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Teatro d’Inverno:”Senza Fiato” di Pierpaolo Baingiu.

Teatro d’Inverno: s’intitola “Senza Fiato / Una risata vi seppellirà. A me la fibrosi cistica. (Forse)” il monologo satirico scritto e interpretato da Pierpaolo Baingiu in cartellone DOMANI (giovedì 26 agosto) alle 21.30 a Sa Pigada ‘e su Cantaru a Villanova Monteleone sotto le insegne de In Biddas Noas

Il Festival Intersezioni 2021 organizzato dal Teatro d’Inverno con la direzione artistica di Giuseppe Ligios. Realizzato con il patrocinio e il sostegno del Comune di Villanova Monteleone, della Regione Sardegna e del Ministero della Cultura. Inserito nel progetto Intersezioni / rete di festival senza rete a cura di Fed.It.Art. Sardegna.

Viaggio nell’universo, sconosciuto ai più, della fibrosi cistica. Malattia genetica ereditaria. Caratterizzata da alterazioni del gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator), che determina la produzione dell’omonima proteina. Con la pièce che affronta un tema delicato e complesso con humour e leggerezza, nella mise en scène del Teatro del Segno per la regia di Stefano Ledda. La narrazione in prima persona di un’esistenza “complicata” tra sintomi e cure, stralci di normalità e amore per la vita.

Sotto i riflettori, insieme al protagonista Pierpaolo Baingiu, il sassofonista Luciano Sezzi che disegna la colonna sonora.  Poi l’attore Stefano Ledda, che interpreta alcuni frammenti lirici “a tema” – da “Ti auguro Tempo” di Elli Michler (che riassume la condizione peculiare dei malati di FC. l’ cui esistenza si misura su un metro diverso, come se le ore per loro passassero più velocemente) a “Non è mai un addio” e, appunto, “Senza Fiato” del poeta romagnolo Guido Passini (scomparso nel 2015 a soli 35 anni), figura simbolo nella lotta contro la rara patologia, e nell’impegno nel dar voce – attraverso i linguaggi dell’arte – ai malati e alle loro famiglie.

Descrizione

Diario di una vita – davvero – senza respiro, il racconto in chiave autobiografica e decisamente (auto)ironica ricostruisce le fasi della scoperta e della lunga ed estenuante lotta contro la patologia che si manifesta fin dalla prima infanzia, con sintomi la cui forma e definizione, e crudeltà, variano nei singoli casi ma con esito inevitabilmente fatale.

Cosa dice Stefano Ledda

«Sono convinto che in questo nostro tempo fare teatro sia utile e necessario, e il linguaggio teatrale riesca a comunicare in maniera efficace ciò che è difficile esprimere altrimenti» spiega il direttore artistico del Teatro del Segno, «e la realtà della vita di Pierpaolo, il suo modo diretto e ironico di raccontarla, mi hanno fatto scoprire un mondo che ignoravo.

Penso a come lui utilizza l’esempio della cannuccia per spiegare la sua difficoltà nel respirare, un esempio molto efficace e preciso, che acquista senso mentre lo dice, se lo guardi mentre lo dice capisci improvvisamente e hai l’esatta percezione di quel che succede. E’ già teatro (Teatro d’Inverno)».

“Senza Fiato” descrive in chiave volutamente umoristica la condizione di un malato di FC. Una surreale normalità, in cui l’età dell’innocenza e dei giochi è scandita dai ricoveri e dagli interventi chirurgici, e la tipica raccomandazione materna «non sudare» assume un tono più intimidatorio e catastrofico (pur con le immancabili, adolescenziali trasgressioni). La situazione continua ad aggravarsi con gli anni fino al ricorso all’ossigeno e – extrema ratio – al trapianto.

La malattia

Si parte con l’irrinunciabile occlusione intestinale – alla nascita – e le inutili terapie, fino alla diagnosi, con operazione chirurgica e coma, ma anche la sorprendente reattività e il forte amore per la vita del bimbo che nonostante tutto ce la fa, e trascorre così i suoi primi anni tra aerosol, fisioterapia e enzimi pancreatici. Poi la felice parentesi negli scout, quasi un breve istante di quiete – prima della tempesta.

