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Tanta Sardegna a bordo della missione Ixpe della NASA


C’è tanta Sardegna nel lancio, effettuato dalla NASA a Cape Canaveral alle sette di questa mattina 9 dicembre 2021, del telescopio satellitare IXPE.

La Sardegna è stata protagonista nel progetto della NASA che ha portato in orbita un nuovo telescopio, lo strumento è statao portato in orbita grazie al razzo Falcon-9 dell’azienda SpaceX

Il progetto è frutto di una collaborazione tra la NASA e un partenariato tutto italiano coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). In particolare, un team di ricercatori dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari ha avuto un ruolo fondamentale. È la prima volta che l’Osservatorio sardo partecipa direttamente ad una missione spaziale internazionale di questa portata.
IXPE, acronimo di Imaging X-ray Polarimetry Explorer, è la missione della Nasa che ha portato in orbita, il 9 dicembre 2021, un nuovo telescopio. Lo stumento è stato portato a bordo di un razzo Falcon-9 dell’azienda americana SpaceX. Ixpe appartiene alla classe di missioni Nasa chiamate SMall EXplorer (SMEX), concepite in modo tale da testare per la prima volta in orbita un singolo nuovo concetto tecnologico, sfruttando per il resto l’enorme know-how proveniente da altre missioni. E la novità tecnologica portata da Ixpe è fondamentalmente una. La misura della polarizzazione dei raggi X provenienti da alcune tipologie di oggetti cosmici altamente energetici come i buchi neri supermassicci al centro delle galassie o le minuscole e pesantissime stelle di neutroni.

Il ruolo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica


L’Italia partecipa ad Ixpe come partner unico della Nasa tramite un partenariato coordinato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Che vede la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dell’Università di Roma 3 e dell’azienda privata OHB. L’Italia ha fornito il cuore della missione scientifica e cioè i rivelatori in grado di riconoscere la polarizzazione dei raggi X. In tutto, il team italiano sfiora il centinaio di persone e di questi ben trenta sono personale Inaf e, in particolare, quattro rappresentano il team dell’Inaf di Cagliari. Tra i protagonisti infatti risultano Alessio Trois, Matteo Bachetti, Maura Pilia e Andrea Possenti.

Le parole di Trois


“La consegna dello strumento di Ixpe ai colleghi americani in tempi così brevi, appena 3 anni, – spiega Trois – é un successo reso possibile solo grazie alla straordinaria sinergia organizzativa di tutti gli istituti coinvolti. Come Inaf di Cagliari abbiamo dato un contributo sostanziale nella definizione delle logiche del computer di bordo, nell’integrazione e test dello strumento nonché nella sua integrazione fisica sul modulo satellitare. Ci occupiamo anche del supporto alle operazioni in volo dello strumento.”

“La preparazione di una missione spaziale – aggiunge Trois – richiede un’attenzione spasmodica ai dettagli. I costi per il lancio di telescopi spaziali sono elevatissimi. Inoltre, con l’unica eccezione del telescopio Hubble, nessuna missione è predisposta per essere visitata ed aggiustata in orbita. Perciò, ogni transistor, ogni saldatura, ogni rivetto deve avere uno scopo e funzionare alla perfezione. Tutto deve essere validato, provato e verificato prima del lancio in modo da essere certi che il satellite potrà sopravvivere alle estreme condizioni a cui sarà sottoposto.”
Gli strumenti vanno dunque testati e calibrati con cura certosina, e questo richiede mesi di lavoro (per Ixpe circa 12). L’analisi di tutti questi delicati preparativi è effettuata con del software dedicato che viene scritto appositamente e che va a sua volta testato a fondo.

Le parole di Pilia

“Queste simulazioni – precisa Pilia – non solo sono fondamentali per capire quali sorgenti siano ottimali per le osservazioni, ma ci permettono anche di arrivare preparati alle osservazioni vere e proprie. Ci aspettiamo molte scoperte e vogliamo essere in grado di comunicarle compiutamente e al più presto! “.
Nessun telescopio terrestre è in grado di captare raggi X provenienti dallo spazio, in quanto la nostra atmosfera, ci protegge da queste radiazioni. Perciò, l’unico modo per osservarli consiste nell’inviare satelliti in orbita. Nel 2012 fu lanciata la missione NuSTAR della NASA.

Una partecipazione non casuale


La partecipazione dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari al progetto Ixpe, non è stata casuale. Rappresenta un grande traguardo perché è in assoluto la prima volta che l’INAF-OAC contribuisce direttamente alla preparazione di una missione spaziale internazionale. Questo risultato è stato reso possibile grazie al lungimirante progetto del Sardinia Radio Telescope voluto e realizzato dal compianto presidente dell’INAF, Nichi D’Amico. Il radiotelescopio sardo ha infatti avuto un duplice ruolo. Da una parte, ha permesso il rientro di numerosi ricercatori e tecnologi italiani e con essi le loro conoscenze in ambito tecnologico e scientifico. Inoltre, la costruzione di SRT ha rafforzato la collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e l’INAF.

Le parole di Emilio Molinari


Conclude il Direttore di INAF-OAC, Emilio Molinari. “E’ un momento molto emozionante e appagante per l’Osservatorio Astronomico di Cagliari, che si è confermato un volano di eccellenza per tutto territorio. Capace di offrire opportunità di inserimento per giovani ricercatrici e ricercatori.”
Ixpe, da parte sua, rappresenta per l’INAF di Cagliari una doppia valenza. Un grande traguardo ma anche trampolino di lancio per ulteriori missioni molto importanti. Come è il caso della grande collaborazione spaziale sino-europea eXTP che, con tutta probabilità, porterà a Cagliari numerosi ricercatori cinesi. 

About Daniele Mereu

Studente magistrale in Relazioni Internazionali (Studi Euro-Mediterranei) presso l'Università di Cagliari. Laureato in Scienze Politiche e diplomato in Relazioni Internazionali per il Marketing.

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