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Parisi, Giuntini e Tagliagambe all’Università di Cagliari

Nel 2005 il fresco premio Nobel per la Fisica è stato in città per un confronto accademico di pregio

Il ricordo dei due docenti dell’ateneo. Protagonisti di un dibattito di strepitoso valore scientifico che riannoda e rilancia visioni, competenze e saperi attuali

World year of the physics 2005. Tris d’assi della scienza al dipartimento di Fisica

“Sedici anni fa, nell’ambito del World year of physics 2005, il dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari ha organizzato un dibattito su “La visione del mondo dopo Relatività e Meccanica quantistica”. 

Al dibattito e al confronto con noi due è intervenuto Giorgio Parisi  

Rivedere oggi i video degli interventi di quella giornata è emozionante. Non soltanto perché il nostro ospite è stato insignito nel frattempo del premio Nobel per la fisica, ma anche e soprattutto per l’attualità dei contenuti. Gli stessi al centro del dibattito odierno.
Parisi ha parlato del rapporto tra la teoria della relatività, ristretta e generale, di Einstein e la meccanica quantistica. Ha messo in evidenza la difficoltà di farle convergere in una visione del mondo coerente per le radicali differenze che le caratterizzano, soprattutto per quanto riguarda le rispettive concezioni dello spazio e, più in generale, del concetto di realtà fisica.
Se i due pilastri della fisica contemporanea si trovano in questa situazione di difficile coabitazione la lezione che dobbiamo trarne è chiara. Le teorie scientifiche, anche le più accreditate, come quelle di cui stiamo parlando, pur ampiamente sostenute da una quantità impressionante di riscontri sperimentali, non possono essere considerate verità definitive e irrevocabili.
C’è una differenza fondamentale, che non può essere trascurata, tra corroborazione, che consiste nel superamento, allo stato attuale,dei controlli severi e dei tentativi di falsificazione ai quali una teoria viene sottoposta, e verificazione, che porterebbe a ritenere acquisita una volta per tutte la sua verità.
Questa distinzione fatica a essere compresa, come si evince da molte delle discussioni di questi giorni relative alla validità dei rimedi proposti contro il nuovo coronavirus Sars-CoV-2, per i quali alcuni esigono un’improponibile e insensata “dimostrazione” di efficacia. Sta proprio qui, nel chiarimento e nella precisazione di concetti cardine, il contributo che una filosofia correttamente intesa e praticata può dare al pensiero scientifico”.

Roberto Giuntini e la formalizzazione dei concetti filosofici

“Ricordo che nel mio intervento sottolineai proprio il reciproco giovamento che ciascuna delle due parti del dialogo in questione può trarre se il confronto avviene valendosi di linguaggi che condividono gli indispensabili requisiti di rigore.

Ecco perché la formalizzazione dei concetti filosofici, cioè la loro formulazione in chiave logico-matematica, costituisce un presupposto imprescindibile per una filosofia che voglia e sappia interagire con teorie scientifiche che, come la Meccanica quantistica, si presentano in forma assiomatica o semi-assiomatica. È il cuore della cosiddetta Mathematical Philosophy, che rappresenta nell’attuale panorama internazionale uno dei programmi di ricerca più avanzati.

Silvano Tagliagambe, da Feynman a Bertolt Brecht

“In chiusura del mio intervento, riprendendo una riflessione di Richard Feynman, rimarcai la funzione che la bellezza ha nell’orientare le scelte della ricerca scientifica. Il premio Nobel per la fisica del 1965, a conclusione del suo saggio The Character of Physical Law, si chiedeva infatti cosa rende possibile alla scienza indovinare, conoscendo una parte, come si comporterà il resto.

La risposta “non scientifica” da lui data a questa domanda, anch’essa “non scientifica”, ma pur tuttavia significativa, è che ciò avviene perché “la natura ha in sé una grande semplicità, e perciò una grande bellezza”. Commentando questa convinzione trassi un auspicio: che la bellezza delle teorie fisiche e di quelle scientifiche in generale possa incidere sul senso comune e sulla nostra visione generale del mondo. Inducendoci a costruire immagini della realtà in cui viviamo non solo più efficaci e produttive di quelle che circolano, ma anche più seducenti.

Perché, come ha scritto Bertolt Brecht, farsi un’immagine attraente e incisiva di ciò che viene rappresentato è un gesto d’amore. Si tratta di un aspetto costantemente ripreso nelle sue più recenti prese di posizione da Giorgio Parisi. La scienza è il più efficace baluardo di cui possiamo disporre per difendere la natura e valorizzarla proprio perché chi la pratica interpretandone in modo genuino lo spirito, è mosso non solo da un grande rispetto. Ma anche da un autentico attaccamento nei suoi confronti.

Sedici anni fa, un insieme di riflessioni che hanno anticipato il futuro

Il video dell’incontro-dibattito organizzato dal dipartimento di Fisica dell’UNiversità di Cagliari nel 2005 nell’ambito del World year of physics, è consultabile su https://www.youtube.com/channel/UCzfS4GSs8B_79Hr6vXaaL3A

About Aurora Catalano

Studentessa universitaria appassionata di musica.

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