La malattia si fa via via più invadente, e così le cure, i ricoveri, le iniezioni endovenose, i dosaggi di antibiotici – e gli effetti collaterali: l’ospedale diventa parte del paesaggio, un luogo dove le esistenze si sfiorano, si contano le assenze, ci si scontra con l’ottusità del sistema e le carenze della malasanità.

La coscienza della malattia conduce il protagonista alla scelta di impegnarsi nel sostenere la causa dei pazienti affetti da FC, con la certezza che solo attraverso dei Centri di Cura d’avanguardia si possa far fronte ad una patologia così complessa sul piano della prevenzione, della diagnosi e della terapia – esistono oltre mille possibili mutazioni del gene CFTR (cromosoma 7), solo in parte collegabili all’insorgere della malattia (circa il 70% dei casi è dovuto all’allele delta F508.

“Senza Fiato”

un titolo che in questo momento evoca anche altri tragici scenari, come i sintomi più gravi del Covid19 – mette l’accento sull’importanza strategica e la necessità di sostenere la ricerca scientifica, per la FC come per le altre patologie, più o meno gravi e invasive, rare e no. Inoltre rende possibile a chi ascolta di immedesimarsi fino in fondo in un’esistenza un (bel) po’ più complicata del solito, ma piena di allegria e gioia di vivere – oltre che delle piccole noie e dei fastidi di ogni giorno, che diventano quasi segnali di “normalità”.

Un monologo speciale – una testimonianza in prima persona, che apre ai cosiddetti “sani” più di uno spiraglio sulla realtà di chi per tutta la vita deve convivere con i capricci e le specificità di una malattia, ma lo fa con coraggio e passione, con lucidità e perfino con brio. (Teatro d’Inverno)

L’autore

Pierpaolo Baingiu nasce a Nuoro il 30 Giugno 1983. In giovane età la sua vena poetica lo porta a forti percorsi introspettivi convincendolo a condividere in varie presentazioni a spasso per il rione, delle composizioni di dubbia semantica. Passa quindi alla prosa e dopo il rifiuto dei Centri Commerciali di inserire le sue opere tra i libri venduti a peso e della Mondolibri di metterle tra le scelte che andranno al macero senza essere neanche mai essere state gratuite, diventa capo redattore del giornalino del liceo. La gloria è a un passo, ma non arriva.

Ha il colpo di genio quando fa coming out parlando della sua malattia: la fibrosi cistica. Ora tutte le composizioni hanno un senso. Partecipa a Senza Fiato 2, testimonianze e poesie pro Fibrosi Cistica (Fara 2010) col componimento “Quattordici buoni motivi per avere la fibrosi cistica” e a Senza Fiato 3, inserendo una postfazione nello stesso stile di Steve Jobs nel discorso all’università di Stanford.

L’età

A trent’anni autopubblica la sua prima opera, “L’esorcismo”, frutto di un travaglio mentale durato quasi dieci anni. Filo conduttore in tutte le composizioni è la ricerca della risata pensata, della battuta cinica, ostracizzando la volgarità gratuita ed esagerata.

Dal 2007 al 2012 ricopre la carica di presidente dell’Associazione Regionale Fibrosi Cistica ONLUS che dà voce alle famiglie dei pazienti, alle loro esigenze. L’associazione contribuisce a migliorare l’equipe del Centro, finanziando master di fisioterapia e la formazione di un nuovo pediatra. Attraverso le manifestazioni viene dato modo alle persone di conoscere la malattia e nello stesso tempo viene finanziata la ricerca scientifica, aspetto fondamentale ma non unico, vista l’importanza della qualità delle cure. (Teatro d’Inverno)

INGRESSO GRATUITO – Info e prenotazioni qui o qui– cell. 3440463652 | 3338578630 – www.teatrodinverno.it

About Claudio Marongiu

Laureato in Scienze della Comunicazione, appassionato di elettronica e tecnologia, musicista amatore e viaggiatore

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