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poke bowl

In Italia è “poke mania”

Boom di ristoranti che mettono in menù il poke e di acquisti in delivery

Il grande successo del poke, piatto tipico della cucina hawaiana è dovuto alla sua versatilità. Si tratta di un piatto che ha origini antichissime; prima i pescatori mangiavano il pesce rimasto invenduto tritato e condito con sale ed essiccato al sole per un paio di giorni. Si aggiungeva poi l’alga limo e la noce kukui, tostata e schiacciata. Oggi portiamo il piatto sulle nostre tavole; ma è evidente che la versione originale è ben diversa da quella che si è diffusa negli Anni 70 alle Hawaii e poi in tutta l’America. Il poke moderno più popolare nella sua terra natia oggi è a base di tonno crudo condito con salsa di soia, olio di sesamo, cipolle crude, scalogno e peperoncino rosso. Il piatto forte dello chef Sam Choy è invece il poke fritto, con tonno e frutti di mare.
Tutti personalizzano il piatto, che in Italia esiste anche nella versione vegana e vegetariana, con condimenti orientali e esotici. La maggior parte delle bowl ordinate nel 2020, ben il 60%, non erano nel menù. Gli ingredienti più scelti sono il salmone, in tutte le sue varianti (cotto, crudo, piccante o tempura), tonno e gamberi. Anche per quanto riguarda il riso si scelgono diverse varianti: bianco, integrale o venere. Si aggiunge poi l’avocado, con mango e ananas, l’edamame e la frutta secca (da anacardi a pistacchi).
La scorsa primavera, la Poke House ha proposto in Italia la “This isn’t chicken poke” a base di pollo vegetale che non è pensata solo per i vegani; è indirizzata anche ai flexitariani, cioè coloro che non hanno abbandonato totalmente la carne ma scelgono alternative vegetali per una dieta bilanciata e per preservare l’ambiente. Potranno in ogni caso rimanere piacevolmente sorpresi anche coloro che vorranno provare questo nuovo tipo di proteina vegetale. Questo è quanto pensa la cofondatrice Vittoria Zanetti.
Il poke moderno si è decisamente evoluto e le persone lo scelgono per una pausa pranzo leggera o una cena sfiziosa, in estate e in inverno. Nel 2020 sono stati registrati più ordini soprattutto nel mese di ottobre, seguito da novembre e dicembre. Il 2021 invece registra un picco nel mese di luglio, seguito da giugno e aprile. Inoltre, il venerdì sembra essere il giorno ideale per effettuare l’ordine; ad eccezione di Napoli e Catania, dove gli ordini si concentrano soprattutto il sabato. Chiaramente, data una maggiore richiesta di questo prodotto, l’offerta è aumentata notevolmente. Tra i ristoranti partner Just Eat, il 136% ha inserito il poke nel loro menù e il 149% si è specializzato nella realizzazione di soli poke.
Due le versioni più amate tra quelle in menù. Quella a base di riso, juicy salmon, avocado, edamame, cavolo rosso, salsa speciale, crema di avocado, crispy mix di alghe, wasabi e sesamo; e quella con tartare di salmone, philadelphia, erba cipollina, avocado, pomodorini, tobiko, mandorle, maionese wasabi e salsa Teriyaki.

About Michela Serreli

Diplomata al liceo scientifico Euclide di Cagliari e laureanda in Lingue e comunicazione presso l'Università degli Studi di Cagliari. Appassionata di giornalismo e cinema.

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