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Cinema a Sestu in Casa Ofelia. Decima edizione di Rot’Art

Sestu, Casa Ofelia Il cinema di Méliès. Si apre oggi a Sestu la decima edizione di Rot’Art di Casa Ofelia (via Parrocchia 88). Alle 21, omaggio al cinema di Méliès con musiche di Pierpaolo Meloni e Alessandro Picciau.

Conosciuta come Casa Ofelia dal nome dell’ultima proprietaria, Ofelia Marras, fu costruita nel 1901 dal padre di lei, Giuseppe Marras, in 1626 mq di terreno. Casa Ofelia, collocata tra la fine della via Parrocchia (al civico 88) e la via Giulio Cesare, è classificabile tra le case tradizionali costruite in mattoni di terra cruda comunemente detto “ladiri”. Esse caratterizzano l’architettura rurale dei centri abitati del campidano. L’uso del mattone cotto è adibito principalmente alla realizzazione delle parti più critiche del fabbricato come i pilastri, gli archi e contrafforti. L’uso frequente del laterizio cotto testimonia le possibilità economiche degli antichi proprietari. È possibile riconoscere, inoltre, le componenti architettoniche e distributive della “Casa Campidanese a corte”. Tipologia che presenta una tipica disposizione a L con gli edifici a pianta rettangolare larghi intorno ai 6 metri. Il portale, realizzato con un arco di mattoni in cotto, costituiva anticamente l’unico ingresso alla proprietà.

La casa è sviluppata prevalentemente su un piano, mentre sul secondo piano è presente un solo locale, ha coperture a doppio spiovente con capriate lignee e orditure secondarie.

L’abitazione è preceduta dal tipico loggiato comunemente chiamato “sa Lolla”, componente distributiva tipica della Casa Campidanese. Tale spazio è un prolungamento esterno della casa d’abitazione. Ha infatti costituito allo stesso tempo un soggiorno, uno spazio in cui si esplicano molte attività lavorative domestiche, ma ha anche funzione dell’attuale andito. Su di esso si aprono infatti tutti i locali della casa che, tramite porte a vetri o finestre, possono prendere luce e aria.

In Casa Ofelia sa “Lolla” è formata da un tetto a spiovente sostenuto da un sistema di archi in mattoni sul fronte antistante al portale e da un sistema architravato con i pilastri in mattoni sul lato del magazzino.

Acquistata a metà degli anni Novanta dal Comune fu ristrutturata con l’intento di renderla un centro culturale d’eccellenza come effettivamente è stato. Poiché l’area in cui è situata fa parte del “Centro di Antica e Prima Formazione” identificato dalla Regione Autonoma della Sardegna, su di essa sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo nonché di ristrutturazione edilizia interna proteggendo così la storicità dell’edificio. Attualmente Casa Ofelia è fulcro della vita culturale della città.

About Federico Ambu

Appassionato di calcio, storia, archeologia. Tifoso della Juventus, e amante del cinema di guerra e d' azione.

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