pietroburgo. L’evento e l’iniziativa hanno innescato una collaborazione internazionale tra i governi dei 13 Paesi ricadenti all’interno dell’areale di distribuzione della tigre; la comunità di conservazione globale verso un obiettivo comune per il recupero della specie. Momento cruciale sarà il secondo Global Tiger Summit del 5 settembre 2022 a Vladivostock, in Russia. Si prevede l’incontro dei capi di stato con i ministri dei Paesi coinvolti con altri leader mondiali e con organismi intergovernativi, ong ed esperti di conservazione. Obbiettivo è determinare la prossima fase del piano di recupero globale delle tigri. Fra le possibilità anche quella di fissare un nuovo ambizioso obiettivo di espansione dell’areale.

“Il Tiger Summit 2010 ha messo in moto una serie di iniziative per la conservazione della tigre senza precedenti – spiega Stuart Chapman, leader dell’iniziativa Tigers Alive – I risultati dimostrano cosa si può ottenere attraverso impegni a lungo termine e collaborazioni per il recupero delle specie. La dedizione dei team sul campo, dei partner di conservazione e delle comunità che vivono nei paesi delle tigri sono alla base di questi straordinari risultati”. Per Margaret Kinnaird, leader del Wwf Wildlife Practice, “mentre riflettiamo sul decennio di azioni messe in campo per proteggere le tigri, non dimentichiamoci che questi straordinari feline sono ancora gravemente minacciati da bracconaggio e perdita di habitat. Se vogliamo che questo aumento continui, i governi devono fare di più, in particolare in alcune parti del sud-est asiatico”.

About Antonio Perra

Studio Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Cagliari. Sono un appassionato di arte e letteratura.

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