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L’Ultima Habanera: Il corto di Carlo Licheri al festival Passaggi d’Autore

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L'Ultima Habanera: Il corto di Carlo Licheri al festival Passaggi d'Autore
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Intervista a Carlo Licheri in occasione del festival dei cortometraggi del mediterraneo Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei

All’interno di una radio cagliaritana sita in un rifugio antiaereo, le vicende sentimentali di Ciccio e Bruna, annunciatore e attrice radiofonica, creano scompiglio durante le regolari trasmissioni, il giorno in cui viene annunciata la fine della Seconda Guerra Mondiale. Questa è la premessa de L’Ultima Habanera il cortometraggio di Carlo Licheri in cartellone durante le giornate di proiezione del festival Passaggi d’autore – Intrecci Mediterranei.

Il cortometraggio concepito come un piano-sequenza è frutto di una lunga ricerca e documentazione storica e a riguardo Carlo Licheri afferma: “Diciamo che c’è stato un lavoro a monte, che è stato prima di tutto di ricerca storica, visto che il corto parla di Radio Sardegna, che partita da Bortigali e, lì dopo l’armistizio del ‘43, che si narrano le vicende di importanti personaggi dello spettacolo e della musica, sardi e sarde […] e la necessità dell’utilizzo del piano-sequenza nasce come una conseguenza logica di impostazione a priori, perché era mia intenzione omaggiare tutta la storia e quello che c’era dietro le conseguenze emozionali di quello che poteva essere la vita di allora all’interno di una situazione di estrema povertà e di estrema indigenza durante la guerra, quindi è stato importante per me selezionare e usare il metodo di regia più adatto da poter far vedere tutta questa storia interiore e esteriore.”

L’ultima Habanera è un titolo che riprende il brano interpretato in sardo all’interno del corto e che a sua volta si rifà a un classico dell’Opera lirica. In merito a ciò Licheri ha spiegato “Il fatto è che, prima di tutto non sono di Cagliari (Licheri è di Nuoro ndr) e questo è un grosso handicap di partenza, perché tra Nuoro e Cagliari c’è un mare, naturalmente c’è la pianura, del Campidano, però dal punto vista linguistico è come se fossero veramente due continenti diversi all’interno della stessa lingua. Detto questo però, siccome le sfide non mi spaventano o almeno non spaventano nessuno della mia troupe, ho svolto un lavoro di ricerca linguistica, quindi di approfondimento della lingua da parte mia, quindi mi son chiesto come parlano i personaggi, come parlavano all’epoca. Ho fatto ricerche, mi sono confrontato. Il testo della canzone è nato, diciamo, con la storia, in italiano, dopodiché una volta arrivati a questo punto fondamentale, anche il sardo è una lingua musicale. Abbiamo una grande tradizione legata alla musica ed è stato molto facile perché è un lavoro che faccio molto volentieri gli interpreti e le interpreti fanno questo anche nella vita, la musica, e quindi diciamo che è stato un processo molto più naturale di quanto non sembri.”

Nel cast Enrica Mura, Stefano Cancellu, Diego Pani, Giaime Mannias, Federico Saba, Marco Bisi. Il cortometraggio è stato realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e di Plans, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, sviluppato all’interno di Tracce Snc, ed è distribuito da Olbia Film Network.

About Tore Seduto

Classe 1989. Appassionato cinefilo a 360°, degustatore di birre e di pizze. Amante dei bei film, ma anche di quelli brutti, davvero brutti. Si è cimentato come regista in lavori discutibile fattura. Irriducibile cacciatore di interviste agli addetti ai lavori della settima arte.

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